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Torna a ruggire il motore dei fratelli Wright

Il Museo Storico dell’Aeronautica Militare, con una superficie espositiva coperta di oltre 14.000 mq,  è tra i più grandi e prestigiosi musei aeronautici al mondo. Tra i vari “pezzi” custoditi troviamo il Wright Flyer n°4 e il suo motore “Bariquand & Marre – tipo W (Wright)”.

Il Wright Flyer n°4 esposto è la replica (con alcune parti originali, come eliche e serbatoio) di quello che nell’aprile del 1909 sul campo romano di Centocelle effettuò il primo volo in Italia. Con tale velivolo, munito di due seggiolini per pilota ed istruttore, i Wright vennero in Europa per mostrare la nuova meraviglia.

Il Wright n°4 e il suo motore sono esposti nell’’hangar Troster, costruito nel 1914, è il più antico dei quattro hangar su cui è basato il Museo, è di costruzione austro-ungarica e venne donato all’Italia quale riparazione dei danni di guerra dopo la fine della prima guerra mondiale.

Il primo volo di un mezzo più pesante dell’aria era avvenuto il 17 Dicembre 1903 a Kitty Hawk nella Carolina del Nord Stati Uniti d’America ad opera dei fratelli Orville e Wilbur Wright. I fratelli Wright , di professione costruttori di biciclette, figli di un pastore protestante, che ribadiva sempre ai figli che l’uomo non avrebbe mai potuto volare in quanto il volo era riservato agli angeli, smentirono in tale data questa affermazione del padre

Appassionati del volo, avevano seguito gli studi del tedesco Otto Lilienthal che da tempo si cimentava con alianti libratori, acquisendo buone conoscenze in merito. Inizia l’opera di costruzione del primo aeroplano denominato Flyer e del primo motore da applicare allo stesso, di un a potenza di circa 26 CV.

Ad onor del vero il primo volo del dicembre 1903, più che un volo vero e proprio, fu un balzo in alto di circa tre metri, per 36 metri di lunghezza e tre metri di altezza, ma l’uomo aveva staccato la propria ombra da terra su di un aeroplano per la prima volta nella storia.

Il velivolo dei Wright non era assolutamente un aeroplano facile da pilotare, anzi i suoi  comandi erano assolutamente anti ergonomici. Si trattava di un aeroplano biplano a configurazione canard costruito in legno e tela, con comando a svergolamento dell’ala che gli consentiva di effettuare le virate.

Wilbur Wright arrivò a Parigi nel maggio del 1908 avendo in precedenza spedito dagli USA il materiale da copiare a modello. Effettuerà numerosi voli, e attirò l’attenzione di numerosi investitori. L’Aeroclub d’Italia, convinto dell’affidabilità del mezzo ed agendo in coordinazione con la Brigata Specialisti, comandata dal Maggiore Maurizio Mario Moris, si offrì di acquistarne uno, ottenendo inoltre da Wilbur la disponibilità di venire a Roma per l’addestramento di Calderara ritenuto l’unico pilota in Italia ad aver avuto esperienze di volo.

Nel 1909 il velivolo arrivò a Centocelle (Roma) e qui avviene il primo volo in Italia di un aeroplano. Il primo pilota che viene addestrato è un ufficiale di Marina, il S.Ten. di vascello Mario Calderara  che al costo di Lire 1.000 ottiene il brevetto di volo e diventa il primo pilota militare italiano. Il motore che è stato utilizzato per questi voli , costruito dai fratelli Wright stessi, dopo la bellezza di oltre cento anni viene ancora messo in moto.

Infatti proprio oggi, mercoledì 16 settembre, il motore è stato nuovamente messo in moto per mano di Leonardo Sordi, colui che iniziò il restauro nell’ottobre 2001 terminato ad aprile 2002 per poi metterlo in moto il 15 aprile del 2002 alla Fortezza Medicea di Arezzo, a distanza di 93 anni esatti dal volo di Wilbur Wright su Centocelle.

Motore Wright - Restauro Arezzo 15-4-02
Avvio del Motore Wright presso la Fortezza Medicea 15 aprile 2002 – Foto su lastra fotografica – www.calderara.com

Di seguito, il video della messa in moto del motore Wright Bariquand & Marre il 16 settembre 2015 presso il Museo Storico dell’Aeronautica di Vigna di Valle: https://youtu.be/Mq_DysxbKCg

 Questo modello di motore, inizialmente progettato dai fratelli Wright e costruito da Charles E. Taylor (dal 1909 Wright Company), venne poi prodotto su licenza dal 1908 solo dalle case francesi “Bariquand & Marre” a Parigi, dalla “Léon Bollée” a Le Mans, e dalla tedesca N.A.G. (allora Neue Automobil-Gesellschaft) a Berlino. La “Bariquand & Marre” è l’unica azienda a realizzare motori sotto supervisione diretta di Wilbur, quindi questi motori possono essere considerati “Wright” a tutti gli effetti .

Il motore Wright è a 4 cilindri verticali ed un è progetto americano inizi 1905, fino ad allora i motori più diffusi erano quelli a sogliola ovvero con i cilindri molto inclinati e quasi paralleli al suolo, che riprendevano l’architettura tipica dei motori auto fine ‘800.

Il modello verticale nasce da ovvie esigenze di prestazioni superiori, copiando ciò che esisteva nel settore automobilistico dello stesso periodo.

Il motore esposto al Museo e ripreso nel video è il Wright n.4 (denominato “A”) prodotto da Bariquand & Marre, e fu installato sul velivolo Wright n.4, utilizzato nel 1909 presso l’aeroporto di Centocelle per addestrare i primi piloti italiani. Il motore fu acquistato dal Club Aviatori di Roma per conto dell’aviazione militare italiana.

Come ci riferisce Leonardo Sordi, l’architettura del motore si compone in:
  • 4 cilindri individuali disassati con testa integrale e camicie di raffreddamento in alluminio fuso (primo esempio al mondo)
  • Raffreddamento ad acqua
  • Aspirazione automatica e scarico comandata.
  • 2 fasi di aspirazione e 2 fasi di scarico, rispettivamente nei tempi 1° e 4°
  • Carter secco con lubrificazione forzata a doppia pompa, ingranaggi esterna ed alternativa interna.
  • 5 supporti di banco + 2 esterni lato pignone catene eliche. Bielle tubolari in 3 pezzi. Pistoni in ghisa.
  • Alimentazione a pompa ingranaggi e polverizzatore a regolazione per trafilamento, assente corpo farfallato o parzializzatore, solo un venturi fisso, che mantiene a circa 1100 rpm’ il motore.
  • Le eliche, due controrotanti, giravano a 450 rpm minuto. Il riduttore è la stessa catena che da pignone (motore) a corone (eliche) riduce la velocità.
  • Accensione a magnete Eisemann in bassa tensione e trasformazione in alta, tramite esterna bobina separata
  • Alesaggio e corsa 108 mm X 100 mm con rapporto geometrico di compressione 3,05/1
  • Alcuni componenti del motore n°4 provengono da altri motori Wright, ad esempio la pompa della benzina proviene dal motore n°1 e la pompa dell’olio del motore n°2 (ci sono anche 2 camicie che appartengono al motore n°3)
  • Peso circa 85 Kg e potenza 26 HP
  • Il carburante utilizzato è benzina avio.

La posizione della valvola di scarico sul lato del motore opposta a dove sedeva il pilota era un deciso vantaggio rispetto ai primi motori del 1903, in cui lo scarico era verso il pilota. Gli scarichi sono liberi.

In alcune precedenti versioni di questo motore era presente una pompa che spruzzava olio sul cielo dei pistoni per migliorarne il raffreddamento. Una tecnica all’avanguardia, considerando che fu ripresa successivamente per raffreddare i motori diesel.

I modelli successivamente costruiti dalla stessa Bariquand & Marre e dalle altre case hanno alesaggio e corsa 112mm X 100mm oppure la corsa varia a 102mm, avendo potenza di HP34 circa. La versione esposta al Museo Storico dell’Aeronautica Militare è semplicemente la prototipazione dei successivi conosciuti.

Nel 1910 il motore B&M Wright n°4 fu rimosso dal Wright Flyer n°4 e sostituito con il Rebus di Enrico Restelli e Carlo Felice Buzio (Officine Meccaniche Rebus), lo stesso installato sul Caproni Ca.2 esposto nel Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni di Trento. Con questo nuovo motore Mario Calderara partecipò a varie competizioni aeree, conquistando alcune vittorie.

Il B&M Wright n°4 è il motore aeronautico più antico ancora funzionante in Europa, tutto originale. Anche le candele sono originali, e furono recuperate da Leonardo Sordi in Francia durante le operazioni di restauro. In Francia viene conservato il motore n°3, ma era stato dissezionato e veniva utilizzato a scopo addestrativo per gli allievi piloti.

Motore Bariquand & Marre - tipo W (Wright)

 

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