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Predator (UAV) precipita a Foggia

Lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare comunica che mercoledì 13 Gennaio è caduto un velivolo Predator A-PLUS, in fase di volo addestrativo sui cieli della Puglia. Da una prima ricostruzione il Predator, decollato dal 32° Stormo di Amendola (Foggia) alle 10.15 per una missione addestrativa, si trovava in volo livellato, quando ha perso i contatti con la base dopo circa un’ora dal decollo.

Una coppia di velivoli AM-X del 32° Stormo sono immediatamente decollati dalla base foggiana per ricercare il Predator che è stato avvistato sul mare al largo della località di Campomarino (Campobasso).

Attualmente, il velivolo è stato recuperato dal personale dell’Aeronautica Militare ed è stata nominata una Commissione d’inchiesta per appurare le cause dell’incidente.

Non ssi segnalano danni a persone o cose.

È la prima volta di un incidente aereo per il Predator dopo circa 6.000 ore di volo operativo sia in Italia che nei teatri Afghano e Iracheno.

SCHEDA TECNICA DEL ‘PREDATOR’
L’RQ-1A “Predator”, costruito dalla General Atomics, è un velivolo senza pilota (UAV) concepito essenzialmente per compiti di ricognizione, sorveglianza e acquisizione obiettivi. Il sistema d’arma si compone di tre elementi: il velivolo, equipaggiato con motore a pistoni con elica spingente, la Ground Station, la stazione di controllo a terra che grazie al data-link satellitare può controllare il velivolo anche a centinaia di chilometri dal Teatro di Operazioni, ed il sistema di trasmissione a terra in tempo reale delle informazioni raccolte. Il controllo del velivolo avviene tramite la stazione di controllo, una vera e propria cabina di pilotaggio spostata a terra, collegata al velivolo tramite antenne e ricevitori in grado di lavorare sia via radio che via satellite. Una telecamera posta sul muso del velivolo riproduce praticamente gli occhi del pilota, mentre sotto al velivolo sono installati i sensori di bordo utilizzati dagli operatori per le riprese elettro-ottiche ed infrarossi del territorio. Queste immagini sono trasmesse ad un operatore a terra, anch’esso presente all’interno della ground station, che ha il compito di interpretarle e trarne le informazioni necessarie. Il Predator può volare fino ad 8.000 metri di quota e per oltre 20 ore consecutive.L’Aeronautica Militare ha di recente implementato la flotta Predator con la versione A+, equipaggiata con sensori ottici più evoluti ed in grado di realizzare immagini di risoluzione ancora maggiore rispetto alla versione A attualmente impiegata fuori area. Bassa visibilità da parte del nemico, lunga persistenza sull’obiettivo e nessun rischio per il personale impegnato nella gestione della missione: caratteristiche, queste, che rendono il Predator un assetto aereo prezioso per la sorveglianza di aree ad alto rischio come alcuni degli attuali Teatri Operativi all’estero, nonché per il controllo di aree o punti sensibili in occasione di eventi di particolare rilevanza (ad es. summit internazionali). E’ quello che è accaduto ad esempio a L’Aquila nei giorni del G8, dove l’Aeronautica Militare, nell’ambito delle misure messe in atto per la sicurezza del Vertice, ha impiegato il Predator A+ per la sorveglianza aerea del capoluogo abruzzese. Partendo dal 32° Stormo di Amendola, dove sono normalmente di base i velivoli senza pilota dell’A.M., l”occhio elettronico” del Predator ha registrato e trasmesso alle sale operative, minuto per minuto, tutto ciò che è accaduto a terra. Oppure, per fare un altro esempio reale, è quello che accade ogni giorno in Afghanistan dove i Predator si alzano in volo dalla base aerea di Herat, dove ha sede la Joint Air Task Force del contingente italiano, per andare a controllare zone di particolare interesse o punti sensibili per la sicurezza del personale impegnato nelle operazioni a terra. Accade, ad esempio, che prima della partenza di un convoglio mezzi, venga effettuata una ricognizione del percorso stradale per verificare che non vi siano situazioni sospette, o come avvenuto in Iraq – dove i Predator italiani sono stati impiegati nell’ambito dell’operazione ‘Antica Babilonia’ – che i velivoli senza pilota vengano utilizzati per la sorveglianza aerea durante eventi di particolare rilevanza come le elezioni governative del 2006.
Predator
apertura alare: 14,8 m;
lunghezza: 8,2 m;
altezza: 1,82 m;
velocità di crociera: 135-160 km/h;
tangenza operativa: 7.800 m;
autonomia: 24 ore “on station” a 926 km dalla base di partenza ;
peso max al decollo: 952 kg;
motore Rotax 912 a quattro cilindri; carico utile: 204 kg (sensori elettroottici, radar ad apertura sintetica)

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