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In volo con il team Perviy Polet… con sorpresa!

Dopo aver assistito alla parata del Giorno della Vittoria del 9 maggio (qui il nostro reportage), continuiamo il nostro tour aeronautico in Russia con la visita al gruppo acrobatico civile “Perviy Polet”.

Il team nasce quasi 9 anni fa per promuovere il volo civile e acrobatico, dall’unione di piloti provenienti da mondi diversi ed accomunati per la passione per il volo acrobatico. L’eterogeneità dei piloti è rispecchiata anche dai diversi tipi di aeroplano che costituiscono la formazione acrobatica: un bimotore Piper PA-23-250, 4 Yakovlev Yak-52 ed uno Yakovlev Yak-54.

Avevamo incontrato alcuni dei componenti del team al World Formation Aerobatic Championship in Cina un anno fa, e durante questo lasso di tempo il team si è esibito in una moltitudine di eventi tra i quali è impossibile non citare il MAKS 2017, il salone aerospaziale internazionale che si tiene ogni due anni in Russia.

I componenti del team, che si alternano in base alla disponibilità, sono:

  1. Dmitry Samokhvalov : vincitore dei campionati europei di acrobazia a motore 2017, vola su Yak-52.
  2. Roman Ovchinnikov : ingegnere e designer, classificatosi terzo ai campionati di acrobazia a motore 2017, vola su uno Yak-52 ma è abilitato anche al pilotaggio di altri aerei acrobatici, ha ideato la variopinta livrea del team.
  3. Anton Berkutov : vincitore assoluto del primo World Aerobatic YAK 52 Championship, ha ottenuto buoni piazzamenti anche in Advanced Aerobatics – sia nelle categorie europea che mondiale – pilota uno Yak-52.
  4. Irina Markova : vola su uno Yak-54, fin da quando aveva 16 anni ha studiato teoria del volo durante i freddi inverni siberiani, facendo pratica nei pochi mesi estivi e arrivando a volare anche nel team acrobatico dell’URSS. Dopo qualche anno di stop conseguente al crollo dell’Unione Sovietica riprende gradualmente a volare nel 1998, fino a divenire membro della Patrouille Tranchant, pattuglia francese tutta al femminile operante con Yak-54. Dal 2011 fa parte del team Perviy Polet, ricoprendo il ruolo di solista sullo Yak-54.
  5. Oleg Shpolianksy: si tratta di un membro del Team nazionale russo di acrobazia illimitata che si è fregiato dieci volte del titolo di campione nazionale russo, una (1996) di quello di campione europeo di acrobazia in aliante, laureandosi a più riprese anche Campione di acrobazia a motore europea (1999, 2002, 2004, 2006 e 2008) e mondiale (1996, 2001, 2005, 2011)
  6. Aleksandr Mihailov : oltre a pilotare il Piper PA-23-250 del team è abilitato al pilotaggio di diversi elicotteri. Svolge insieme alla sua gregaria Katya una preziosissima attività di volontario nell’avvistamento incendi e nella ricerca e soccorso di dispersi con il suo Robinson R66 perennemente connesso con protezione civile e servizio antincendio. Chiunque tra voi piloti lettori fosse solo curioso, o magari desideroso di emularli, può visitare il sito http://angel.aopa.ru.
  7. Konstantin Borovik : oltre ad essere un ottimo pilota di Yak-52 si occupa dei media del team acrobatico, lavora per DCS-Eagle Dynamics, collaborando alla realizzazione di alcuni dei più bei titoli di simulatori di volo.

Roman è così gentile da venirmi a prendere all’autostazione, in pochi minuti raggiungiamo l’aerodromo FINAM di Bolshoye Gryzlovo, a sud di Mosca, e non sto nella pelle all’idea di fotografare il team durante le prove del loro programma acrobatico in vista dell’esibizione del giorno successivo. Il tempo di tirare fuori la fotocamera dallo zaino e Aleksandr chiede a Roman di provare il Piper, non mi lascio scappare l’occasione per andare in volo con lui e osservare dall’alto il territorio che circonda l’aerodromo.

Terminato il volo torniamo nella club house, estremamente accogliente, sulle cui pareti campeggiano riconoscimenti e premi del team tra i quali spiccano la targa del MAKS 2017 e quella della pattuglia Al Fursan.

Tutti i membri del team cominciano a mettere a punto il programma, e nonostante la concentrazione non rinunciano minimamente alla proverbiale ospitalità russa, facendomi sentire quasi uno di loro tra un thè, un dolcetto, e due chiacchiere. In brevissimo tempo realizzo che invece che fotografare il team da terra mi è concesso di andare in volo con Roman: poiché prima del decollo i piloti provano le manovre da effettuare in volo a terra, ciascuno impersonando il proprio aeroplano in formazione, tengo gli occhi puntati su Roman, cercando di studiare i momenti più idonei per ottenere scatti più suggestivi.

Preso posto a bordo dell’abitacolo posteriore dello Yak-52 allaccio paracadute e cinture di sicurezza, Roman mi illustra con dovizia di particolari le procedure da adottare in caso di emergenza, facendomi anche provare a slacciare le cinture e ad aprire il tettuccio in autonomia, ripassando la procedura di lancio con il paracadute.

Decidiamo inoltre di assicurare la mia reflex allo spallaccio della cintura, per evitare che in caso di problemi possa essere di intralcio nel cockpit: facendo un paio di rapidissime prove di scatto realizzo che per il 90% delle inquadrature non sarò in grado di guardare attraverso il mirino, ma dovrò scattare ‘alla cieca’, puntando la macchina e sperando per il meglio! I motori degli altri aerei già rombano, e subito dopo una serie di caratteristici rumori anche i nove cilindri del nostro Vedeneyev M14P prendono vita.

I rumori sono dovuti all’aria compressa del sistema pneumatico di avviamento del motore, uno degli elementi caratteristici di questo aeroplano; in condizioni di freddo estremo, tutt’altro che infrequenti in Russia, l’aria compressa ha un innegabile vantaggio rispetto agli altri fluidi…non congela!

Essere a bordo di uno Yak-52 è una esperienza che coinvolge tutti i sensi: mentre la vista è impegnata a scorrere gli indicatori e ad ammirare le variopinte ali che tra qualche istante ci porteranno nel cielo l’udito e il tatto cominciano ad assuefarsi al rombo ed alle vibrazioni del motore che si trasmettono al mio corpo, mentre l’olfatto ed il gusto trasmettono al cervello una alchimia di carburante, olio e fumo caratteristica, che solo chi ha provato una esperienza simile è in grado di comprendere. Inebriato da queste sensazioni mi godo il rullaggio in fila indiana ed il decollo in formazione, i membri del team volano veramente a pochissima distanza l’uno dall’altro, e sono abilissimi a mantenere la formazione nonostante la discreta turbolenza dell’aria pomeridiana.

Effettuato un passaggio in formazione ci lanciamo in una spettacolare apertura verso l’alto, mentre lo Yak-54 di Irina Markova prova le sue evoluzioni da solita.  Il gruppo dei quattro Yak -52 si ricongiunge e siamo pronti per la prossima manovra, che prevede che ogni Yak esegua un looping a raggio diverso: dopo una leggera affondata puntiamo il muso verso il cielo, e un istante dopo l’azzurro del cielo viene sostituito dal verde brillante del bosco sotto di noi, sul quale vedo sfilare uno degli Yak. Ammiro da lontano lo Yak-54 evoluire mentre iniziamo un nuovo looping in formazione, gli altri yak- 52 ci affiancano, e dopo aver preso velocità sufficiente ad accumulare abbastanza energia tiriamo tutti insieme verso l’alto, effettuando una scampanata con perfetto sincronismo.

Volare su uno Yak-52 è una esperienza eccezionale, ma farlo nella sua terra natale, e con un team acrobatico così esperto, è pura emozione e adrenalina. Robustezza e solidità di questo aereo non devono trarre in inganno, in aria l’aereo ha un rateo di rollio impressionante e si comporta benissimo.

Mentre mi lascio andare a queste considerazioni eseguiamo una delle manovre più caratteristiche e spettacolari del team, il “ventilatore”: in questa figura il Piper vola livellato e veloce e gli yak-52 descrivono intorno alla sua scia dei tonneau a botte, mentre la forza centrifuga, e soprattutto le troppe ore passate al simulatore mi fanno sentire per un istante a bordo di un caccia che tenta di eludere il fuoco difensivo di un bombardiere.

Dopo che il Piper si è allontanato eseguiamo l’altra manovra distintiva del team, la “corona”, un’ apertura in verticale verso l’alto – che disegna le punte della corona – seguita da virate a 360° in fila indiana, che disegnano la circonferenza. Ci ricongiungiamo con tutta la formazione ed effettuiamo un perfetto atterraggio sulla corta pista di asfalto.

Il team vuole riprovare il programma una seconda volta, e mentre attendo sul piazzale sono distratto dalle acrobazie davvero audaci di un Extra bianco e arancio, e quando Roman, sornione, mi comunica il nome del pilota dell’aereo per poco non ci rimango secco….si tratta di Svetlana Kapanina, che si sta allenando proprio davanti ai miei occhi! L’Extra atterra, Roman mi accompagna presso l’hangar di Svetlana, confesso che mi tremano le gambe ad incontrare una leggenda dell’acrobazia mondiale di questo calibro, ma ho appena il tempo di scattarle due foto che si torna in volo per la seconda prova, stavolta nuovamente a bordo del Piper.

Vale la pena di ricordare che durante le prove del team sullo stesso aeroporto è in corso una gara di paracadutismo, a dimostrazione del fatto che le diverse realtà presenti sullo stesso aeroporto non interferiscono tra loro, ma coesistono in perfetta sintonia.

Smaltita l’adrenalina per i voli comincio a preoccuparmi, ho perso la cognizione del tempo, non è stato facile raggiungere il posto e tornare a Mosca sembra ancor più difficile. Neanche il tempo di esternare la mia perplessità a Roman che mi risponde “nessun problema, domani saresti andato a Kubinka – la sede dei team acrobatici militari russi, che in occasione degli 80 anni dall’apertura della base ospiterà un airshow dal ricco programma NDA –, no? noi ci esibiremo li, ti ci portiamo in volo, e ritornati all’ aerodromo Aleksandr ti riporterà a Mosca in elicottero!”…sono senza parole, se già con i voli fin qui effettuati ho superato ogni mia più rosea aspettativa adesso stiamo viaggiando su un nuovo livello!

Mi godo un tramonto dai colori incredibili dall’interno della club house, cenando amabilmente in compagnia dei piloti, mi sistemo nella bellissima foresteria comunicante con uno degli hangar e vado a nanna trepidante per l’evento del giorno successivo…del quale ovviamente vi dirò di più sul prossimo articolo.

Testo e foto: Antonio Di Trapani

Ringraziamenti:  sento il bisogno e il dovere di ringraziare il team ПЕРВЫЙ ПОЛЕТ per la disponibilità, per l’occasione assolutamente unica concessami, e per avermi fatto sentire davvero a casa! Un ringraziamento particolare a Roman Ovchinnikov ed alla sua famiglia.

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