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L’F-35 torna a volare

I primi due F-35A destinati ad addestrare piloti e tecnici del Joint Strike Fighter sono arrivati sulla base di Eglin, in Florida. Il volo di trasferimento di 90 minuti, con la scorta di due F-16, segna innanzi tutto la revoca della messa a terra decisa il mese scorso dopo il cedimento dell’unità di potenza ausiliaria – Integrated Power Package (IPP, di fatto il generatore ausiliario che permette l’avviamento del propulsore e il raffreddamento dell’avionica). L’IPP ha ceduto il 2 agosto sul quarto F-35A, in corso di valutazione presso il centro sperimentale di Edwards, a causa del malfunzionamento di una valvola. Pur mancando notizie circa la risoluzione completa del problema, il superamento della crisi permette al programma addestrativo di proseguire come previsto.

A Eglin i due caccia sono stati accolti con una cerimonia ufficiale di “roll out” (ma svoltasi in realtà in un hangar della base) al quale hanno partecipato il gen. Edward Rice, comandante dell’Air Education and Training Command, ed il col. Andrew Toth, comandante del 33° Fighter Wing.

Il blocco dei voli è stato revocato in tre fasi. Prima è stata autorizzata la ripresa delle prove a terra, poi il volo dei prototipi (18 agosto) e infine quella del resto della flotta (25 agosto). Questo ha permesso al costruttore Lockheed Martin di procedere con le consegne, limitando gli ulteriori ritardi.

I due Joint Strike Fighter giunti a Eglin, rispettivamente il decimo e undicesimo F-35A (AF-10 e 11) portano a dieci le consegne effettuate nel 2011.

Del sesto lotto di produzione iniziale (LRIP 6), fanno parte anche i primi 4 F-35A italiani. Il costo di ogni unità si aggira intorno a 150 milioni di dollari.

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