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Red Bull Air Race 2014: resoconto completo della gara di Ascot

Red Bull Air Race 2014: resoconto completo della gara di Ascot

Abbiamo seguito questa tappa direttamente da Ascot e di seguito trovate un resoconto dettagliato della gara corredato da numerose foto che trovate sulla nostra pagina Facebook. Per tutti coloro che si stanno appassionando solo ora alla Red Bull Air Race e non conoscono nel dettaglio il format della gara possono trovare tutti i dettagli qui.

La tappa di Ascot segna l’inizio della seconda parte della stagione della Red Bull Air Race 2014, sia perchè si tratta della 5^ tappa di 8 totali sia perchè è la prima tappa su terra della stagione.

Tutte le precedenti gare si sono svolte su acqua, ad Abu Dhabi (Emirati Arabi), Rovinj (Croazia), Putrajaya (Malesia), Gdnyna (Polonia), i piloni erano posizionati in mare e i piloti decollavano da piccoli aeroporti più o meno vicini al campo di gara. Quindi i piloti, dopo il decollo, avevano tempo di concentrarsi, raggiungere la velocità massima per poi accendere i fumi e passare attraverso gate iniziale.

A partire dalla gara di Ascot, i percorsi saranno disegnati su terra, i piloti decolleranno direttamente dal campo di gara, e si troveranno già da subito nel circuito.

I circuiti terrestri sono più difficili da affrontare perchè la superficie di gara non è “piatta” come su acqua, ovvero i piloti dovranno seguire l’orografia del terreno (es: colline, avvallamenti…), dovranno fare ad attenzione ad ostacoli naturali (es: alberi), dovranno affrontare venti non costanti e turbolenze, avranno meno tempo per concentrarsi nel pre-gara in quanto pochi istanti dopo il decollo saranno già inseriti nel circuito, dovranno trovare un buon setup per trarre il massimo della spinta e della velocità già dal decollo e dovranno mandare in temperatura già da subito il motore…

Queste sono solo alcune delle considerazioni raccolte in conferenza stampa e direttamente dai piloti che abbiamo intervistato ad Ascot. Di sicuro il campionato sarà ancora più avvincente con l’arrivo delle prossime gare a Dallas (USA) Las Vegas (USA), e Spielberg (Austria) che si svolgeranno all’interno degli impianti dedicati ai circuiti automobilistici.

La tappa di Ascot è stata una gara sui generis per numerosi motivi. Innanzitutto la location: Ascot Racecourse è un ippodromo costruito nel 1711 dalla Regina Anna d’Inghilterra, e da 300 anni ospita gare di cavalli purosangue.  Dista appena 11 Km dal Castello di Windsor che è il castello più grande al mondo ad essere abitato, oltre ad essere quello abitato da più a lungo tempo, e oltre ad essere anche la residenza ufficiale della monarchia britannica. Quindi l’ippodromo di Ascot è strettamente legato alla monarchia e alle tradizioni che ne conseguono, basti pensare che per accedere all’impianto nei giorni in cui ci sono le gare più importanti bisogna adottare un “dressing code” ovvero un abbigliamento idoneo che deve rispettare alcune regole in perfetto stile british.

Si sa, gli inglesi sono un popolo conservatore, ma allo stesso tempo al passo con i tempi, e questo giusto compromesso tra “antico” e “moderno” ha consentito di realizzare un evento davvero unico, ovvero far “correre” gli aerei al posto dei cavalli in un impianto con 300 anni di storia. Nonostante la sua lunga storia, l’ippodromo è moderno e ben attrezzato. La tribuna (Grandstand)assomiglia a quella di una dei migliori stadi di calcio d’Europa, dotata di confort e servizi di ogni tipo.

Oltre questa particolarità non da poco, bisogna aggiungere che l’ippodromo è situato ad appena 15 km dall’aeroporto internazionale di Heatrow che è il terzo più trafficato al mondo e il primo in Europa (72,367,054 passeggeri l’anno). L’aeroporto di Roma Fiumicino è il settimo in Europa con 36,166,345 passeggeri l’anno, la metà di Heatrow.

Provate ad immaginare che emozione veder decollare uno Zivko Edge 540 dal manto erboso dell’ippodromo dove fino a qualche giorno prima correvano dei cavalli purosangue… e dopo che l’Edge è decollato e ha affrontato i primi piloni del circuito la sua traiettoria incontra quella di un aereo di linea che si trova a pochi Km di distanza…

Al fattore “location” si aggiunge il fattore “pubblico”, che ha spinto sul podio Bonhomme e Lamb, i due piloti di casa. In Inghilterra sono ospitati annualmente gli air show europei più importanti (Fairford, Farnborough…) e la passione per l’aviazione è molto forte, il pubblico di Ascot ne ha dato la dimostrazione, incitando i piloti di casa sia nella Master Class che nella Challenger Class, e mugugnando quando un pilota tedesco (Dolderer) e un pilota francese (Ivanoff) hanno provato a strappare la vittoria ai “loro” piloti. Un tifo da stadio.

Il fattore “gara” ha riservato ulteriori sorprese, rendendo il week end ancora più affascinante. Ormai questo campionato è giunto alla 9^ edizione, i piloti combattono per frazioni di secondo, come fosse una gara di Formula 1 o Moto GP. Le velocità sono elevate, 200 kts (270 Km/h), il fattore di carico è elevato (10 g max). Gli aerei utilizzati sono simili, da quest’anno i motori e le eliche sono le stesse per tutti, ciò che fa la differenza sono le performance dei piloti ed il setup degli aerei.

Ad esempio Nicolas Ivanoff, intervistato da noi durante le prove del sabato, aveva confermato di avere problemi di setup e di non essere riuscito a sistemare l’aereo in tempo… ed invece in qualifica è riuscito a piazzare il secondo miglior tempo dietro lo scatenato Pete McLeod, che ha grinta da vendere ma deve acquisire ancora un pò di esperienza. In Malesia McLeod era stato squalificato per overspeed (ha superato la velocità massima consentita), in Polonia per over-G (ha superato il fattore di carico massimo consentito), ad Ascot ha commesso una serie di errori nella TOP 12 tra cui un pylon hit che lo hanno estromesso dalla lotta per la vittoria nonostante l’ottimo tempo delle qualifiche. Buono il tempo del beniamino di casa Nigel Lamb che si era qualificato con il terzo tempo.Sottotono i due favoriti, Hannes Arch e Paul Bonhomme, nelle qualifiche del sabato.

Bonhomme, anche lui acclamato dal pubblico in quanto britannico, è risultato lento e poco incisivo, nonostante il secondo posto in classifica generale che avrebbe dovuto spingerlo a fare meglio per recuperare punti sul suo avversario. Arch, che quest’anno è andato sempre a podio ed è primo nella classifica generale, è sembrato distratto e poco concentrato, tanto da rimediare due penalità in gara sempre per lo stesso motivo, ovvero non ha azionato i fumi (“smoke on”) prima di inserirsi nel tracciato. Nonostante la sua pessima performance, il suo aereo sembrava quello meglio preparato. Girando tra gli hangar, abbiamo notato che le prese d’aria del suo Edge 540 V3 erano state modificate come potete vedere in queste foto: le prese frontali sono state ridisegnate per migliorare il flusso d’aria e diminuire la resistenza, le prese superiori sono state meccanizzate per aprirsi/chiudersi in base alle necessità di raffreddamento, diminuendo così la resistenza all’aria.

 

Questi i tempi di sabato:

01 Pete McLeod CAN 1:10.698
02 Nicolas Ivanoff FRA 1:11.585
03 Nigel Lamb GBR 1:11.842
04 Martin Sonka CZE 1:12.162
05 Hannes Arch AUT 1:12.282
06 Matthias Dolderer GER 1:12.391
07 Paul Bonhomme GBR 1:12.520
08 Kirby Chambliss USA 1:12.570
09 Yoshihide Muroya JPN 1:12.624
10 Matt Hall AUS 1:13.339
11 Michael Goulian USA 1:13.476
12 Peter Besenyei HUN 1:14.215

Durante la gara di domenica, come anticipato, McLeod e Arch non sono riusciti ad arrivare alla FINAL 4 mentre Ivanoff e Lamb hanno confermato le buone prestazioni del sabato guadagnandosi la FINAL 4 insieme a Dolderer e Bonhomme che hanno sfruttato le mancanze degli avversari.

Nella FINAL 4 la lotta è stata dura e avvincente, Bonhomme si è aggiudicato il primo posto a discapito di Nigel Lamb 2° e Ivanoff 3°, 4° posto per Dolderer. Da notare come il distacco tra il primo e il terzo è di appena tre decimi di secondo, e come i primi 3 piloti abbiano volato con  3 aerei diversi, rispettivamente Edge 540 V3, Edge 540 V2 e MXS-R

I tempi finali:

01 Paul Bonhomme GBR 1:11.579
02 Nigel Lamb GBR 1:11.750
03 Nicolas Ivanoff FRA 1:11.884
04 Matthias Dolderer GER 1:12.024

Risultati: 1. Paul Bonhomme (GBR), 2. Nigel Lamb (GBR), 3. Nicolas Ivanoff (FRA), 4. Matthias Dolderer (GER), 5. Matt Hall (AUS), 6. Yoshihide Muroya, (JPN), 7. Peter Besenyei (HUN), 8. Hannes Arch (AUT), 9. Martin Sonka (CZE), 10. Kirby Chambliss (USA), 11. Pete McLeod (CAN), 12. Michael Goulian (USA).

Ora la lotta al titolo si fa più avvincente, Arch è andato a “secco”, Bonhomme e Lamb hanno ottenuto il massimo… chi vincerà?

1. Arch 43 punti, 2. Bonhomme 41, 3. Lamb 35, 4. Hall 25, 5. McLeod 18, 6. Ivanoff 15, 7. Muroya 10, 8. Dolderer 9, 9. Sonka 8, 10. Besenyei, 6, 11. Chambliss 5, 12. Goulian 0.

Tutte le info su http://www.redbullairrace.com

 

 

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