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Reportage: Nave Cavour ed il Gruppo Aerei Imbarcati della Marina Militare

Le componenti aero-navali della Marina Militare hanno condotto nel mese di marzo un’attività addestrativa nel Golfo di Taranto che ha impegnato uomini e donne delle Forza Armata in esercitazioni a complessità crescente.

L’attività, iniziata il 6 marzo, ha visto la partecipazione delle seguenti unità e assetti:

  • Portaerei Cavour con 9 aerei AV-8B+ imbarcati
  • Incrociatore Portaeromobili Giuseppe Garibaldi con a bordo gli elicotteri EH-101 e MH-90
  • Caccia Durand de la Penne e Andrea Doria
  • Fregate Zeffiro e Virginio Fasan
  • Pattugliatori d’altura Libra e Comandante Borsini
  • Rifornitrice di squadra Etna
  • Velivoli Gulfstream CAEW (Conformal Airborne Early Warning) e Eurofighter Typhoondell’Aeronautica Militare
  • due elicotteri AH129 Mangusta dell’Esercito Italiano.

Le esercitazioni sono state condotte in diversi ambiti:

  • sorveglianza marittima
  • manovre cinematiche ravvicinate
  • rifornimenti in mare
  • operazioni anfibie
  • tiro con le artiglierie di bordo
  • antinquinamento
  • Difesa Aerea integrata tra i velivoli dell’aviazione della Marina e dell’Aeronautica Militare

e hanno consentito di mantenere ed incrementare l’addestramento degli equipaggi in uno scenario caratterizzato dalla presenza di minaccia convenzionale e asimmetrica.

L’addestramento ha permesso in particolare alla Portaerei Cavour di riprendere l’attività con i velivoli del Gruppo Aerei Imbarcati (GRUPAER) consentendo ai piloti di effettuare l’attività di “Carrier Qualification” (qualifica necessaria per operare dalla nave), e ha permesso a Nave Garibaldi – nel suo ruolo di Portaelicotteri anfibia – di effettuare un raid “Eliassalto” con lo sbarco di un’aliquota del 1° Reggimento della Brigata Marina San Marco con la scorta dei due elicotteri Mangusta dell’Esercito Italiano.

Grazie alla disponibilità della Marina Militare abbiamo avuto l’opportunità di imbarcarci su Nave Cavour per seguire una parte delle esercitazioni tra il 7 e l’8 Marzo. Durante la permanenza – insieme ad altri giornalisti e fotografi del settore – abbiamo avuto modo di porre alcune domande al Comandate di Nave Cavour, Capitano di Vascello Andrea Ventura, ed al Comandate del GRUPAER, Capitano di Fregata Fabio Marzano. Inoltre abbiamo assistito alle attività di volo del Gruppo Aerei Imbarcati che abbiamo documentato con le foto che troverete di seguito. Prossimamente sulla nostra pagina Facebook troverete la gallery completa delle foto.

Il report è suddiviso in queste parti:

  • Cenni su Nave Cavour
  • Esercitazione nel Golfo di Taranto
  • L’Aviazione Navale e il Gruppo Aerei Imbarcati
  • In arrivo l’F-35B

  • Nave Cavour

Nave Cavour (CVH 550) è una Portaerei STOVL (Short Take Off and Vertical Landing) italiana, costruita da Fincantieri ed entrata in servizio per la Marina Militare italiana nel 2008. Rappresenta la Nave più grande e complessa mai costruita per la Marina Militare. Prende vita da un progetto degli anni 90.

Viste le sue dimensioni, è stata realizzata in due tronconi separati che sono stati congiunti nei cantieri di Muggiano (La Spezia). Le prove in mare sono iniziate a dicembre 2006, la consegna alla Marina Militare è avvenuta a marzo 2008.

Ha un dislocamento a pieno carico di 27.000 tonnellate, una lunghezza fuori tutto di 244 metri, un’altezza di 55 metri distribuita su 14 ponti. È in grado di raggiungere una velocità massima di 32 nodi, 28 nodi a velocità continuativa. L’autonomia è di 7.000 miglia alla velocità di 16 nodi. Per la propulsione, Nave Cavour è dotata di 4 turbine a gas di derivazione aeronautica da 120.000 HP ciascuna che muovono 2 eliche con pale a geometria variabile. La generazione elettrica è assicurata da 6 gruppi diesel-generatori da 2.200 KW e due gruppi generatore-asse, anch’essi da 2.200 KW.

L’equipaggio di Nave Cavour consta di 545 unità ma la Nave può ospitare fino a 1.204 unità con l’imbarco di componenti mobili come equipaggi di volo, personale sanitario e personale della Brigata Marina San Marco. Può assumere anche contemporaneamente il ruolo di Portaerei, piattaforma logistica e anfibia, unità sede di Comando, e Nave ospedale. Per questo viene definita “4 navi in una”.

1. Portaerei

Il ruolo principale di Nave Cavour è quello di Portaerei. Ha un ponte di volo lungo 234 metri, dotato di una rampa ski jump per i decolli corti, 6 spot di decollo ed appontaggio per aerei ed elicotteri, 1 spot di decollo ed appontaggio per elicottero SAR, 2 aree di parcheggio aeromobili e due elevatori da 30 tonnellate che collegano il ponte di volo con l’hangar. Può imbarcare un gruppo di volo misto, aerei ed elicotteri, composto da circa 20 aeromobili. Gli aerei impiegati sul Cavour sono gli AV-8B Plus Harrier II, a decollo corto ed atterraggio verticale, con compiti di protezione aerea della flotta, difesa aerea, attacco al suolo e navale anche in profondità, e supporto aereo ravvicinato alle operazioni anfibie e terrestri. Gli elicotteri impiegati sono tutti quelli attualmente in linea in Marina ed in particolare AB-212 ed i nuovi EH-101 ed SH-90. Come armamento e sistemi di autodifesa, Nave Cavour dispone di un sistema missilistico superficie-aria SAAM-IT e cannoni calibro 76mm.

2. Piattaforma Logistica e Anfibia

L’hangar di Nave Cavour, lungo 134 mt e largo 21 mt, può essere impiegato per ospitare fino a 12 elicotteri oppure fino a 10 AV-8B ma allo stesso tempo consente alla Nave di operare quale piattaforma logistica ed anfibia trasportando e supportando un intero contingente di forze da sbarco con le relative dotazioni di mezzi, armi e strumentazioni.

3. Unità sede di Comando e Controllo

L’Unità dispone di circa 1.200 mq di aree operative nelle quali è possibile garantire servizi di telecomunicazione, trasferimento e gestione dati, video-teleconferenza e televisivi. Dalla Portaerei Cavour è quindi possibile comandare e dirigere operazioni militari navali, aeree ed anfibie, ma anche attività di assistenza in favore della popolazione civile, garantendo dal mare ed in qualunque teatro operativo una piena opportunità di controllo dei mezzi di soccorso aerei, navali e terrestri.

4. Nave Ospedale

 L’area ospedaliera di bordo, utilizzata anche nelle operazioni umanitarie e soccorso alle popolazioni colpite da calamità, è costituita da 2 sale operatorie, 1 unità di terapia intensiva, 1 unità di rianimazione, 1 unità per il trattamento dei pazienti ustionati, 1 unità di diagnostica per immagini, 1 unità odontoiatrica, 1 farmacia, 1 laboratorio analisi, 1 ambulatorio per il triage e pronto soccorso, 1 ambulatorio per le visite ambulatoriali, 3 sale di degenza ordinaria per un totale di 32 posti letto.

Le attività svolte dal 2008 ad oggi hanno messo in luce la versatilità ed efficacia di questa Unità sia da un punto di vista prettamente militare che in ottica ‘complementare’ (strumento di proiezione sul mare e dal mare e allo stesso tempo strumento a supporto ad esigenze di natura umanitaria/disaster relief), come ad esempio in occasione della operazione White Crane in soccorso alla popolazione Haitiana colpita nel gennaio 2010 dal terribile terremoto, fino alla campagna svolta con il 30° Gruppo Navale circumnavigando l’Africa.

  • Esercitazione nel Golfo di Taranto

L’esercitazione del 7 e 8 marzo, che si è svolta nel Golfo di Taranto, rientra nell’addestramento degli equipaggi e degli assetti aeronavali allo scopo di mantenere un elevato standard di capacità della Squadra Navale per garantire prontezza operativa e flessibilità tattica per adempiere quotidianamente e in maniera efficace ai compiti di difesa del Paese “sul mare e dal mare”, di sicurezza marittima, di tutela degli interessi strategici nazionali oltre che nel campo delle attività complementari a favore della collettività.

A bordo incontriamo il Capitano di Vascello Andrea Ventura, Comandante della Nave Cavour, il quale ci da un’idea di come si sta svolgendo l’esercitazione.

Questa esercitazione rientra nel normale ciclo di addestramento nazionale. La Marina Militare sviluppa due cicli maggiori durante l’anno, uno a maggio e uno a ottobre, ovvero le esercitazioni Mare Aperto, in cui il Comando in Capo della Squadra Navale addestra e testa la prontezza operativa della Squadra nelle diverse forme di lotta convenzionale (Antiaerea, Antisom, e Superficie). Per essere pronti ad affrontare efficacemente l’esercitazione Mare Aperto, vengono sviluppati dei cicli intermedi di addestramento di Reparto, come quello a cui si assiste in questi giorni, a cui prende parte un numero minore di Unità navali  operando in un’aera localizzata (Golfo di Taranto), testando e addestrando le capacità nelle diverse forme di lotta. In questo istante stiamo effettuando un’esercitazione di tipo ASuW (Anti-Surface Warfare), cioè una simulazione di Gruppi Navali a partiti contrapposti che devono scoprirsi, identificarsi e eventualmente ingaggiarsi.”

Il ruolo di Nave Cavour: “Nave Cavour ha una vocazione spinta alla capacità Carrier: il ruolo principale è quello di proiettare un gruppo aerei e/o elicotteri in un’area geografica in difesa degli interessi nazionali. La Portaerei si muove inserita in un dispositivo che si chiama Carrier Battle Group (CVBG) all’interno del quale, in funzione della tipologia di missione, ci sono altre navi che la scortano. C’è una Nave che assume la funzione di Shotgun, ovvero di difesa aerea ravvicinata, ma il CVBG è un Task Group modulare del quale potrebbe far parte anche un sommergibile, un cacciamine che apre la via in un’area potenzialmente minata, così come una o più fregate antisommergibile per il contrasto alla minacce subacquea

Riguardo la minaccia subacquea nel Mar Mediterraneo: “C’è un’attività di controllo continua da parte della Marina Militare, coordinata a livello centrale dal Comando in Capo della Squadra Navale. Questo consente di scoprire, localizzare ed identificare i sommergibili eventualmente in transito o in attività in Mediterraneo: le Unità navali della Marina Militare sono in grado di compilare la situazione per avere la conoscenza di tutto ciò che naviga sul mare e sotto la superficie. La Marina italiana, inoltre, ha sviluppato delle significative capacità con i nuovi battelli tipo U-212, realizzati in collaborazione con la Germania, tecnologicamente avanzanti indipendenti dalla ricarica delle batterie grazie ad una propulsione alternativa che consente di navigare in immersione per lunghi periodi. Inoltre la Marina Militare oggi ha delle Navi antisom estremamente performanti, le FREMM: con noi oggi sta operando Nave Virginio Fasan“.

Un altro degli assetti coinvolti nell’esercitazione, in via di sperimentazione, è il pattugliatore marittimo P-72A MPA. Il Breguet P-1150 ‘Atlantic’ è stato congedato dal servizio dopo 45 anni di attività e il nuovo P-72A ha preso  il suo posto ma, a differenza del suo predecessore, il P-72A è un pattugliatore marittimo e non è dotato di suite ASW. Quale velivolo assolverà a questo compito?

La Marina Militare ha sempre avuto una linea elicotteri che ha assicurato capacità in campo ASW complementari a quelle esprimibili da velivoli ad ala fissa come l’Atlantic. I moderni assetti ad ala rotante con capacità ASW di cui dispone oggigiorno la Marina Militare, mi riferisco agli EH-101 ed agli SH-90, rappresentano però solo una misura di mitigazione del gap capacitivo causato dalla dismissione dell’Atlantic, in quanto l’esigenza di disporre di un moderno Pattugliatore Marittimo ASW a lungo raggio continua a sussistere. Infatti, anche se gli elicotteri denotano ottime performance sia in termini di capacità sonar che di autonomia, tali da permettere di operare sia partendo da terra che da bordo con ‘on task’ prolungati, non si può tuttavia dire che possano assolvere, in toto, i compiti svolti da un velivolo ad ala fissa come l’Atlantic. In tale ottica, la Marina ha avanzato l’esigenza di acquisizione in futuro di una nuova linea di MPA.”

  • Il Gruppo Aerei Imbarcati (GRUPAER) e l’Aviazione Navale

La Marina Militare è stata, infatti, una delle prime al mondo a comprendere l’importanza dell’impiego degli aeromobili sul mare e dal mare. Queste ultime parole del CV Ventura ci danno lo spunto per introdurre il Gruppo Aerei imbarcati e ripercorrere la storia dell’Aviazione Navale.

Approfondimento: L'Aviazione Navale

Il primo brevetto di volo italiano fu conseguito nel 1910 dal Tenente di Vascello Mario Calderara, il quale aveva iniziato a volare nel 1908 sul campo di volo di Centocelle con il velivolo Wright n°4, il cui motore originale è esposto al Museo Storico dell’Aeronautica di Vigna di Valle. Nel 1913 l’Ammiraglio Paolo Thaon di Revel costituì il “Servizio Aeronautico della Regia Marina”; lo stesso anno venne fondata la “Regia Scuola di Aviazione della Marina”. Ecco perchè il 1913 viene preso a riferimento come anno di nascita dell’Aviazione Navale. In quel periodo la Regia Marina aveva avviato le prime prove per imbarcare i Curtiss Model F “Flying Boat” sulle sue corazzate e incrociatori per poi impiegarli in missioni di ricognizione.

Nel 1937 sia la Marina che l’Esercito perdono la loro autonomia nella gestione delle proprie forze aeree, confluendo nell’Arma Aeronautica.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Marina italiana fu tra le prime in Europa a capire l’importanza e la potenzialità dell’elicottero quale mezzo imbarcato per la caccia anti-sommergibile. Nel 1953 un elicottero AB-47G effettuò delle prove di appontaggio e decollo sull’incrociatore Garibaldi per poi valutarne l’acquisto.

Nel settembre del 1956 fu emanata una legge con la quale si conferiva all’Aeronautica Militare la gestione esclusiva dei velivoli ad ala fissa con peso superiore ai 1.500 chilogrammi, consentendo alla Marina Militare di costituire una propria componente aerea elicotteristica. Il 1° agosto 1956, con la consegna dei primi elicotteri AB-47G, ‘rinasce’ l’Aviazione Navale.

Negli anni successivi alcune Unità della Marina Militare furono adeguate per imbarcare elicotteri. Alla fine degli anni ’70 fu avviato lo sviluppo della prima unità portaeromobili italiana, il Garibaldi (C 551), varata nel 1983.

Fino al 1989, anno in cui fu modificata la legge, sul Garibaldi potevano essere imbarcati solo elicotteri. Dopo l’approvazione della legge 36 del 1º febbraio 1989, la Marina fu autorizzata a dotarsi di velivoli ad ala fissa, e la scelta ricadde sull’ AV-8B+ Harrier II che a partire dall’agosto 1991 iniziarono a confluire nel Gruppo Aerei Imbarcati.

Da questo link, potete scaricare una brochure PDF che ripercorre la storia dell’Avazione Navale: “Centenario Aviazione Navale

L’AV-8B+ Harrier II in dotazione al Gruppo Aerei Imbarcati è un caccia subsonico STOVL (Short Take Off and Vertical Landing), ossia con capacità di decollo corto e atterraggio/appontaggio verticale, caratteristica che lo contraddistingue dagli altri velivoli ad ala fissa e che gli consente di operare da unità portaeromobili.

Il Gruppo Aerei Imbarcati (GRUPAER) è basato presso la Stazione Aeromobili Marina Militare (MARISTAER) di Grottaglie e fu costituito nel febbraio del 1991. Ad agosto del 1991 i primi due TAV-8B biposto furono imbarcati su Nave Garibaldi a Norfolk. Negli anni successivi furono consegnati alla Marina Militare 16 AV-8B+ monoposto impiegati principalmente con compiti di difesa aerea, attacco navale e al suolo, supporto aereo ravvicinato e ricognizione.

A bordo di Nave Cavour abbiamo avuto l’occasione di osservare dal vivo le operazioni degli AV-8B+, alcune delle quali avvenute anche in arco notturno.

Ecco le parole del Comandante del GRUPAER, C.F. Pil. Fabio Marzano:

“La nostra missione primaria è operare dal mare e sul mare in difesa delle unità della Squadra Navale. Ogni volta che la Portaerei esce in mare il GRUPAER non perde occasione per trasferirsi da Grottaglie a bordo, al fine di massimizzare quanto più possibile l’addestramento ad operare imbarcato.
Ogni volta che veniamo a bordo aggiorniamo le nostre caratteristiche Bravo (Carrier Qualification), sia diurne, sia notturne, per effettuare successivamente missioni tattiche operando dalla portaerei. Addestramento imbarcato che non è solamente a favore del GRUPAER ma anche a favore e con il personale di bordo, come ad esempio la Centrale Operativa di Combattimento, la Plancia, le Squadre di ponte, i team antincendio e manutentivi, i controllori del traffico aereo, la torre, per garantire quell’affiatamento e livello di preparazione globale (aerei-nave) necessario per  poter operare in sicurezza ed efficacemente in ogni condizione, non è la sola capacità di decollo e atterraggio, già complessa a bordo di una portaerei, soprattutto di notte, ma di condurre una missione. Infatti i velivoli AV-8B+ una volta imbarcati diventano organicamente un sistema d’arma della portaerei e come tali vengono impiegati per i compiti istituzionali assegnati assicurando la capacità di proiezione di forza sul mare e dal mare”

Ogni volta che il GRUPAER si rischiera a bordo del Cavour, porta con se non solo gli equipaggi dei velivoli, ma anche personale specialista della manutenzione che opera sul ponte di volo e in hangar, ognuno dei quali ha un ruolo ben definito distinguibile anche dal colore della casacca. Troviamo il launch officer (casacca gialla) addetto al lancio dei velivoli, il plane captain (marrone) personale motorista addetto alla preparazione e movimentazione dei velivoli, gli avionici (verde), gli armieri (rossa).

Il personale del GRUPAER imbarcato lavora in piena sinergia con l’equipaggio di bordo che svolge in parallelo funzioni indispensabili per il corretto andamento delle operazioni di volo. Nello specifico troviamo il Capo Servizio Aeromobili – Air Boss (casacca gialla), il Flight Deck Officer – FDO (gialla), i rizzatori (blu) addetti alla rimozione/installazione di tacchi e rizze – ovvero le catene – necessarie per l’ancoraggio dei velivoli al ponte di volo, il personale delle squadre di sicurezza del ponte (rossa), i carburantisti addetti al rifornimento dei velivoli (viola), gli ufficiali tecnici (bianca).

Un’altra figura importante per le operazioni di decollo/appontaggio degli aeromobili è il Landing Signal Officer – LSO (casacca bianca), ruolo ricoperto da un pilota di AV-8B+ qualificato e esperto, addetto al monitoraggio e controllo degli aeromobili nell’immediata vicinanza dall’Unità navale durante le fasi di decollo, avvicinamento ed appontaggio. Nello specifico, durante le fasi di appontaggio, il LSO valuta e fornisce indicazioni via radio per correggere la velocità di avvicinamento, la quota, il sentiero di discesa, l’altezza del velivolo sul ponte di volo in fase di “hover” e comunica al pilota il momento esatto in cui togliere potenza al motore per assicurare un corretto “touch down” e concludere l’appontaggio verticale sullo “spot” precedentemente assegnato.

Sempre il LSO calcola e comunica i parametri per un corretto decollo del velivolo, che vengono mostrati al pilota attraverso una tabella – per minimizzare le comunicazioni radio – poco prima del decollo stesso. I parametri comunicati sono: il gross weight (peso velivolo), nozzles (gradi degli ugelli da impostare per il decollo), deck run (distanza dalla prora), e trim setting (angolo di trim dello stabilizzatore orizzontale).

I valori riportati sulla tabella sono il risultato di una serie di calcoli effettuati dal LSO, che in funzione di una serie di variabili (quali temperatura, pressione, carichi alari, carburante, parametri di prestazione del motore, vento sul ponte di volo) garantiscono il corretto distacco e rateo di salita dell’aeromobile in fase di decollo. Alcuni dati per il decollo variano da velivolo a velivolo anche in funzione delle prestazioni di ogni singolo motore. Infatti, dopo ogni installazione di un nuovo motore, i velivoli effettuano un volo prova durante il quale vengono annotati dei valori specifici, che rappresentano le prestazioni del motore stesso.

Proseguiamo con l’intervista al Comandante del GRUPAER, C.F. Fabio Marzano, il quale ci fornisce alcune informazioni sull’impiego degli AV-8B+.

“La componente aerotattica imbarcata opera principalmente al di fuori della portata massima degli armamenti della Nave o del dispositivo navale che la contiene, creando così una vera e propria difesa stratificata al fine di evitare penetrazioni dall’esterno. La difesa più periferica è assicurata dai velivoli AV-8B+, con l’obiettivo di contrastare qualunque minaccia proveniente dal cielo o dal mare, svolgendo missioni di Defensive Counter Air – DCA contro velivoli attaccanti e/o Naval Strike contro unità navali di superficie. A seguire esistono altri strati (layer), quali i sistemi d’arma a lungo e medio raggio del dispositivo navale, sino ad arrivare ai sistemi di “difesa di punto” (Close-in Weapon System).”

In ambito Aria-Suolo, i velivoli AV-8B+ del GRUPAER possono svolgere missioni di tipo APCLO (Air Power Contribution to Land Operations), come CAS (Close Air Support) ed AI (Air Interdiction), oppure APCMO (Air Power Contribution to Maritime Operations) quali Recce Maritime o Naval Strike. Mentre in ambito Aria-Aria, possono essere impiegati in missioni OCA (Offensive Counter Air) e DCA (Defensive Counter Air).

Ad esempio durante la missione “Unified Protector” in Libia, ovvero l’ultima missione operativa in ambito NATO svoltasi nel 2011 che ha visto la partecipazione del GRUPAER, gli Harrier sono stati inizialmente impiegati in ruolo Aria-Aria per garantire il rispetto della No Fly Zone istituita e successivamente, a fronte di una minaccia Aria-Aria assente, il ruolo è stato ridefinito in Aria-Suolo svolgendo missioni di AI (Air Interdiction) e RECCE (Ricognizione) con l’ausilio del pod Litening II della Northrop Grumman, che consente di identificare ed illuminare obiettivi sia terrestri, sia navali per l’impiego di armamento di precisione (a guida laser o GPS).

Visto l’impiego multiruolo dell’Harrier, il Comandante Marzano ci spiega come viene bilanciata l’attività addestrativa tra Aria-Aria e Aria-Suolo: “Durante le nostre missioni addestrative cerchiamo di garantire una equa distribuzione dei compiti Aria-Aria ed Aria-Suolo. Benché il nostro ruolo principale sia la difesa della Flotta da minacce esterne, quindi prevalentemente DCA – Defensive Counter Air, ci addestriamo sia per ingaggi Aria-Aria, sia per l’impiego in ambito Aria-Suolo effettuando missioni in collaborazione con l’Aeronautica Militare o con altre comunità estere in occasione di importanti eventi addestrativi. Inoltre il Gruppo si rischiera almeno una volta l’anno a Decimomannu, per effettuare campagne ACMI (Air Combat Maneuvering Installation) Aria-Aria o per l’impiego dei poligoni Aria-Suolo. Di massima, partecipiamo anche ogni anno al TLP (Tactical Leadership Programme) che si svolge presso la base spagnola di Albacete.”

Il Comandante Marzano ci fa notare come in missioni di combattimento tipo DACT (Dissimilar Air Combat Training), il velivolo AV-8B+, nonostante la sua età, si sia comportato egregiamente grazie alla possibilità di impiegare gli ugelli orientabili, che conferiscono grande manovrabilità durante il combattimento aereo ravvicinato (Dogfight).

  • In arrivo l’F-35B STOVL (Short Take-Off and Vertical Landing) 

L’-F35 è il caccia multiruolo di 5^ generazione che nella sua variante “B”  con caratteristiche STOVL (Short Takeoff and Vertical Landing) è stato sviluppato per l’impiego da Portaerei non dotate di catapulta e cavi di arresto, come il Cavour.

Come abbiamo riportato nei mesi scorsi, il primo F-35B è stato consegnato ufficialmente alla Marina Militare a gennaio 2018 ed è stato trasferito alla Naval Air Station di Patuxent River, nel Maryland (USA), per conseguire la necessaria certificazione Electromagnetic Environmental Effects. Con l’occasione il Comandante Marzano ci aggiorna sull’arrivo dell’F-35B.

Come si sta preparando la Marina Militare ad accogliere il nuovo velivolo di 5^ generazione?

“Il primo F-35B è già stato consegnato alla Marina Militare ed attualmente si trova presso Patuxent River per completare i test di compatibilità elettromagnetica, accertamenti che fa solamente il primo velivolo (“first of a kind”), come precedentemente accaduto alla variante CTOL dell’Aeronautica Militare. Al termine dei test il nostro velivolo si trasferirà presso la base USMC di Beaufort (dove risiede il Pilot Training Center F-35B dei Marines) per essere raggiunto anche dalla seconda e terza macchina, al fine di iniziare l’addestramento dei piloti italiani. Le tempistiche e modalità per l’invio a Beaufort degli equipaggi di volo sono attualmente ancora in fase di definizione con la controparte americana. Ovviamente, oltre alla formazione degli equipaggi di volo, del personale della manutenzione e all’adeguamento della portaerei italiana, si sta già pensando all’addestramento del personale di bordo.”

Come avverrà la transizione per i piloti da AV-8B+ ad F-35B?

“Al fine di capitalizzare al massimo l’addestramento in USA, beneficiando dell’esperienza maturata in 25 anni di operazioni STOVL dal mare, inizialmente verranno inviati i piloti più esperti di AV-8B+, con l’obiettivo di formare i primi istruttori F-35B. Abbiamo già dei piloti designati.”

Con quali tempistiche sarà definito il phase-out dell’AV-8B+ ed il phase-in dell’F-35B?

“Entro la fine del 2023 è programmato il ritiro dal servizio di tutti gli AV-8B+ della Marina Militare. Esiste un piano di phase-in F-35B ed un phase-out AV-8B+, orientato ad un numero di AV-8B+ in diminuzione nel corso degli anni in concomitanza con la consegna nei prossimi anni degli F-35B. Già dal 2018 verranno dismessi i primi AV-8B+. Dal 2023 avremo un numero di F-35B tali da assicurare alla Forza Armata e alla Difesa una capacità operativa iniziale esprimibile da bordo.

Il valore aggiunto dell’F-35B:

“Con il velivolo F-35, sarà possibile effettuare missioni complesse tipo COMAO (Composite Air Operations) che oggi richiedono la partecipazione di molte piattaforme “legacy”, ciascuna delle quali svolge un ruolo ben specifico. Grazie all’elevato contenuto tecnologico dei sistemi di bordo e alla moderna sensoristica, le peculiarità di questo nuovo velivolo proietteranno la Marina e la Difesa verso un futuro di nuove capacità sul mare e dal mare in occasione di operazioni isolate in acque profonde e di entry force a terra, che oggi il velivolo AV-8B+ svolge limitatamente ad alcuni ruoli. Parlando di complessità di volo, l’F-35B sarà più semplice da pilotare rispetto all’AV-8B+, tuttavia il workload sul pilota nella gestione dei sistemi di bordo e la conoscenza degli stessi saranno oggettivamente più complessi.”

Nave Cavour dovrà subire dei lavori di ammodernamento per ospitare l’F-35B?

Nave Cavour dovrà effettuare lavori di adeguamento a partire da fine 2018 a fine 2019. Al termine saranno effettuati dei test di certificazione velivolo-nave, che daranno il via all’impiego dell’F-35B da Nave Cavour

Come riportato anche sul sito istituzionale della Marina Militare, “La nave è stata costruita con grande lungimiranza, soprattutto per quanto riguarda il peso e l’ingombro del velivolo. In particolare lo spessore della lamiera del ponte di volo del Cavour è superiore a quello delle navi anfibie americane sulle quali è destinato a imbarcare lo STOVL dei Marines. Tale caratteristica non è trascurabile in considerazione delle ben più alte sollecitazioni (peso, calore e pressione dei gas di scarico) che subirà il ponte di volo con l’imbarco del F-35B rispetto alle operazioni con l’AV-8B Plus”

Come ci spiega anche il Comandate Ventura, Nave Cavour era stata costruita in funzione dell’F-35 anche se all’epoca del progetto non erano noti tutti i dettagli del programma JSF, ancora in sviluppo. E’ predisposta per il velivolo di 5^ generazione ma necessita comunque di qualche adeguamento. E’ facile ipotizzare un ammodernamento del rivestimento del ponte di volo così come un adeguamento dell’hangar, officine e dell’infrastruttura IT: “L’F-35, a differenza dell’AV-8B+, è un velivolo fortemente integrato in una rete net-centrica. Questo impone che ci siano delle aree dedicate alla preparazione della missione che sono collegate via satellite a centri a terra e che quindi richiedono una infrastruttura tecnologica che attualmente non è presente. Sono lavori che non sono stati temporalmente calendarizzati in maniera definitiva, ma saranno completati entro il 2020.

Il 2020 sembra essere l’anno di svolta per la Marina Militare e la Difesa italiana, anno in cui L’F-35B potrebbe appontare per la prima volta sul Cavour avviando così una nuova fase. Un po’ come accaduto nel 1953 quando, tra le prime in Europa, la Marina Militare effettuò dei test di appontaggio con un elicottero AB-47G sull’incrociatore Garibaldi, realizzando i primordi dell’Aviazione Navale.

L’F-35B permetterà alla componente aerotattica imbarcata di ampliare lo spettro delle missioni assegnabili, incrementando notevolmente il potenziale della portaerei italiana, che sarà in grado di generare un pacchetto di velivoli capaci di intervenire in piena autonomia anche nei contesti operativi più complessi. Ad oggi, le uniche Forze Armate nel mondo che imbarcheranno gli F-35B sono United States Marine Corps, Royal Navy inglese e Marina Militare Italiana, nello specifico l’unica europea sarà la nostra Marina.


Testo: Valerio De Cecco
Foto: Valerio De Cecco e Andrea Bellandi – Prossimamente sulla nostra pagina Facebook troverete la gallery completa delle foto

From The Skies desidera ringraziare per la disponibilità e professionalità con le quali siamo stati accolti il Comandante di Nave Cavour C.V. Andrea Ventura e il Comandante del GRUPAER C.F. Fabio Marzano, nonché tutto il personale di Nave Cavour e GRUPAER.

Un sentito ringraziamento per l’opportunità concessa all’Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione dello Stato Maggiore della Marina Militare, al  T.V. G. Lucafò, C.C. F. Mariani e la Sig.ra C. Lanzalaco.

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