Grande spettacolo al Fly Party 2017

Il 24 e 25 giugno l’aviosuperficie “Gianlino Baschirotto” di Montaganana ha ospitato la nona edizione del “Fly Party”,  evento organizzato dall’ Historical Aircraft Group (HAG) che raduna velivoli storici, restaurati in condizioni di volo, da tutta Europa.

Ecco il reportage dell’evento a cura di Antonio di Trapani.

Sabato mattina (24 giugno) arrivo all’aviosuperficie abbastanza in anticipo per cogliere gli arrivi dei partecipanti che nel giro di un paio di ore andranno a riempire il parcheggio.  Già spiccano il Fiat G-91 e l’ F-104 in bella mostra sul prato, vicino al Jet Provost, e gli aerei del team Pilatus P3 Flyers. Dopo gli arrivi di molti partecipanti atterrano alcuni stupendi aerei storici di HAG, come il Cessna O-1 BirdDog in livrea US NAVY, lo Stampe SV, ed il SAAB Safir.

Come di consueto, ad arricchire il tutto, la presenza di numerosi stand che soddisfano ogni possibile pubblico: aerei radiocomandati, abbigliamento vintage, simulatori di volo fino a culminare con un vero gioiellino, il  P-51 Mustang di Chuck Yaeger in una versione…a pedali, a scala di bambino.

Sotto una asfissiante cappa di caldo cominciano le prove della manifestazione intervallate da arrivi e partenze, che cerco di immortalare usufruendo il più possibile dell’ombra degli aerei parcheggiati: i P3 Flyers cominciano ad evoluire in formazione, presentando il loro armonioso programma.

Atterrati gli svizzeri si susseguono alcune formazioni uniche, uno dei tanti regali che il Fly Party riserva ai suoi affezionati: due SF260 e due F8 Falco in formazione a rombo, che il giorno seguente effettueranno una suggestiva pylon race, si continua con i passaggi in formazione dei due Macchi MB308, I-NCOM di Andrea Rossetto e I-JOLE di Luca Marin: il secondo, risalente al 1948, è il più anziano macchino in condizioni di volo al mondo. La struttura di questi meravigliosi aeroplani progettati dall’ing. Ermanno Bazzocchi è resa particolarmente resistente dall’ala realizzata in un  pezzo unico invece che in due semiali.

Non è finita qui, il pubblico è letteralmente ipnotizzato dalle acrobazie che il Boeing PT-17  Stearman esegue “spedalando”, ma ecco che è la volta di una coppia di North American T-6. Il primo, tutto giallo, è un Harvard II con livrea RAF, l’altro un T-6D “Texan” nei colori della Scuola di addestramento di Lecce dell’Aeronautica Militare Italiana : allineati per il decollo con la manetta al massimo fanno letteralmente tremare denti ed ossa, una sensazione che solo i fortunati presenti, ed ovviamente chi ci ha volato, possono comprendere fino in fondo!

Il CAP10B I-IZAI è andato in volo entrambi i giorni eseguendo precisissime acrobazie ai comandi di Simone Maron e Caterina Manzini, in mostra c’erano altri due aerei  dello stesso tipo. F-GKJI è un veterano che ha militato per dieci anni nella “Equipe de Voltige  Aèrienne” dell’ Armèe de l’Air francese e che adesso porta i colori della EFIPN (Ecole de Formation Initiale du Personnel Navigant) 315 basata a Cognac-Chateaubernard, mentre F-BXXR viene da un passato civile e monta un ala rinforzata al carbonio, che rispetto a quella di costruzione lignea presenta flaps elettrici e superfici di controllo maggiorate.

L’esibizione del Corby CJ-1 Starlet, un velivolo tanto piccolo quanto grintoso, anticipa quella  di un classico del Fly Party, il Cessna O-1 Bird Dog di Andrea Rossetto. Dopo un restauro durato cinque anni il presidente di HAG ha reso questo esemplare ex ALE (Aviazione Leggera Esercito) assolutamente identico al “Mekong Mauler” dell’ US ARMY che ha avuto una vita operativa parecchio più movimentata, avendo servito in Vietnam. Noto con piacere che la presentazione del Bird Dog non si limita a qualche passaggio,ma è molto dinamica,e il clou è un touch and go sulla pista effettuato su una sola gamba del carrello di atterraggio.

Dopo l’esibizione di una coppia di Stinson L-5 “Sentinel” un bellissimo Yak-52 giallo e nero effettua un paio di passaggi, poi il Bell-206 di HAG atterra di fronte al pubblico, e due repliche di Fieseler Fi.156 “Storch” con colorazioni della Luftwaffe e le coccarde tricolori di AM  effettuano un lento passaggio lungo l’asse pista.

Il “Mekong Mauler” decolla di nuovo, questa volta trainando l’aliante SWIFT S-1 di Luca Bertossio, che chiuderà la sessione di prove della manifestazione, ma non certo la giornata! Infatti nella solita atmosfera conviviale si consuma la cena, condita da svariati brindisi all’organizzazione, ai piloti, e “Gheregheghez! Ghez!”, grido ripetuto tre volte che divenne famoso tra le squadriglie italiane della I guerra mondiale per onorare i piloti caduti, riecheggia prima dell’inizio dei fuochi d’artificio e dell’inizio della serata danzante con musica degli anni ’50, a ricordare quelle che sono le radici della nostra aviazione.

Domenica scruto un po’ ansioso, lo ammetto, il meteo….ma ogni mia considerazione è interrotta una volta sul campo: vicino ai Bird Dog ed all’accampamento dei “Brothers in Vietnam”, rievocatori storici,è appena atterrato un AB-212 Huey dell’Esercito italiano, che rende la sensazione di trovarsi in un accampamento americano nel sud est asiatico davvero convincente!

La manifestazione viene aperta dallo swift s-1 di Luca Bertossio che disegna un tricolore con i fumi al traino del Mekong Mauler, con l’inno italiano di sottofondo, mentre in torre viene alzata la bandiera italiana.

Un aereo piccolo quanto unico, dal design tutto italiano, cattura la mia attenzione: si tratta del PM280 “Tartuca” che ha spiccato il suo primo volo nel 1948, solo due mesi e mezzo dopo essere stato progettato dall’ing. Ermenegildo Preti, del Politecnico di Milano. Questo racer costruito in legno e tela dalle dimensioni estremamente contenute, 5 metri di lunghezza per 5 metri di apertura alare, è propulso da un motore C.N.A. “D4”, che erogando una sessantina di cavalli gli consente di raggiungere una velocità massima di 260 Km/h!

Dopo il passaggio in formazione dei due macchini, dello Stearman e del P19 “Scricciolo” il meteo si deteriora ulteriormente, e mentre il pubblico trova riparo presso le strutture dell’avio club, altri si rifugiano sotto le ali degli aerei al parcheggio. Spettacolo finito? Niente affatto!dalle nubi sbuca un Cessna 560 Citation Encore+, elegantissimo executive bireattore in configurazione “fuori tutto”, sfilando poi in configurazione pulitissima  dopo una virata di 180 gradi.

Per fortuna la pioggia è stata solo una parentesi, e la manifestazione riprende senza problemi, con l’esibizione del magnifico Piaggio P 166 restaurato dai “Fenicotteri” che prelude agli ospiti più attesi della manifestazione, senza nulla togliere ai fantastici partecipanti: dopo un minuto circa trascorso in religiosa e silenziosa attesa compaiono all’orizzonte due puntini, che avvicinandosi sempre di più diventano l’ MB326 ed il Jet Provost di Volafenice…non so dire sia l’emozione o la realtà,ma l’impressione è quella che  la loro esibizione sia incrementata di un paio di minuti rispetto alle edizioni precedenti!

Si ripete la splendida esibizione dei T6 del giorno precedente, mentre il Mekong Mauler decolla per la sua esibizione i “brothers in Vietnam” accendono anche un fumogeno, e dopo le magistrali acrobazie di Guido Racioppoli sul suo Zlin ed un paio di passaggi del Lohere P-51 l’AB-212 dell’Esercito decolla e saluta il pubblico, concludendo la manifestazione.

Nonostante il meteo ed il grande evento del Centenario della caccia a Grosseto e l’Air Show di Marina di Grosseto svoltosi nelle stesse date il Fly Party si è riconfermato all’altezza delle aspettative, offrendo come ogni volta il meglio a tutti i livelli! Direi anche che è il modo più interattivo e bello per imparare qualcosa sulla storia dell’aviazione italiana e non solo, oltre che forse l’unica occasione, almeno in Italia, nella quale il pubblico può stare così a contatto con gli aerei ed i piloti.

Un caloroso ringraziamento va a tutti i soci HAG, ad Andrea Rossetto, Sergio Maron, senza dimenticare il lavoro davvero pressante della biga, ed ogni volontario che ha reso possibile tutto questo! Chissà cosa avranno in serbo per la prossima, decima edizione!

  • Testo e Foto: Antonio Di Trapani
  • Album fotografico completo del Fly Party 2017 presto online sulla nostra pagina Facebook

About Valerio De Cecco

Con il volo nel sangue sin da piccolo, ho iniziato a volare a 16 anni per poi appassionarmi alla fotografia aerea partecipando a vari air show ed eventi aeronautici in Italia e all'estero. Ho creato questo blog nel 2008.

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