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Precipita elicottero HH-3F AMI, 8 morti

Oggi si è conclusa una delle giornate più tragiche per l’Aeronautica Militare Italiana.

HH-3F
HH-3F dell'Aeronautica Militare

Un elicottero HH-3F del 15° Stormo ha preso fuoco in seguito a contatto con il suolo tra l’Isle-en-Barrois e Vaubecourt, a nord di Bar-le-Duc (Francia), causando la morte degli 8 occupanti.

L’ncidente è avvenuto intorno alle 16:30. Il velivolo si è schiantato lontano da ogni centro abitato, in un campo, ed ha preso fuoco. Ancora oscuri i motivi che hanno causato lo schianto dell’elicottero. Secondo alcuni testimoni, il velivolo avrebbe già preso fuoco in volo

Un portavoce delle autorità ha riportato che le condizioni meteo erano eccellenti.

L’elicottero era decollato mercoledì da Brindisi, ed al momento dell’incidente era in rotta tra Digione (dove aveva effettuato uno scalo tecnico) e Florennes; era impegnato, insieme ad un altro velivolo dello stesso tipo, in un volo di trasferimento verso Florennes, in Belgio, nell’ambito di una esercitazione militare (TLP, Tactical Leadership Programme).

Aggiornamento: Dall’aeroporto militare Vassura di Rimini erano partiti nove aviatori, che si erano aggiunti ai sette partiti da Brindisi mercoledì, che avevano fatto scalo per la notte nella città romagnola. Ieri gli equipaggi si sono interscambiati, poichè il peso sui velivoli doveva essere riequilibrato: otto su un elicottero, otto sull’altro. Bazzo era l’unico militare del Sar di Rimini ad essersi trasferito sull’elicottero partito da Brindisi. Insieme sono decollati ieri mattina da Rimini, hanno fatto una prima tappa a Luni-Sarzana, nello spezzino, poi una a Digione, in Francia, con direzione finale Florennes, in Belgio.  (fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it)

Il comandante dell’83/o SAR (Search and Rescue), maggiore Michele Martinelli, precisa: “Il capitano Bazzo volava sull’elicottero due, nel senso che i due mezzi erano in formazione: il primo, quello partito da Rimini, volava più avanti di circa 500-600 metri ed era seguito dall’altro, su cui si trovava il nostro collega. Oltre al contatto visivo, tra i due ce n’era uno anche via radio ogni trenta minuti. Al primo mancato appuntamento via radio, l’elicottero uno, che non aveva potuto assistere visivamente all’incidente perchè in posizione più avanzata, è tornato subito indietro in cerca dei compagni. La mia impressione, valutando le foto del luogo dell’impatto, è che l’equipaggio abbia fatto un tentativo di smaltire la velocità di crociera, che è di circa 110 nodi, 200 km orari”

E’ stata esclusa l’ipotesi della collisione in volo e del sabotagio.

La camera ardente verrà allestita a Verdun.

Il relitto dell'HH-3F (Afp Photo)
Il relitto dell' HH-3F (Afp Photo)

Aggiornamento: Un guasto tecnico è “con ogni probabilità” all’origine dell’incidente all’elicottero dell’Aeronautica militare italiana, che ha provocato la morte di otto persone ieri a L’Isle-en-Barrois, nell’est della Francia. Lo si è appreso da fonti dell’inchiesta francese a Verdun.

”Con ogni probabilita’ – ha detto una fonte dell’inchiesta che mantiene l’anonimato – si e’ trattato di un problema del rotore posteriore” del Sikorsky HH-3F, che e’ precipitato esplodendo poi al contatto con il terreno. Quanto agli annunci ufficiali, c’e’ finora quello del procuratore della Repubblica di Verdun, Alexandre de Bosschere, per il quale ”il guasto tecnico non e’ ancora stato appurato” ma si esclude qualsiasi atto di sabotaggio. ”Disponiamo di elementi registrati – ha aggiunto – per ricostruire” gli ultimi istanti del volo.

Il procuratore francese ha escluso al Tg2 una collisione in volo con un altro velivolo. Nella zona dove e’ avvenuto l’incidente non ci sarebbero inoltre ne’ fili dell’alta tensione ne’ pale eoliche contro i quali potrebbe esser finito l’elicottero.

In Francia e’ intanto arrivata la commissione tecnica dell’Aeronautica militare italiana che dovra’ occuparsi, assieme alle autorita’ francesi, di ricostruire quanto accaduto. Della commissione fa parte anche il maggiore Diego Sismondini che, al Tg1, ha precisato che l’elicottero non ha la cosidetta scatola nera, ma e’ dotato di apparati, una ”memoria fisica” in grado di registrare cio’ che e’ accaduto. (fonte www.ansa.it)

I nomi delle vittime:

  • Capitano pilota Michele CARGNONI, 30 anni, di Brescia;
  • Tenente pilota Marco PARTIPILO, 29 anni, di Bari;
  • 1° maresciallo Giovanni SABATELLI, 50 anni, di Fasano (Brindisi);
  • 1° maresciallo Carmine BRIGANTI, 41 anni, di Balzano (Taranto);
  • Maresciallo 1^ classe Giuseppe BISCOTTI, 37 anni, di Grottaglie (Taranto);
  • Maresciallo 1^ classe Massimiliano TOMMASI, 34 anni, di Calimera (Lecce);
  • Maresciallo 1^ classe Teodoro BACCARO, 31 anni, di San Vito dei Normanni (Brindisi).
  • Capitano pilota Stefano Bazzo, 32 anni, di Vicenza

Onore ai caduti

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