Incidente Tornado ad Ascoli Piceno: la verità sui voli a bassa quota

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Martedì 19 agosto 2014, sui cieli di Ascoli Piceno, due Panavia PA-200 Tornado dell’Aeronautica Militare sono rimasti coinvolti in un incidente che ha causato la morte di entrambi gli equipaggi. Gli equipaggi erano composti dal capitano pilota Alessandro Dotto e il capitano navigatore Giuseppe Palminteri, sull’altro Tornado dal capitano pilota Mariangela Valentini e il capitano navigatore Paolo Piero Franzese.

Le Frecce Tricolori hanno onorato i caduti con questo emozionante passaggio durante l’Air Show di Jesolo

Erano decollati dalla base di Ghedi (Brescia) ed appartenevano al 154° gruppo di Ghedi (6° Stormo). In base alle dichiarazioni dei testimoni oculari, sembra che i due velivoli siano entrati in collisione ad alta velocità. Il motivo per cui i due Tornado sono entrati in collisione saranno appurati dalle dovute inchieste, è presto per fare ipotesi.

In questo post non voglio occuparmi del “perchè” è accaduto questo incidente, ma vorrei semplicemente chiarire alcuni aspetti che i media non hanno trattato con la giusta attenzione, diffondendo informazioni distorte e in alcuni casi false.

Di seguito troverete una serie di informazioni utili e nozioni per capire come operano i Tornado nelle missioni di addestramento a bassa quota. Sono tutte informazioni che non avete sentito ai telegiornali perchè fa più scalpore dire che “questi voli sono pericolosi” piuttosto che informarsi (come ho fatto io) e capire come sono organizzati. Se qualcuno volesse aggiungere ulteriori dettagli può farlo inserendo un commento, grazie.

Un sentito abbraccio a tutti i familiari, amici, conoscenti dei caduti.

Cenni sul Tornado

Il Tornado nasce come cacciabombardiere supersonico a bassa quota, il suo impiego principale è quello di bombardare obiettivi a terra infiltrandosi in territorio ostile a bassa quota.

La sua ala è a geometria variabile, può variare l’angolo di freccia, ovvero può estendere le ali o retrarle verso la fusoliera. Con le ali estese il Tornado ha più portanza, quindi può decollare e atterrare in poco spazio, con le ali retratte è più veloce e maneggevole a bassa quota, caratteristiche molto utili visto che opera principalmente a bassa quota.

In Italia, i Tornado sono in dotazione ai seguenti gruppi:

  • Ghedi – 6° Stormo – 102° Gruppo: gruppo operativo OCU (operational conversion unit – unità di conversione operativa), reparto specializzato nell’addestramento operativo dei futuri piloti di Tornado
  • Ghedi – 6° Stormo – 154° Gruppo: gruppo operativo CBOC e CRO (caccia bombardiere ognitempo convenzionale e caccia ricognitori ognitempo)
  • Ghedi – 6° Stormo – 156° Gruppo: gruppo operativo CBOC (caccia bombardiere ognitempo convenzionale)
  • Piacenza – 50° Stormo – 155° Gruppo: gruppo operativo ETS (Electronic Warfare Tactical Suppression), svolge missioni per la soppressione delle difese elettroniche nemiche

I Tornado in dotazione al 6° Stormo sono nella versione standard IDS (Interdiction Strike) e sono impiegati come cacciabombardieri e ricognitori, quelli del 50° Stormo sono nella versione IT-ECR (Electronic Combat Reconnaissance), specializzata nella soppressione delle difese aeree avversarie mediante l’impiego di missili aria-superficie AGM-88 HARM.

A cosa servono i Tornado? Quali sono i compiti assegnati al 6° Stormo?

In tempo di pace sono:

  • mantenere la Combat Readiness (Prontezza al Combattimento) degli equipaggi di volo
  • predisporre i rischieramenti in ambito IRF (Immediate Reaction Force)
  • cooperare con le autorità civili in caso di calamità naturali.

In tempo di guerra:

  • condurre operazioni di attacco e ricognizione per difendere l’area di interesse assegnata.

Come è composto l’equipaggio di un Tornado?

Il Tornado è l’unico cacciabombardiere in dotazione all’Aeronautica Militare dove l’equipaggio è formato necessariamente da un pilota e di un navigatore.

Il pilota, che siede nel posto anteriore, è il comandante del velivolo e ne è responsabile della condotta. Ha il controllo del velivolo.

Il navigatore si occupa dei sistemi d’arma e di puntamento, oltre ad impiegare il sistema di navigazione del velivolo e gestire il radar di navigazione.

Il pilota siede nel posto anteriore, il navigatore nel posto posteriore. Nel posto posteriore non sono presenti i comandi di volo. Entrambi i seggiolini sono dotati di dispositivo di eiezione, attivabile singolarmente o simultaneamente.

Gli equipaggi non sono mai fissi, un pilota non vola mai con lo stesso navigatore, sono assegnati di missione in missione. Un equipaggio può condurre missioni di addestramento da solo (1 Tornado) o in coppia (2 Tornado) o più. Per poter condurre una missione in coppia i piloti devono essere abilitati ad essere dei “capo coppia” o dei “capo formazione”.

I Tornado coinvolti nell’incidente non volavano in coppia, erano decollati uno a 5 minuti di distanza dall’altro e conducevano missioni di addestramento separate. Il fatto che nessuno dei 4 militari abbia fatto in tempo ad eiettarsi lascia presupporre che un equipaggio non abbia visto sopraggiungere l’altro velivolo e/o che un evento inaspettato li abbia colti di sorpresa.

Chi decide le missioni di volo?

Il Comandante di Stormo approva quotidianamente, attraverso il programma di volo giornaliero (PVG), le missioni ritenute necessarie per il conseguimento degli obiettivi prefissati.

Gli equipaggi, quotidianamente, si attengono al PVG e pianificano la missione in base agli ordini ricevuti. Le missioni possono essere operative o addestrative:

  • programmazione “operativa”: svolgimento delle operazioni aeree, reali o di esercitazione, per le diverse contingenze nazionali e NATO
  • programmazione “addestrativa”: svolgimento delle missioni finalizzate al mantenimento del prefissato livello di capacità e prontezza operativa dei piloti e dei reparti

A quali regole devono attenersi i velivoli militari quando vanno in volo?

Un velivolo militare può operare sia come traffico aereo generale (GAT) che come traffico aereo operativo (OAT) in funzione dello scopo della missione

  • se opera come GAT deve rispettare tutte le regole alle quali sono sottoposti i traffici di aviazione generale, come se fosse ad esempio un normale aereo turistico
  • se opera come OAT deve rispettare alcune regole che sono specificate dall’Aeronautica Militare

I voli assumono la connotazione di Traffico Aereo Operativo quando sono svolti svolti per il raggiungimento di specifici obiettivi addestrativi ed operativi. Possono essere svolti con orario H24 durante tutto l’anno. Durante l’esecuzione di questi voli i velivoli hanno il transponder sempre acceso su Modo “3/A” e “C”, in modo da essere individuati sempre dal radar secondario.

I voli OAT si differenziano per vari aspetti in base alle regole con le quali vengono condotti:

  • VOAT (Visual OAT), missioni condotte in accordo alle regole del volo a vista operativo – ovvero facendo affidamento principalmente alla propria vista, senza affidarsi necessariamente alle radioassistenze
  • IOAT (Instrument OAT), missioni operative condotte in accordo alle regole del volo strumentale operativo – ovvero il pilota conduce il volo solo attraverso l’utilizzo della strumentazione di bordo

e in base alla tipologia:

  • SAT (Security Air Traffic) voli eseguiti per esigenze di Difesa Aerea Nazionale, come gli scramble (operati dagli Eurofighter)
  • BBQ/BOAT, missioni operative di navigazione a bassa e bassissima quota (come quelle dei Tornado e AMX)
  • BAT, missioni di pronto intervento (come quelle degli HH3F)

Cos’è un volo a “bassa quota”?

I Tornado coinvolti nell’incidente di Ascoli Piceno stavano eseguendo dei voli a bassa quota BQ/BOAT; prendiamo in considerazione questa tipologia di voli in modo da capire meglio cosa sono e come si svolgono.

Questo tipo di volo viene definito a “bassa quota” proprio perchè viene effettuato a quote più basse rispetto le “normali” missioni di addestramento. Il volo a bassa quota è un profilo di missione utilizzato in scenari di guerra per vari scopi, come ad esempio per contrastare minacce a terra, evitare i sistemi missilistici nemici, penetrare nello spazio aereo nemico sfruttando il mascheramento del terreno… Ecco perchè i piloti dell’Aeronautica militare simulano quotidianamente missioni di questo tipo.

Come si pianifica il volo a bassa quota?

Il volo a bassa quota si svolge in base alle regole del volo a vista VOAT, molto simile al volo VFR dei nostri aerei da turismo, con l’unica differenza che il Tornado ha prestazioni decisamente superiori. Si vola guardando di fuori, cercando i riferimenti a terra e verificando la presenza di altri traffici in zona.

Prima di decollare l’equipaggio elabora e presenta il piano di volo al Comando Operazioni Aeree (COA) di Poggio Renatico, dove indica la rotta di volo e le aree interessate dalla missione. Lo stesso piano volo viene presentato all’ARO (Air Traffic Services Reporting Office) di ENAV. Quindi sia gli enti militari che civili sono a conoscenza del piano di volo, in modo da

  • ottimizzare la gestione del traffico aereo da parte degli enti ATS preposti
  • migliorare la supervisione tattica da parte degli enti del controllo aerotattico
  • ridurre il tempo di valutazione da parte del COA
  • agevolare eventuali azioni di ricerca e soccorso
  • agevolare la decongestione dello spazio aereo

L’equipaggio pianifica la missione utilizzando delle cartine aeronautiche LFC (Low Flying Chart) che hanno lo scopo di fornire supporto alle operazioni aerotattiche condotte a bassa e bassissima quota. E’ prodotta con scala 1:500.000 su 7 fogli che coprono tutto il territorio nazionale. Alle cartine si aggiunge il manuale BOAT che integra le informazioni già presenti sulla carta con altre utili per il volo a bassa e bassissima quota che non vengono inserite sulla carta LFC per non degradare la leggibilità della stessa ( Aree dedicate, Aviosuperfici, Elisuperfici, Zone volo acrobatico, Aree attività sperimentazione meteo, Aree volo diporto sportivo, Spazi Aerei di addestramento, etc.).

Dove può essere effettuato il volo a bassa quota? Quali sono i limiti di quota e velocità da rispettare?

Tutto il territorio nazionale è sorvolabile per missioni BBQ, rispettando i regolamenti citati sopra, che contemplano queste quote di sorvolo (valide per velivole ad ala fissa, per gli elicotteri ci sono altre restrizioni):

  • su tutto l’arco alpino la quota minima è di 2000 ft AGL (600 metri), per evitare valanghe e slavine e incidenti come quello del Cermis
  • su tutta la rimanente parte del territorio nazionale la quota minima è di 1000 ft AGL (300 metri), eccetto nelle aree tattiche dove la quota minima è di 500 ft AGL (150 metri)
  • la quota minima di sorvolo dei centri abitati è di 1500 ft (450 metri) e la rotta pianificata non può essere tracciata ad una distanza inferiore a 1,5 NM (circa 3 Km) dal perimetro del centro abitato

Ecco la mappa delle aree tattiche dove gli aeromobili militari possono volare a 500 ft e i relativi flussi BBQ

 

Al di fuori delle 3 NM dalla linea di costa, ci sono meno restrizioni, si può volare

  • tra 100 ft e 2000 ft AMSL (above medium sea level, dall’acqua), di giorno
  • tra 300 ft e 200 ft AMSL, di notte

Il Tornado, teoricamente, può raggiungere la velocità massima di 2,2 Mach (2330 km/h) in quota, mentre a bassa quota può raggiungere la velocità massima di 1,2 Mach (1.480 km/h). Nel corso dell’attività BOAT su terra la velocità massima consentita è pari a 450 Kts (0.68 di Mach – 833 km/h), che può arrivare a 540 Kts in casi particolari. Su mare a 600 Kts (1100 km/h). Per i voli supersonici sono predisposte opportune aree sul mare e a FL360 (36.000 ft)

I voli di tipo SAT (es: scramble degli Eurofighter) non sono sottoposti ad alcun limite di velocità.

Possono essere utilizzate munizioni durante i voli di addestramento a bassa quota?

Non è consentito alcun armamento durante l’addestramento BOAT, quindi i velivoli sono sprovvisti di alcun tipo di munizione mentre eseguono addestramento a bassa quota.

Considerazioni

Facendo riferimento all’incidente occorso il 19 Agosto ai due Tornado e prendendo in considerazione tutte le informazioni che ho riportato sopra, è alquanto evidente che molti “giornalisti” hanno sfruttato questa sciagura solo per diffondere notizie allarmanti e prive di fondamento. Dire che gli aerei volavano su zone vietate, che effettuavano giochi di guerra, che hanno spento il trasponder prima di schiantarsi (in modo da non essere visti dai radar), che trasportavano armamenti (c’è chi ha detto che fossero anche armamenti nucleari)… è tutto falso.

I Tornado potevano volare in quella zona, ad una quota di 1000 ft, se fossero passati su Ascoli Piceno avrebbero potuto farlo ad una quota di 1500 ft, non trasportavano armamenti, non volavano in coppia, seguivano due missioni separate ma nella stessa area,  il fatto che il radar abbia perso il segnale non vuol dire che il trasponder sia stato spento, l’orografia del terreno può creare delle zone d’ombra rendendo l’aereo invisibile al radar… tra l’altro gli equipaggi dei Tornado si addestrano anche per questo motivo, penetrare in territorio nemico sfruttando il mascheramento del terreno per non essere visti.

E’ ovvio che qualcosa è andato storto, altrimenti non saremo qui a raccontare di questo incidente, ma invece di creare notizie false dal nulla inviterei tutti i “giornalisti” a prendere in mano qualche manuale per capire cos’è un volo a bassa quota, e li inviterei ad aspettare l’esito delle indagini per capire le cause dell’incidente.

Alcuni approfondimenti:

Se siete piloti AG o ultraleggero vi invito a leggere questo interessante articolo di Jack su VFRMagazine, un pilota militare racconta come evitare “spiacevoli” incontri a bassa quota, l’articolo completo su http://www.vfrmagazine.net/pilotare/sicurezza/militari-vfr/

Parliamo di numeri, forse il modo migliore per rendersi conto di come voliamo. Un aereo da combattimento, senza riferirsi a particolari tipi o modelli, pesa tra le 20.000 alle 45.000 libbre. La scia sul nostro piano di volo è da classificarsi da “Heavy” a “Light”, come tutti i velivoli, ma quando si gira, si tirano “g” a bassa quota, la scia che ne consegue è sempre “Heavy”, i vortici dell’ala e anche della fusoliera rimangono nell’aria a volte per minuti interi allargandosi progressivamente, come tutti sapete. Abbiamo uno o due reattori, che ci spingono a velocità operative che variano tra un minimo di 350 nodi (648 km/h) a circa 600 nodi (1.111 km/h). Questo, solo perché non possiamo volare supersonici a bassa quota e, nei casi sopra, non siamo oltre l’75-85% della spinta massima.il concetto stesso di see and avoid implica un sillogismo che rende “chi non vede incapace di evitare” e per questo nel VFR i rischi ci saranno sempre. Viriamo con dei raggi di virata che, al meglio sono di circa 2 miglia, con ratei istantanei di virata di poco superiori ai 20 gradi al secondo, per i caccia più agili, davvero difficile manovrare rispetto, per esempio, ad un Kitfox visto troppo tardi. Saliamo velocemente, è vero, ma non possiamo usare regolarmente questa tecnica per uscire da aree con dubbio traffico, sia perché interromperemmo il nostro training, irrecuperabile quel giorno, sia perché non sempre le condimeteo ce lo permettono e, soprattutto, gli spazi aerei ( ebbene sì, anche noi schiavi di certe zone, CTR ,etc) non ci sono mai totalmente penetrabili, se non opportunamente pianificati almeno 24h prima del volo. Poi siamo concentrati. Sì sono più concentrato di quando volo col P92 del Serrsitori. Non è questione di aerei più o meno facili, ma dovete capire che lì c’è un risultato da portare a casa, che viene valutato coi colleghi con 2-3 ore di debriefing e che è il risultato delle tue capacità professionali: “Fight as you train, train as you fight” recita un vecchio adagio. Quando volo da diportista, il giro spensierato e divertente è l’unico risultato che mi propongo di ottenere. Nel mio mestiere, aver volato non basta per aver fatto il proprio lavoro quel giorno: si deve vedere come lo hai fatto.

Scordatevi del fatto che possiamo “vedervi sul radar”! Innanzitutto non tutti hanno un radar; chi ce l’ha non è detto che lo abbia ottimizzato per l’aria-aria (individuazione di tracce volanti); chi ce l’ha aria-aria, deve sapere esattamente dove puntarlo per vedere qualcosa. Non solo. Pur coprendovi col fascio radar, potrei non vedervi, visto che sotto certe velocità i radar di attacco dei velivoli sono “volutamente ciechi”, allo scopo di rendere più facile e meno confusionaria la presentazione tattica sullo schermo (vedrei ogni tipo di veicolo che va in autostrada oltre una certa velocità, camion, stormi di uccelli, etc). Il TCAS è un lusso che pochi velivoli militari possono permettersi, anche tra i più moderni. Sarebbe un aiuto eccezionale, ma presuppone che anche l’altro traffico abbia un trasponder acceso, cosa che difficilmente succede con un ULM, e raramente anche con gli AG. Consideriamo poi che l’orografia del territorio europeo non aiuta il TCAS a bassa quota, come non aiuta le radioassistenze e le comunicazioni radio. La radio appunto. Al giorno d’oggi ogni aereo militare ha sia frequenze VHF che UHF. Le missioni a bassa quota sono generalmente condotte su UHF, per motivi di riservatezza delle comunicazioni e per non occupare interi minuti di comunicazione su frequenze civili. Il nostro Roma INFO si chiama Roma Militare e ci riporta (o dovrebbe farlo) ogni traffico riportato dalle INFO, APP o TWR che, appunto, non dovrebbero mai sentirsi irritati dalle comunicazioni VFR, sia di coscienziosi ULM sia di AG in volo di attraversamento. Ci sono tempistiche, ci sono priorità, ci vuole più addestramento dei piloti, ma mai si dovrebbe zittire una qualsiasi persona che riporta la propria posizione, un incredibile aiuto per noi in bassa quota!

Cosa fare per rendere tutto più sicuro? Beh, intendiamoci, il concetto stesso di see and avoid implica un sillogismo che rende “chi non vede incapace di evitare” e per questo nel VFR i rischi ci saranno sempre. Possiamo però migliorare la nostra Situational Awareness in moltissimi modi. Non preoccupatevi ad esempio solo delle chiamate rivolte a voi stessi, al vostro nominativo. Portatevi una cartina dietro, anche se avete con voi il migliore dei GPS cartografici; orientatela secondo la vostra rotta (Track Up) cercate di capire dove gli altri traffici riportano le proprie posizioni. Seguiteli con la mente, capite il tipo di aereo, la direzione, immaginateli nello spazio e alzate gli occhi dalla cartina per vederli fuori, nella stessa direzione su cui li avete “disegnati”. Poi diamo tutti i “messaggi all’aria” possibili. Utilissimi. Se l’ente non ci sente (o non vi vuol sentire) buttiamo là due quote velocità e posizione, col prossimo punto di riporto previsto. Un toccasana per chi vi vola intorno. Un ultimo consiglio, pratico ed efficace: se vedete un qualsiasi traffico all’ultimo momento che vi attraversa la prua considerate queste 3 semplici regole: se è fermo sul vetro, sullo stesso moscerino spiaccicato, vi prenderete: siete in rotta di collisione. Se lui si sposta invece sul vetro dalla parte da cui viene (quindi per uno che vi sfila da destra verso sinistra, vedete che lui si sta spostando verso destra), gli sfilerete davanti, di un tanto proporzionale alla sua velocità di scorrimento sul parabrezza. Viceversa se lo scorrimento sul vetro è in senso contrario, gli passerete dietro. Un consiglio poi ai controllori, nostra “croce e delizia”: siete l’unico riferimento comune che i due tipi di traffico hanno! Collaborate tra voi e con noi, siate proattivi nel prendere decisioni che non limitino la libertà del volo, ma ne salvaguardino la sicurezza. La vostra professionalità ve lo permette e permette una convivenza che solo se la si vuol far passare per difficile e inconciliabile, lo diventa.

Incidente Tornado

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About Valerio De Cecco

Con il volo nel sangue sin da piccolo, ho iniziato a volare a 16 anni per poi appassionarmi alla fotografia aerea partecipando a vari air show ed eventi aeronautici in Italia e all'estero. Ho creato questo blog nel 2008.

80 Commenti

  1. Per me non e’ fondamentale sapere come sia successo, perche’ non sono un MILITARE, so soltanto che quattro giovanissimi ragazzi sono morti giurando fedelta’ alla PATRIA, UNA PATRIA pronta ad accusarli…….
    W l’ ITALIA

  2. Andrea Fabbri

    Buona sera. Sono un giornalista. Non mi sono occupato di questo caso, anche se lo sto seguendo a titolo personale perchè mi piace il volo. Grazie per le utilissime informazioni in questo post. Non mi sono mai occupato di questioni militari; alcune volte, di recente, mi sono occupato, per lavoro di aspetti e notizie di aviazione generale di tipo civile. Scrivo questo post unicamente con spirito costruttivo perchè come è giusto avere un’idea precisa delle dinamiche di aviazione, anche militare, è altrettanto giusto, credo, averne una riguardo il giornalismo, specie quello italiano.

    Quando capitano eventi aeronautici di questa gravità, ma anche di genere diverso (persino un incidente automobilistico) reperire informazioni (intese in senso generale) è già altamente difficile, soprattutto in relazione ai cosiddetti “tempi di stampa” che le moderne tecnologie hanno incredibilmente accorciato. Quando accade un evento, il giornalista avrebbe bisogno di conoscere i macro-dati pochissimi minuti dopo. I particolari il prima possibile. E deve attingere da fonti attendibili e autorevoli proprio per non cadere negli errori che il vs post, giustamente e comprensibilmente denuncia. Ci si affida, dunque, alle fonti ufficiali che, tuttavia, nell’immediatezza dell’evento, essendo impegnate a gestire la fase emergenziale non possono scendere ovviamente nei dettagli dei quali, però, il giornalista – sopratutto se della carta stampata – ha necessariamente bisogno. Le prime informazioni, dunque, sono necessariamente sommarie e si confida sempre in aggiornamenti successivi maggiormente precisi. Che, per quanto attiene alla cronaca di tutti i giorni, prima o poi arrivano sia per la disponibilità delle fonti, sia per la bravura del giornalista (quelli bravi) nel sapere cosa cercare e dove cercare.

    In ambito militare, come in questo caso, tutto quanto detto sopra si amplifica dismisura. Primo perchè sono pochissimi (oserei dire nessuno) i colleghi che hanno una preparazione aeronautica di questo livello, e poi perchè – primo a pari merito – l’ambiente militare di fronte a un evento del genere non è che si mette a rivelare piani di volo o a “formare” all’impronta colleghi che il giorno prima si sono occupati dell’arresto per concussione dell’assessore “x”.
    Le difficoltà per il giornalista, inoltre, si amplificano a dismisura perchè per un evento come quello di cui si sta parlando crea molta “audience”, ovvero c’è una grande richiesta di informazioni da parte del pubblico…perchè è un evento eccezionale, raro, strano, incomprensibile.. e la curiosità umana di fronte a queste cose..impazzisce (scusate, non voglio offendere nessuno, sto provando a spiegare come funziona). Di fronte a una così improvvisa e pressante richiesta di informazioni il giornalista deve “produrre”, e in fretta, ma il “fronte” delle fonti, autorevoli e attendibili è più chiuso del normale (a parte gli aggiornamenti sull’esito delle ricerche, poco o nulla è stato detto sul resto, giustamente) e allora ecco che si vanno a cercare i testimoni oculari, il sindaco, i soccorritori, ecc. ecc. Questa è la radice del “male”: a volte non si ha il tempo di andare a cercare informazioni di approfondimento di qualità tipo cosa è il Tornado, cosa è un piano di volo, dove possono volare gli aerei militari, a quale quota perchè per fare tutto ciò non bastano due ore (tempo medio a disposizione di un articolo anche di prima pagina) di lavoro in redazione oppure una giornata passata sul luogo dell’incidente… Un paio di anni fa per una banale inchiesta sul servizio antincendio nelle aviosuperfici ho dovuto lavorare due mesi, studiare cose che non conoscevo, ecc. ecc… Ci vuole tempo, quel tempo che quando fai cronaca dal fronte spesso non si ha a disposizione.

    Ho scritto ciò non per giustificare qualcuno, ma solo per far comprendere che non c’è sempre “mala fede” dietro talune imprecisioni.

    Non dimentichiamo poi una cosa: un buon giornalista (ce ne sono credetemi) deve anche verificare le informazioni ricevute, di solito una verifica “triangolare” e non è cosa sempre agevole considerando sempre i tempi di produzione coi quali si è chiamati a operare… Faccio un esempio pratico: in questo post che sto commentando ho letto un sacco di informazioni interessanti e utili, ma chi me lo dice che sono vere? Devo allora prendere spunto dal testo e andare a cercare “fonti” ufficiali dove ritrovo le stesse informazioni… e questo significa prendersi altro tempo per approfondire. intendiamoci: personalmente faccio così, ma non tutti forse possono farlo… soprattutto se si trova qualcuno che ha già una verità in tasca (o in bocca) pronta per il consumo dei lettori.

    Scusate per l’intervento. Buona serata.

    Andrea Fabbri

    • Buonasera Andrea, ho letto con molta attenzione il suo post improntato esclusivamente a difendere l’indifendibile. Per quanto mi riguarda chi se ne frega se i giornalisti non sono a conoscenza di problematiche aeronautiche e di aviazione militare o civile, non mi toccherebbe se voi con la vostra arrogante mala informazione dettata solo ed esclusivamente da sete di audience e protagonismo , non andaste a colpire professionisti che nell’adempimento del loro lavoro hanno perso la vita, le loro famiglie colpite da un dolore immenso e l’Aeronautica Militare tutta. Nel suo commento ha scritto che il più delle volte non avete il tempo per informarvi.. e quindi la soluzione è quella di scrivere cose assurde senza senso ipotisi al limite del ridicolo pur di poter sfornare uno straccio di articolo? Bene io lo schifo che ho letto in questi giorni sui quotidiani mi ha solo dato conferma della mia bassa considerazione della categoria (sicuramente bravi giornalisti ci sono ma troppo pochi purtroppo). Moltissimi dei suoi colleghi farebbero bene a fare parecchi passi indietro chiedendo scusa per la loro ignoranza e per i danni che la stessa reca a molti….un sogno, visto che il massimo che riescono a chiedere a chiunque abbia subito una tragedia ed una perdita e “senta come si sente, le manca suo figlio/a?” Andate ai seminari e corsi tenuti dall’Uff. Pubblica Informazione dell’Aeronautica così, giusto un consiglio …
      Moglie di un Ufficiale Pilota

      • Cara Cinzia ,come ti sentiresti ,moralmente se un giorno tuo marito in missione di guerra,bombadra e uccide dei civili o dei bambini innocenti ?
        Fa il suo dovere ?Per cosa sono addestrati per poratre pace ,serenita e doni di natale ?Fanno il loro dovere ? Certo,anche quando muiono ne piu ne meno di un opeario che muore schiacciato da una pressa.Assurdo ,considerare morti di serie a e di serie B leggetevi “la livella ” di Toto

        • Signore e signori ecco a voi il pacifista di turno che non sa un cazzo di quello che succede fuori dai confini nazionali..non sa un cazzo di cosa fa l’aeronautica ma sta qui a dare le sue perle. Uno di quelli a cui hanno insegnato che i militari uccidono i bambini con le bombe. Sei un grande!
          Sai cosa fanno gli equipaggi di Pisa o di Ciampino? Sai cosa hanno fatto i tornado in libia o gli amx in afghanistan?
          Ti prego, illumina noi tutti. Aspetto delle risposte…
          Immagino che sei uno di quelli che dice “perchè dobbiamo avere le forze armate..? Perchè non possiamo essere come il Costa Rica? Prendiamo esempio dalla Svizzera…!”
          Dai Angelo, sentiamo..

        • Sai cosa ha fatto, fa e farà l’ aeronautica? Trasporti umanitari, cibo e medicine. Trasporto di persone malate da una parte a l altra del mondo. Soccorso in mare, in montagna… Durante le calamitá… Di notte e di giorno. Guardati un bel film di Alberto Sordi… La grande guerra… Assomigli a una delle sue figlie nel film. Saluti.

  3. Caro Andrea Fabbri,

    apprezzo il tuo commento, ma ti assicuro che non è in alcun modo sufficiente a giustificare lo schifo che è apparso sui giornali. Una cosa è non capire nulla di aeronautica e aviazione in generale. Un’altra cosa è gridare allo scandalo, accusare dei professionisti tragicamente scomparsi 2 ore prima senza avere uno straccio di prova, infangare la figura dell’ Aeronautica solo perchè in questo paese fa sempre comodo alzare la voce contro le FFAA. Ti invito caldamente a leggere TUTTI gli articoli che i TUOI colleghi hanno avuto il CORAGGIO di scrivere e smerciare a una NAZIONE INTERA. Ti invito poi a fare il confronto tra il giornalismo italiano e la stampa estera (magari la BBC?) quando succedono questi eventi. C’è un abisso.
    Personalmente non me ne frega un accidenti del fatto che i giornalisti non siano informati riguardo al mondo dell’aviazione. L’aeronautica stessa organizza corsi di formazione per i giornalisti.
    La verità è che non ve ne frega nulla, e dentro ci metto anche te perchè appartieni alla categoria (esattamente come tutto il resto del paese punta il dito contro tutte le FFAA senza mai discernere). Non vi interessa dare la verità alla popolazione. Vi interessa creare lo scandalo, entrare nei dettagli più macabri, pensare al complotto, cercare testimoni improponibili e via discorrendo.
    Siete ignoranti in materia di aviazione? Problemi vostri! Studiate allora. Il fatto che a maggior ragione voi vi permettiate di scrivere articoli simili senza avere cognizione di causa dovrebbe essere sufficiente per far capire quanto è basso il livello del giornalismo italiano. Molti dei tuoi colleghi dovrebbero finire in tribunale per quello che è stato scritto. Ma in questo paese non succederà mai perchè abbiamo la “libertà di stampa”, principio sacrosanto che è stato trasformato nella piena libertà di scrivere CAZZATE e distruggere la gente senza andare incontro a conseguenza alcuna.
    Se vuoi farti un’idea ti invito a leggere gli articoli di testate come il fatto quotidiano. Ti invito poi a leggere i commenti della gente che crede alle cazzate che VOI giornalisti date in pasto alla popolazione e a riflettere sui DANNI CHE LA VOSTRA IGNORANZA ARRECA A QUESTO PAESE.

    Daniele

    P.s.: quanti, secondo te, dei tuoi colleghi dopo questo incidente si sono resi conto di non sapere nulla di aviazione? Quanti di loro stanno facendo “mea culpa”? Quanti di loro cercano di correre ai ripari studiando sin da oggi cosa è un aereo, come fa a volare, come funziona un aeroporto, ecc..
    Te lo dico io: ZERO.

  4. ECCELLENTE LAVORO !!! E te lo dice un ex navigatore TORNADO che ha partecipato alle operazioni di “POLIZIA MILITARE” ahahahaha nella prima guerra del Golfo, si quella di Bellini e Cocciolone. Molto appropriato il post dell’amico andrea che giustramente spiega le ragioni dal punto di vista giornalistico, ma vedi Andrea, il problema é un altro, se io leggendo una mare di idiozie scritte su un argomento di cui sono padrone, mi pongo un problema, allora quando leggo di cose che non conosco, che livello di affidabilità posso attribuire a quelle notizie ??? nessuno. E non voglio parlare poi di quel tale (a proposito non lo definisco “giornalista” per rispetto alla categoria ) che si lancia in descrizioni sul ritrovamente dei cadaveri descivedo fino all’unghia smaltata della povera Mariangela……. nell’occasione di un incidente che occorse ad un velivolo quando ero ancora al reparto, una famiglia si fece giurare dal sacerdote che officiava la funzione, che il loro congiunto era integro nella bara. Il sacerdote accettò di giurare e tutta la famiglia da quel momento trovò una strana serenità, non so cosa scatenò quella serenità, ma lui con quella affermazione li rasserenò. Ma lo capiscono questo i giornalisti ????
    E chiudo con una preghiera principalmente per i familiari e gli affetti di questi ragazzi perché sulle loro spalle rimarrà per sempre il peso della loro perdita.
    Grazie Riccardo

    • Ciao Riccardo

      io non ne so nulla ma volevo sfruttare la tua esperienza: durante le esercitazioni, o voli in senso lato, quanto è usanza uscire dal programma ufficiale per fare “addestramenti” un po’ più spinti?

      Non voglio insinuare nulla, è solo una curiosità che non vuole sminuire alcuna professionalità.

      Oggi sopra all’ufficio è passato prima un AMX e poi un Tornado, ed il pensiero è andato a loro.

      Ciao, un altro Riccardo

      • tranquillo, durante la missione si é pronti a nulla ma non si inventa niente ! assolutamente ci si fa molto male. Sono decenni ormai che non ti sfiora nemmeno l’anticamera del cervello di fare sciocchezze.. basta dire che il tornado é dotato di crashe voice recorder e non vengono ascoltati solo in caso di incidente ma anche in modo randomico dagli ufficiali secureze del volo ! quindi puoi immaginare. L’incidente può sempre capitare meglio sempre aspettare le conclusioni delle varie commissioni d’inchiesta ! e lasciare in pace i poveri parenti !
        Ciao Riccardo

        • Non sono informato su questa disgrazia e non voglio essere il solito moralista, ma il lunedi precedente a questo fatto …..mi trovavo in spiaggia nelle vicinanze di GAETA e per il passaggio per dire almeno 5 minuti di passaggi e acrobazie varie per non dire avvitamenti è altre figure di volo degne delle frecce tricolore ma eseguire da due tornato a bassissima quota e meno di 200/300 metri dalla spiaggia con rumore assordante con tantissimi bimbi che piangevano per il forte rombo mi sembra alquanto strano che manovre di questo calibro possono essere autorizzate !!!! Comunque sperando che tragedie come questa non avvengano più perché perdere dei valorosi ragazzi fa male ad un paese intero

          • Tranquillo i piloti di caccia sono dei filantropi,quando vanno in zona di guerra dsitribuiscono doni,ciccolate e caramelle dall alto,dimenticavo le sigarette

          • Quei Tornado che hai visto sfrecciare sul mare e vicino la spiaggia sicuramente erano una attrazione o facevano parte di una qualche performance di cui il comune stesso è promotore. Non diciamo minchiate per favore, di queste cose se ne vedono molte anche a Ostia. Insegna piuttosto ai tuoi ragazzi il valore di quella gente lì e spiega loro che rischiano la vita per permettere a gente come te di andare al mare tranquillo a prendere la tintarella.

  5. Franco Paltani

    Buonasera.
    io ho sofferto molto questo incidente, in quanto, ex militare, sono conscio di quanto questa vicenda abbia dell’incredibile. Conoscevo inoltre un paio dei quattro ragazzi caduti.
    E ne conosco, sopratutto, i risvolti personali, purtroppo.

    Innanzitutto preciso, che a parte dettagli davvero minimi, le info sopra riportate sono la cosa più seria che abbia letto in questi giorni. Mi complimento con il redattore che le ha espresse.
    Detto questo, ho apprezzato anche l’intervento di Andrea Fabbri che ha espresso dei concetti chiari e comprensibili anche a chi oggi, forse giustamente, critica aspramente alcuni approcci giornalistici diciamo, poco professionali.
    Ma voglio con questo dire che, tutto sommato, quanto ho letto e visto è “perdonabile”, a mio avviso, in quanto il giornalista DEVE intervenire sul fatto. E’ il suo lavoro. Lo pagano per questo. E l’ignoranza, nel senso più positivo possibile del termine, in qualche modo, è legata alla tecnicità degli argomenti e dalle fonti che si spacciano per attendibili in momenti di grande concitazione come quelli che si vivono a ridosso di un dramma come questo.

    Quello che invece considero intollerabile, pur facendo la “tara” relativamente al popolo del WEB, sono gli interventi dei “saccenti” o degli ignoranti, in questo caso nel senso peggiore del termine, che credono di essere “saccenti”.
    Ne ho letti di inqualificabili, di assurdi, di demenziali.
    Non voglio dilungarmi e, soprattutto tediarvi con banali esempi, ma credetemi, ne sono rimasto disgustato.
    Il WEB consente di far fruire informazioni a chiunque. Facebook, ed altri “social” consentono a chiunque di potersi esprimere liberamente. Forse, nel caso specifico, anche troppo.
    Non sono un profondo conoscitore di questi sistemi, praticandoli per questioni professionali da poco, ma come si possa tollerare un tale “scempio”, francamente non lo capisco.
    Ho dovuto pubblicare un post sul mio profilo per chiedere ai miei contatti, il RISPETTO dovuto a questi giovani in un momento in cui ancora si ritrovavano “paracaduti” e si ripeteva a gran voce che, quindi,qualcuno si sarebbe salvato.
    A Ghedi, alla luce della dinamica dell’incidente, le speranze erano pari a ZERO, già nei minuti successivi al disastro.
    Ed io, conscio di questo, assistevo impotente, al proliferare di idiozie di ogni genere.
    Non volevo, quindi ora entrare nel merito tecnico della vicenda, anche se, forse in possesso di molti elementi che al momento sfuggono ai più, ma soffermarmi sull’aspetto più orientato alle reazioni del WEB.

    Ma temo che non servirà a molto.

    Ne parlerò con i miei figli, che “divorano” notizie dal WEB.
    Nella speranza che sappiano mantenersi lontani dalle tentazioni di intervenire in ambiti che, al momento, sfuggono loro dal punto di vista tecnico e sostanziale.

  6. Buonasera Andrea
    sono l’autore del blog, un semplice appassionato che ha deciso di condividere, attraverso questo sito, alcune curiosità sul mondo dell’aviazione.

    Quando possibile evito di trattare notizie che hanno a che fare con “incidenti aerei” perchè ci sono molte fonti più autorevoli ed informate di me che hanno modo di parlarne in maniera esaustiva, e non mi piace trattare questo argomento perchè molte persone si avvicinano al mondo dell’aviazione solo perchè “incuriosite” dagli incidenti, quando invece per me il volo ha un altro significato.

    Non sono un giornalista, non ho una laurea, non sono un militare, non faccio parte dell’Aeronautica Militare, non lavoro per nessuna azienda nel settore aeronautico…
    Non ho nessun interesse personale a pubblicare articoli come questo, tra l’altro non mi paga nessuno per farlo e non ho guadagnato neanche 1 € da quando ho aperto questo blog. Anzi, tutte le trasferte per seguire gli airshow, tutti i libri, manuali, biografie, attrezzatura fotografica… me li sono pagati da solo perchè è la passione che mi spinge a farlo.

    La stessa passione che mi ha spinto a scrivere questo articolo per rendere “giustizia” a chi, per lavoro, vola.

    Ti chiederai… rendere “giustizia” da cosa?
    Da tutte le “cavolate” che alcuni tuoi colleghi hanno scritto/detto su questo incidente. “Inferno di fuoco sui cieli di Ascoli Piceno”, “Giochi di guerra”, “Armamento Radioattivo”, “Poteva essere una strage” “Ora chi paga i Tornado”… queste sono le frasi più banali che riesco a ricordare.

    A me non interessa veramente nulla che oggi le notizie corrono veloci e che ci sono esigenze di redazione che ti obbligano a produrre un pezzo in poco tempo. Se il tuo caporedattore ti chiede di fare un pezzo sull’incidente di Ascoli Piceno in 10 minuti per mandarlo in stampa a breve, scrivi quello che sai in quel momento, ovvero che sono precipitati due velivoli Panavia Tornado dell’Aeronautica Militare Italiana nei pressi di Ascoli. Punto. Non c’è bisogno di aggiungere altro. Nessun “inferno di fuoco”, nessuna “possibile strage”, nessun “armamento nucleare”, nessun “gioco di guerra”, nessuna collisione. Perchè non lo puoi sapere dopo 10 minuti dall’incidente.

    Secondo te quanto ci ho messo a scrivere questo post?
    Ho impiegato due serate, durante i miei giorni di ferie. Quindi diciamo 4-5 ore. Forse più. E ad un certo punto mi sono fermato perchè pensavo che tanto nessuno avrebbe letto questo post. Pensa, io l’ho fatto “gratis”, perchè un giornalista che è pagato per diffondere “notizie” (che dovrebbero corrispondere a verità) non ha fatto lo stesso lavoro che ho fatto io?
    E ti ripeto, fino a due giorni fa sapevo superficialmente cosa fosse un volo a bassa quota.
    Sai come mi sono informato?
    Ho cercato su google (si, google è il mio informatore anonimo… lo so che un vero giornalista non dovrebbe mai svelare la fonte ma io lo faccio perchè non sono un giornalista)
    E siccome sono trasparente, a fine articolo ho incollato tutti i documenti che ho letto, che neanche sono tanti… Scommetti che domani su qualche giornale troverai il copia incolla di parti del mio articolo senza neanche citare la fonte?
    Leggi tutti i documenti, vedrai che il mio “super” articolo non è niente altro che una raccolta di informazioni che ho estrapolato da quei documenti. Non ho dovuto contattare fonti misteriose, generali in pensione, ministeri, uffici stampa… ho fatto tutto da solo.

    In Italia ci sono 100.000 giornalisti di cui solo 50.000 attivi (anche questo me lo ha confidato google). E’ possibile che a nessuno di questi geni sia venuto in mente di cercare su un qualsiasi motore di ricerca “missione a bassa quota”? E di informarsi che un velivolo militare può esercitare bassa quota su tutto il territorio nazionale a 1000 ft? Invece di scrivere “Quegli aerei non dovevano essere li”

    Usate internet solo per diffondere i vostri scoop ma non per informarvi? E’ solo un mezzo per veicolare le informazioni o anche per recuperarle?

    Su tutti quei siti web dove campeggiava la foto dell’esplosione del Tornado già si sono dimenticati della notizia, perchè ormai non raccimola più abbastanza visualizzazioni. Poche visualizzazioni corrispondono a pochi click. Pochi click vogliono dire pochi soldi. Allora è meglio mettere la foto di qualche gnocca nuda e avanti col prossimo scoop.

    Nell’opinione pubblica è rimasta impressa quella foto con i vostri titoli e le false informazioni. La “gente” si domanda quanto costa un Tornado e di chi pagherà i danni. Quando invece i veri danni al nostro Paese li fa qualcun altro e sono ancora più profondi che la perdita di due aerei.

    VDC

    • Andrea Fabbri

      Sembrerà strano, ma capisco Vdc e …in parte condivido. Volevo soltanto dire che le cose non sono mai così..”semplici” da giudicare. Nemmeno quando si parla di giornalisti (che sono un po’ meno di 100mila, ma più o meno ci siamo). Buona serata. (spero solo sia chiaro che non ero intervenuto per polemica).

      • Signori, vorrei solo aggiungere che basta digitare su GOOGLE 4 semplici parole per avere informazioni ufficiali: ” ufficio stampa aeronautica militare”:

        Viale dell’Università, 4

        00185 Roma

        Tel: 06/49866132

        Fax: 06/49864341

        Email:stampa@aeronautica.difesa.it

  7. Se dei giornali posso fidarmi diciamo del 50%, ma non so quali… Se la carne venduta da quel macellaio è meglio di quella dell’altro, ma non posso fare una scelta oculata non sapendo dove ognuno si rifornisce… Se un meccanico lavora meglio o peggio di quell’altro, ma io per decidere devo tirare per aria una moneta… di quale criterio mi posso avvalere per fare la scelta migliore che in definitiva è ciò che si vorrebbe? La risposta sta nella capacità cognitiva dell’individuo che in base alle conoscenze ad all’esperienza si dà da sé una dritta. Chi invece non dispone di codesta qualità deve per forza fare cernite più o meno intelligenti in funzione di tutta una serie di variabili tra le quali spicca: -Questo costa meno dell’altro! Ed “ingoia” il suo acquisto come fosse oro colato. Però sappiamo che potrebbe aver fatto la scelta sbagliata ed allora la sua mente, il suo stomaco e il suo portafogli si ritrovano zeppi di cacca i primi due, e svuotato malamente il terzo… ma il bello è che di tutto ciò “egli” non se ne rende nemmeno conto! Tengo a precisare che il signor “EGLI” siamo un po’ tutti noi.

  8. Penso anche io al mare di idiozie che ci sono state propinate da voi militari, pensate unicamente a dire la verità senza trincerarsi dietro a chissà quali segreti, almeno abbiate questa dignità di informarci perchè chi deve informare i giornalisti siete voi stessi.

    • I giornalisti hanno la presunzione di scrivere senza nemmeno chiedere! E’ quello il problema. E la gente come te gli crede anche! Già leggendo l’articolo su questo blog dovresti riuscire a capire quante cazzate vi hanno propinato i giornali in questa settimana! Ve la prendete sempre con i militari..perchè non andate a cercare il furbone che diceva che c’era il rischio di contaminazione radioattiva causa da armamento a bordo, che stavano GIOCANDO A FARE LA GUERRA, che volavano in zone vietate!? Lui non ti ha preso in giro??? Dovresti incazzarti più con lui che con i militari ora come ora. Sempre a pensare al complotto in questo paese. Ma che complotto ci deve essere?? Abbiamo perso quattro ragazzi che stavano compiendo il loro dovere e dovete sempre e comunque vedere del marcio.

    • I militari,vanno in guerra,per lanciare doni,cioccolata e sigarette,il lavoro lavoro e la guerra,cio prevede uccidere altri esseri umani,la morte fa parte del gioco.

  9. Buona sera a tutti.. Scusatemi ma volevo far notare una piccola cosa essendo del posto dove i 4 angeli hanno perso la vita…
    La persona che ha scritto questo blog ha scritto che i due tornado erano partiti separati e non volavano insieme.. Perfetto …. Ma perche allora qui mille persone tra controguerra ascoli pagliare ecc ecc li hanno visti passare piu volte insieme vicini facendo molto rumore?? Vorrei capire questa cosa visto che li hanno visti in molti.. E poi scusate i due tornado hanno dei radar all’interno.. Come e’ potuto succedere di scontrarsi cosi’ banalmente?? Aspetto vostre..grazie

    • FromTheSkies

      Ciao

      in questo articolo ho voluto spiegare come si svolge, a livello macroscopico, una missione a bassa quota.

      Quello che è successo ad Ascoli è evidentemente un evento anomalo, qualcosa è andato storto, ma ufficialmente l’Aeronautica Militare ancora non ha rilasciato alcun dettaglio, anche perché le indagini sono appena iniziate.

      Ad oggi è impossibile conoscere i dettagli dei piani di volo dei due Tornado e il tracciato radar, quindi non so dirti se effettivamente volavano “vicini” o meno. Poi “vicini” può voler dir tutto come niente…

      In base alle dichiarazioni pubblicate anche dall’Ansa (http://www.ansa.it/marche/notizie/2014/08/22/tornado-aeronautica-2-missioni-diverse_e400271d-d878-44d5-8162-8a4467c119cd.html), i due Tornado stavano conducendo “due missioni addestrative separate ed erano impegnati in task diversi. Si stavano recando in un punto in cui avrebbero dovuto svolgere separatamente i compiti loro assegnati, che non comprendevano pratiche di combattimento simulato”

    • Ma perche’ non ti vai a leggere tutto questo articolo dall’inizio…..???

  10. Complimenti! Finalmente un articolo serio e documentato sull’argomento.

  11. Mirko Baruffini

    Un ottimo pezzo, Solo un piccolo errore: ” Nel posto posteriore non sono presenti i comandi di volo.” Questo è un errore. Ci sono. Si puo’ volare guardando lo schermo frontale. (non sono un esperto, sono sicuro pero’ di quello che scrivo). grazie,

    • FromTheSkies

      Sei sicuro sicuro sicuro?

    • FromTheSkies

      Te lo spiego brevemente: i doppi comandi sono presenti solo sulla versione TRAINER del Tornado, ovvero sulla versione che viene usata per addestrare i neo-piloti di Tornado.

      Nel dettaglio: basta cerare su internet e troverai queste righe di Wikipedia il trafiletto che ho appena estrapolato, sul quale poi vorrei fare alcune riflessioni e fugare ogni dubbio:

      [fonte wikipedia]
      […] “Tornado IDS DC (Doppio Comando ovvero Trainer): 126 prodotti, che ha una disposizione degli equipaggiamenti interni diversa. Il secondo posto di pilotaggio ha il joystick spostato sulla destra per far posto ad una cloche, mentre vi sono le manette sulla sinistra. Questa versione non possiede uguali capacità combattive dei monocomando e può impiegare soltanto carichi bellici ridotti (da esercitazione), tra l’altro ciò risulta anche dalle fotografie dove il monitor TV-TAB di sinistra, relativo alle armi d’attacco, non è presente. Considerando che questa versione serve solo per familiarizzare con il volo del velivolo, la limitazione delle capacità di attacco che ne deriva è comprensibile ma reale. […]”

      Ovvero, i velivoli TRAINER sono gli unici dotati di doppio comando, per consentire la conversione alla macchina dei nuovi piloti Tornado, ma il progetto MRCA (il progetto del Tornado) é stato sviluppato prevedendo solo nel posto anteriore i comandi di volo (pilota) mentre nel posto posteriore sistema di navigazione e gestione dell’armamento(navigatore), senza avere i doppi comandi.

      I piloti studiano e volano alle scuole di volo per diventare piloti (pilotare, e gestire completamente un aeroplano militare) : i navigatori studiano e volano alle scuole di volo per diventare navigatori (non diventano piloti, non possono pilotare). I comandi di volo non sono replicati nel posto posteriore, bensì l abitacolo è immerso in sistemi avionici con varie funzioni.

      Quindi gli equipaggi pilota navigatore possono volare su Tornado variante TRAINER e “NON TRAINER”( cioe il Tornado versione standard, es: IDS) ma il navigatore non è “abilitato alla condotta del velivolo”. Gli unici che possono pilotare il velivolo TORNADO TRAINER dal posto posteriore, sono gli ISTRUTTORI PILOTI di TORNADO, che studiano e si preparano intensamente per acquisire questa “abilitazione”.

      Spero di aver portato chiarezza ma soprattutto spero che chi sa di non conoscere una materia in modo certo, preciso o con solide certezze, possa capire che basta fare un minimo di ricerca e provare a cercare informazioni esatte da fonti attendibili.

      Scrivere qualsiasi cosa su internet significa parlare ad un forum di persone estremamente vasto e non é come fare due chiacchiere al bar del paese (tanto quello che dici al massimo arriva al paese più vicino). Tante volte i propri interlocutori non si conoscono, e non sempre si riesce ad esprimere correttamente il proprio pensiero, rendendo a chi legge una informazione non propriamente corretta, che inevitabilmente genera assunzioni di ogni tipo per colpa di una “ignoranza lecita” (non tutti possono essere esperti di tutto) che diventa ignoranza pura (quindi pericolosa).

      • x From the Skies: mi dispiace contraddirti, ma anche il navigatore del Tornado IDS è dotato di “hand control sticks” (ovvero “cloche” o “barra di comando”).
        Eccoti le foto prese da una pubblicazione “modellistica” (“Verlinden
        Publications 0627 – Lock On 012 – Panavia Tornado IDS”) con relativa
        didascalia.
        Infine, nulla da dire sulla non “abilitazione alla condotta del velivolo” da parte del navigatore ma in condizioni normali, mentre in condizioni contingenti anch’esso è abilitato a farlo.
        P.S.: sono un ex
        Ufficiale dell’Esercito ormai in quiescenza, diplomato “Perito in Costruzioni Aeronautiche” presso l’I.T.I.S. “Omar” di Novara e Pilota di Alianti Veleggiatori con Brevetto di Volo “C”, oltre che appassionatissimo modellista.
        (purtroppo la foto non è stata inserita dal programma).

        • FromTheSkies

          Sei sicuro sicuro sicuro?

        • Non é corretto…prova a cercare tronado trainer backseat su google! Quella che si vede non é la cloche per portare l’aereo, ma a fare altro! Cerca la foto…capirai che la cloche é una cosa e che il “navigator hand control stick” (come scritto, che non significa barra di comando..di volo) é un’altra!

          P.s. Se vedessi l’abitacolo di un carro armato probabilmete anch’io scambierei delle “leve di comando” per altre! 😉

          • x Ospite: mi dispiace contraddirti. La cloche a disposizione del navigatore è proprio per la navigazione e non per altri scopi (per quali altri compiti potrebbe essere impiegata una cloche se non per pilotare? Tutti gli altri dispositivi non ne abbisognano, basta guardare i pannelli).
            Inoltre, nell’immagine che posto ora si vede la parte anteriore dell’abitacolo con la “pilot’s hand control sticks” (cloche del pilota), come riportato dalla relativa didascalia.
            Per quanto riguarda i carri armati, io ho prestato servizio a Bellinzago in una caserma adiacente alla Base di Cameri (avevamo addirittura in comune un lato delle rispettive recinzioni) con cui intrattenevamo splendidi e continui rapporti di amicizia, da me ampiamente abusati per visite, colloqui e quant’altro vista la mia passione per il volo e per tutto quello che vi gravita attorno.
            Mitico il “Tiger Meet” del 1986, da me goduto in aeroporto seduto comodamente sul casotto del controllo meteo con alcuni amici, durante il quale ho avuto la fortuna di prendere posto nel cockpit di un F 16 (scambiandolo con il suo pilota con un giro sul mio Leopard…).

            • Gianfrà…sii più curioso, vai alle pagine 642 e 643 del manuale del Tornado, il link lo ha postato FromTheSkies ma se te lo sei perso eccolo qua: http://www.avialogs.com/en/aircraft/europe-and-consortiums/panavia/tornado/aer1f-pa200-1-panavia-200-tornado-flight-manual-italian-series-aircraft.html

            • Va bene…ci riprovo allora!

              Visto che ti piacciono le foto e gli aerei, così come avevo suggerito di fare la ricerca, adesso suggerisco la soluzione postando direttamente la foto!
              Ora hai presente quel gioco trova le differenze?! Se confronti la prima foto che postato (quella dell’altro post insomma, del posto posteriore) noterai delle piccole differenze nell’abitacolo: quella che posto io qui sotto, è quella di un TRAINER (la variante con i doppi comandi, usata per l’addestramento e qualifica nuovi piloti di Tornado), mentre la foto da te posta (sempre la prima!) é l’abitacolo del navigatore nella versione NON TRAINER, e quindi quella “pura” concepita per portare a termine missioni di attacco al suolo.

              Ti aiuto subito a trovare le differenze: se noti la ‘front console’ c’é già una radicale differenza, sul Trainer scompare lo ‘schermo’ di sinistra, per fare posto ad altri strumenti PER LA CONDOTTA DEL VOLO, al centro rimane lo ‘schermo rotondo’ e a destra non cambia niente. Se guardi la ‘right console’ (per capirci la piantana che rimane a destra sedendoti nell’aereo) noterai che proprio lì hanno spostato quella che dalla didascalia (e come hai riportato tu) si chiama “navigator’s hand control stick’: sei d’accordo?! Te l’assicuro…é quella, e l hanno messa a destra per fare spazio al centro, tra le gambe del posto posteriore, alla CLOCHE e dare libertà di movimento alle gambe per muovere i pedali, che purtroppo non si vedono per ovvi motivi di prospettiva.

              Inoltre, sempre per problemi di prospettiva, non si vede che sulla ‘left console’ sono duplicate le manette dei motori e la leve per cambiare la geometria alare.

              Quindi come abbiamo visto tutti insieme adesso, ci sono delle differenze nel posto posteriore del Tornado! E in genere chi ha la passione, fa il modellista, collezionista (anche di auto) nota tutte le sfaccettature, come hai fatto anche tu, solo che forse ti mancava un confronto più ampio.

              La seconda foto che hai postato, invece, si tratta come hai detto giustamente tu di un abitacolo anteriore, quindi quello del pilota (nota adesso come le cloche siano identiche, duplicate, proprio perché é un doppio comando).

              • Ho messo entrambe le foto del Trainer qui sotto. (Posto posteriore).

                • FromTheSkies

                  C’è un problema di visualizzazione, carico di nuovo le foto del “vero” TRAINER

                  • x Ospite e From The Skies
                    Avete ragione. Mi scuso per il mio errore di non aver eseguito un confronto più ampio, non avendo riportato le immagini più chiare che ho poi ritrovato su un’altra delle pubblicazioni sul Tornado in mio possesso.
                    In tali immagini – tratte dalla pubblicazione “Kagero Topshot n° 11010 – PanaviaTornado” – si vede il posto del navigatore e, nella foto in alto a sinistra della sequenza, si nota il “navigator’s hand control stick” posto al centro e la presenza in basso del pannello con gli strumenti di volo basici che presuppongono la possibilità per il navigatore di controllare l’assetto e il volo dell’aereo. Nella foto in basso – sempre a sinistra – invece si nota la mancanza dello “stick del contendere” sulla consolle di destra (cosa presente nelle foto postate da From The Skies – recuperati dalla pubblicazione “Squadron Signal n° 1111 – Panavia Tornado in Action” ma che si riferiscono al Tornado F2 (T) e non al Tornado IDS). Purtroppo non ho immagini della consolle sinistra dello stesso aereo, su cui dovrebbero “presumibilmente” essere posti i comandi per il motore e per l’incidenza alare.
                    Non voglio essere pedante o fare il pierino della situazione. Io mi baso su quanto letto e sui documenti, fotografici e non, che ho recuperato e sono sempre pronto a fare il “mea culpa” e a cospargermi il capo di cenere qualora io sbagli.

                    • Signor Gianfranco, le foto che ha ppstato Lei non sono di un Tornado Trainer, quindi non ci sono i doppi comandi, quindi nel posto posteriore non ci sono ne cloche ne manette motore ne la leva per comandare LA FRECCIA ALARE.

                      Con questo spero abbiamo chiuso il loop.

                    • x Ospite: come ho già premesso, mi scuso per il mio errore, ma da qui a non poter commentare quello che riportano le immagini ce ne corre.
                      E’ assolutamente vero che le foto postate ultimamente NON – e sottolineo “NON” – si riferiscono ad un “Trainer” bensì ad un aereo “operativo”.
                      Ho sottolineato peraltro come la presenza del pannello con gli strumenti basici di volo e la presenza del “navigator’s hand control stick” dalla forma molto più simile a quella della normale barra di pilotaggio (ben diversa peraltro da quella che si vede nella foto sulla consolle a destra del “Trainer” postate da “From the Skies”) possa indurre nell’errore di considerarla proprio come tale.
                      Infine, ho inoltre sottolineato che, non avendo immagini della consolle di sinistra, posso solo presumere che essa riporti i controlli per la manetta e il comando per la variazione dell’incidenza alare pur non essendone sicuro.
                      MI permetta così di porle una domanda: sapendo che su gran parte dei caccia moderni è consuetudine – una sana consuetudine a parer mio – che anche il secondo posto abbia duplicati i comandi di volo e sulla base delle immagini a sua disposizione – q, non le verrebbe naturale affermare che anche il navigatore possa avere le stesse caratteristiche?

  12. Ivano Maselli

    Scusatemi, sono un ignorante in materia, volevo chiedere, visto che ho letto commenti anche di persone molto esperte, è possibile che uno dei due aerei abbia avuto delle importanti avarie tali da costringere l’altro velivolo ad abbatterlo per evitare la caduta del velivolo in difficoltà su Ascoli Piceno??? Forse da ignorante ho chiesto una fesseria, però questa mi sembra una spiegazione, laddove fosse possibile, più plausibile di tante altre che ho letto..
    Grazie x l’articolo e l’eventuale risposta, buona giornata Ivano

  13. abito a gioia del colle,praticamente a 1 km dall’aeroporto militare del 36 stormo…é una vergogna,volano senza regole.

    • Regole di volo che tu ovviamente conosci alla perfezione giusto???

      • io non le conosco ma mio figlio che ha appena 16 mesi le conosce abbastanza bene…chiaramente mi riferisco a quello che quotidianamente accade a gioia del colle,non ho espresso giudizi sulla tragedia di ascoli

        • 16 mesi…? E le conosce abbastanza bene, sarei curioso di sapere che addestramento ha fatto…ovviamente ti riferivi che che il tuo bimbo venga svegliato da un semplice decollo che trattandosi di tornado è alquanto rumoroso…giusto?
          Ma toglimi una curiosità hanno costruito la tua casa e poi dopo a meno di un 1 km l’aeroporto…………ovvio che soon ironico!
          Ma cavolo andate a vivere ad 1 km da un aeroproto militare e vi lamentate?

          • e si in realtá sarebbe piu giusto spostare 30000 persone da gioia del colle e non far “rispettare” qualche regoluccia ad inglesi francesi e italiani che volano su questo paesino…chiudo qui,é una guerra persa!
            (e comunque qui non ci sono solo i tornado a spaccarci i timpani)

            • la base esiste dal 1915….!
              Vogliamo poi considerare l’economia che genera proprio a favore del paese di 30.000 anime..??
              Scommettiamo che se la base la chiudono il suo paese va in miseria?

              Ma poi con che dati alla mano parla di regole di volo non rispettate?

              • la base esiste dal 1915 e gioia del colle dal 2013!!!non ho mica detto che la base deve chiudere anzi…e poi se nn se n’é ancora accorto tutta l’italia sta andando in miseria e credo proprio che il motivo sia semplice:mancanza di buon senso e rispetto verso gli altri…non credo che ci vogliano grandi sforzi da parte dell am per evitare “inquinamento”.
                chiudo qui

                • Ma lei pensa che un pilota militare si sveglia alla mattina e quando gli gira prende un aereo e va a farsi i cavoli suoi per aria e ad infastidire la popolazione? Pensa che l’attività di volo non tenga in considerazione un bilanciamento tra le l’attività richiesta per garantire l’addestramento del personale e quella di creare il minor fastidio possibile alla popolazione?
                  Forse sarebbe il caso che chi di volo ci capisce poco (o nulla), prima di esternare proprie considerazioni personali si documenti almeno un po’, per evitare di sparare a zero senza un minimo di dati a sostenere la propria tesi. Su internet si legge una marea di idiozie che si potrebbero evitare con una ricerca di 5 minuti su google. Ma a molti fa più comodo spararla grossa per dare sfogo alla propria frustrazione piuttosto che ammettere di non sapere qualcosa (che è assolutamente normale, per un settore con il quale non si ha mai avuto a che fare).
                  A maggior ragione se si compra una casa ad 1 km da un aeroporto militare mi sembra ridicolo lamentarsi del rumore e assumere che non ci siano regole. Un aereo militare fa rumore, c’è poco da dire: è progettato per avere la massima potenza possibile allo stesso modo in cui una macchina da Formula 1 è fatta per spremere fino all’ultimo cavallo il motore (e di rumore ne fa!).
                  Giusto per conferma, i caccia a Gioia del Colle ci sono dai primi anni ’60, con gli F-86K del XII Gruppo (fonte sito AM – Organizzazione – Reparti – 36° Stormo) e attualmente ci sono gli Eurofighter. Forse quindi prima di prendere casa nel suo paesino di 30.000 abitanti, che come è stato scritto sopra sicuramente trae un beneficio economico dalla presenza della base, sarebbe stato opportuno fare una valutazione non solamente basata sul costo ma anche sulla posizione dell’abitazione.

              • x Rosangela : se vi ha fatto comodo acquistare una casa ad 1 km di distanza dall’aeroporto (per pagarla meno) non e’ di certo colpa dell’Aeronautica Militare……….

                • Io lavoro all’aeroporto di Ancona/Falconara che come si sa è adiacente la Raffineria api a pochi centinaia di metri dal dal sentiero di atterraggio( vedi google maps)…, ora quando la raffineria si è estesa secondo voi in che direzione si è sviluppata verso il mare o verso nord?
                  Eh no proprio verso il sentiero di atterraggio e anche qui come immaginate solite polemiche…gli aerei passanoo sopra la raffineria ed anche in questo l’aeroporto esisteva già.
                  Sig. Rosangela…vorrei tanto leggere i suoi commenti sul sito delle ferrovie riguardo all’incidente di viareggio e li è stata davvero una strage…ovvio lo dico in modo ironico ma il concetto è lo stesso se non vuoi che un treno ti entri in casa non la comperi a fianco i binari..se non vuoi che gli aerei ti spacchino i timpani non prendi casa ad km da un aeroporto…e che cavolo!

                  • Comunque circa mezz’ora fa due Tornado a bassa quota su Senigallia esattamente sopra casa mia…probabilmente del
                    6 ho appena intravisto lo stemma sulla deriva perchè andavano abbastanza…continuate così ragazzi per i vostri colleghi!

                    • Ragazzi ma quel manuale del tornado si trova da scaricare senza pagarlo?
                      Non che costi una cifra però….

                    • sergio merli

                      Una domanda per esperti del settore
                      ho visto da google maps 2 linee alta tensione nella zona dell’impatto
                      Secondo Voi possono aver contribuito a generare l’incidente o essere la concausa del tragico epilogo?
                      nei primi giorni di ricerche ho visto in un servizio televisivo del TG un cavo tranciato ma poi, più nessuna notizia di queste linee elettriche
                      grazie per le risposte
                      Sergio

                    • FromTheSkies

                      Come spiegavo nell’articolo, le esercitazioni a “bassa quota” su quella zona sono effettuate a 1000 ft, ovvero 300 metri.
                      Stando alle dichiarazioni dei testimoni oculari (parlo di quelli più attendibili, non quelli che hanno visto gli ufo) i due Tornado si sono scontrati ad una quota pari o superiore a 1000 ft incrociando due traiettorie ortogonali.
                      Se così fosse (lo sapremo solo al termine delle indagini), i cavi dell’alta tensione potrebbero essere stati tranciati solo in seguito alla collisione, ovvero i rottami potrebbero aver impattato la linea elettrica…

                    • Ti metto un paio di foto dalle quali è abbastanza facile dedurre che i due aerei stessero rispettando le quote, le colline che vedi che sono i comuni di tronzano e poggio anzu sono circa a 400 mt sul livello del mare quindi ad occhio gli aerei erano sui 600, quindi sui 1200 piedi ( il minimo e di 1000 per tutti i voli in vfr ma i militari possono scendere fino a 500 (250 mt ) su determinate zone ma non mi pare questo il caso.
                      Insomma pur nella sua tragicità quella foto dimostra che non stessero volando a quota alberi come detto da alcuni per cui è altrettando verosimile che le linee dellalta tensione siano state tranciate dai resti degli aerei ( vedi seconda foto).
                      Almeno io traggo queste impressioni dalle foto…

                    • scusate ma non m inserisce le foto…perchè?

                    • FromTheSkies

                      io le vedo, chiudi la pagina e riaprila

                    • Si infatti, scusate il casino

              • se 2 aerei cadono credo assurdo di 2 anomalie ai motori di ambo i caccia…

      • testimonianze di persone a me vicine mi hanno riferito che nei centri abitati limitrofi come san benedetto si sono spaventate x la bassa quota dei tornado.io sono perito aeronautico e lavoro nel settore ma nn mi considero un esperto,ad ogni modo è palese che l’ errore sia umano e poteva costare la vita a molti civili.mi madre era 1-2 km dal luogo dello schianto.pace all anima loro ma sono d accordo con chi considera la vita di un pilota mil. uguale a quella di un manovale.

    • ma come si fa ad essere così ignoranti???

  14. Tra le varie inesattezze presenti spicca la velocità del Tornado…questo velivolo raggiunge a “tutta canna” ad una quota di circa 22 mila piedi mach 1.3 ! E non gli ottimistici e solo sulle riviste riportati 1.9.

    • FromTheSkies

      Come immagino già sai, la velocità di mach è influenzata dalla quota.

      1 mach a livello del mare corrisponde a circa 1220 km/h, mentre a 40.000 ft corrisponde a circa 1050 km/h

      Nella scheda tecnica del Tornado presente sul sito dell’Aeronautica Militare è riportato che la “velocità massima a bassa quota circa 1.480 km/h (1,2 mach)”

      1480 km/h sul livello del mare corrispondono a 1,2 mach
      1480 km/h a 20.000ft corrispondono a 1,3 mach
      1480 km/h a 40.000 ft corrispondono a 1,4 mach

      Nell’articolo è scritto che TEORICAMENTE il Tornado può raggiungere 2330 km/h in quota e 1480 km/h a bassa quota, sappiamo che queste velocità sono influenzate da variabili come quota, carico (es armamenti, pod..), kg carburante…

      Per evitare equivoci ho adeguato i valori con quelli presenti sul sito dell’AM.

      Se hai riscontrato “varie” inesattezze nei dati riportati nell’articolo ti chiedo la cortesia di segnalari per poterli correggere, grazie.

  15. Ho letto con attenzione e mi complimento per quanto esposto nell’articolo. Io ho solo sfiorato il sogno che quei ragazzi avevano invece realizzato e l’unico pensiero va a loro e alle loro famiglie.

  16. Buongiorno a tutti , mi complimento prima di tutto con gli autori del post che fa chiarezza su come operano i Tornado e gli altri velivoli militari che devono volare a bassa quota per compiti addestrativi ( e non per divertirsi come sembra pensare qualcuno) che risalgono alla difesa nazonale e alla partecipazione alle attività internazionali decise dal Parlamento. Proprio perchè è scritto cosi bene il post merita di essere preciso fino in fondo e pertanto mi permetto di evidenziare alcune inesattezze (di certo involontarie) che vanno in un verso solo: enfatizzare il ruolo del pilota e minizzare le attività e l’importanza del navigatore. Mi spiego meglio con esempi, non è vero che …” il navigatore…. si occupa dei sistemi d’arma e di puntamento”. Il navigatore svolge anche questi compiti, ma oltre a quello impiega il sistema di navigazione del velivolo e gestisce il radar di navigazione che in certe condizioni è essenziale per la sopravvivenza stessa dell’aereo. Il navigatore è l’unico dei due che può impiegare il complesso e vitale sistema di difesa elettronica del Tornado ed è lui che, vista la complessità dell’intervento, identifica le minacce elettroniche e stabilisce come contrastarle. Il navigatore seleziona l’armamento offensivo del velivolo (il motivo ultimo per cui il Tornado va in volo!) e, senza le sue selezioni, il pilota non può svolgere la missione. Questo ultiam afermazione è ancor più calzante con gli armamenti intelligenti quali missili “Harm” e Storm Shadow. Fa sorridere ancora di più la frase “… Il pilota pianifica la missione utilizzando….”. Chi pianifica la missione Tornado è l’equipaggio (sostantivo che pare sconosciuto all’estensore soprattutto nella sua accezione più profonda che chi ha volato il Tornado conosce bene). E’ il navigatore che usa il sistema di pianificazione della missione e con i pilota stabilisce punti di virata e velocità da mantenere, modalità dell’attacco, alternati, etc. carica il programma della missione sul computer centrale del Tornado e ne verifica la correttezza. Ma l’aspetto più eclatante di questa svista è l’aver dimenticato di dire che il navigatore assiste il pilota in ogni fase del volo, collabora con lui per la sicurezza del velivolo, controlla le configurazioni del velivolo nelle varie fasi più delicate (decollo atterraggio, volo manovrato , combattimento, volo in formazione, rifornimento in volo). Posso dire che non sono pochi i piloti Tornado che hanno confessato come in certe situazioni la presenza e l’intrevento del navigatore abbia fatto la differenza…Suggerirei di modificare al più presto il testo utilizzando molto più il termine equipaggio ed integrando adeguatamente la descrizione dei ruoli a bordo. Un pensiero affettuoso ai nostri 4 giovani Aviaotori.

    • FromTheSkies

      Grazie per il prezioso e dettagliato contributo. Commenti come questi sono molto utili.

      Il mio obiettivo non era certo quello di enfatizzare il ruolo del pilota a discapito del navigatore, mi dispiace se ho dato questa impressione.

      L’obiettivo principale era quello di far capire a “tutti” che i voli a bassa quota non sono “giochi di guerra” in cui gli equipaggi si divertono a sorvolare la testa degli italiani per divertimento e senza regole.

      Provvederò ad aggiornare l’articolo con i dettagli che ha fornito, nel caso in cui volesse aggiungere altro può contattarmi anche via mail: fromtheskies[at]gmail.com

  17. Ti faccio i miei
    complimenti per l’articolo fatto! Davvero tecnico, tra tanta immondizia
    circolata sul web da parte di giornalettisti che non sanno far altro che
    scrivere notizie false ed ingiuriose nei confronti di chi è perito per un
    giuramento ad una patria, alla quale appartengono anche delle merde (chiedo
    scusa alla merda perché è più utile di questi esseri viventi) che senza sapere
    nulla e con mala fede, sono pronti a criticare i caduti senza alcun rispetto,
    come se fossero stati dei delinquenti che violano tutto per il “presunto” gioco
    di guerra che avrebbero fatto mettendo a rischio la popolazione…

    Non ho parole per
    descrivere il dolore che provo per la morte di questi 4 militari tragicamente
    strappati agli affetti dei loro famigliari ed amici, 2 velivoli e milioni spesi
    in addestramento, sfumati in un istante.

    Da quanto appreso nei vari articoli circolati nel web, ho letto che “…erano partiti dalla base di Ghedi, per dirigersi verso un’area destinata all’addestramento, tra le città di Perugia, L’Aquila e Rieti. Un corridoio autorizzato però dalle 14 alle 15.30 e dalle 18.30 alle 19.30. I mezzi sono invece decollati pochi minuti prima del termine del primo intervallo
    orario, rispettivamente alle 15.22 e alle 15.27” da http://www.giornalettismo.com/archives/1586369/scontro-tornado-mistero-sparirono-dai-radar-prima-dellimpatto/

    Prima domanda cosa ci facevano ad Ascoli, fuori dal perimetro autorizzato per l’esercitazione a bassa quota?

    Si può pensare che siano stati mandati in volo tardi perché un velivolo o entrambi avevano avuto alcuni problemi tecnici, risolti (o presunti) i quali, siano stati comandanti
    in volo in quota per attendere la seconda fascia oraria?
    Oppure che, considerato che il Reparto è impiegabile anche in voli di ricognizione, non è che il PVG sia stato cambiato strada facendo e programmata una missione recon, magari di un finto bersaglio al suolo senza comunicare niente all’ENAV ed al Coa?

    E qui una domanda forte, in caso di avvistamento radar, da parte della rete nazionale, di un eventuale O V N I, ma data la prossimità degli stessi alla zona segnalata
    perché in volo di transito anziché far decollare i reparti dotati di
    Eurofighter, potrebbero essere stati chiamati ad andare a verificare il
    predetto, obbligandoli a scendere a quelle quote, non previste come zone dedite ai
    voli militari BQ, come si evince dalle mappe messe da te a disposizione?

    Desumo che se oltre al radar anche il trasponder non trasmette oltre le montagne, nè il Responsabile dell’Addestramento, nè il COA o l’ENAV può intervenire in tempo reale, se non conosce, quota velocità, direzione dei velivoli. Quindi a bassa quota tra le montagne ti puoi fidare solo del tuo occhio, non avendo a disposizione alcuno strumento d’aiuto
    alla navigazione. Di qui l’aumento di probabilità di collidere perpendicolarmente con un altro velivolo….se si è nella stessa zona ed alle stesse quote!

    Infine una domanda sui nostri velivoli: i Navigatori dei nostri Tornado
    hanno i comandi di volo (in caso muoia o sia ferito il pilota) oppure quel
    joystick centrale che ho visto su una foto serve per gestire gli armamenti?

    Grazie,
    Bigans

    • Ti ringrazio per i complimenti!

      Rispondo alle tue domande facendo una premessa: non sono un “esperto” ne tantomeno un pilota o navigatore (o ex) dell’Aeronautica Militare, pertanto posso risponderti solo in base alle mie limitate conoscenze, nella speranza che qualcuno più informato di noi chiarisca i tuoi dubbi

      1) corridoio autorizzato dalle 14 alle 15.30 e dalle 18.30 alle 19.30, decollo effettuato alle 15:25 ca.:
      non so dirti se questi corridoi sono stati autorizzati effettivamente in quegli orari e come funziona la gestione degli slot, però rileggendo il manuale di Traffico Aereo Operativo (trovi il link alla fine dell’articolo) emerge che:

      “Qualora il decollo non possa essere effettuato entro i 30’ successivi all’EOBT (Estimated Off Block Time) per motivi non inerenti il traffico aereo, il Reparto di Volo deve:
      a. per missioni IOAT/VOAT: cancellare ed eventualmente riprogrammare le missioni;
      b. per missioni BOAT: comunicare il ritardo previsto ai fini di una rivalutazione da parte del COFA/CO. […]

      allo scadere dell’eventuale slot assegnato, le missioni, anche se decollate con ritardo, dovranno lasciare la zona a meno, ove praticabile, di una richiesta di proroga della scadenza dello slot. I voli OAT che interessano invece una zona BOAT o una Area Tattica, durante una navigazione BBQ, devono comunicare al SCC/AM competente gli orari d’ingresso e d’uscita dalla zona, direttamente oppure tramite gli Enti D.A. da cui stanno ricevendo assistenza.”

      2) cosa ha causato il ritardo nel decollo? non saprei… quelle indicate da te sono tutte ipotesi percorribili…

      3) oggetto volante non identificato:
      i Tornado erano in quella zona per eseguire un volo di tipo BOAT/BQ, mentre i voli di tipo SAT (Security Air Traffic) – eseguiti per esigenze di Difesa Aerea Nazionale – sono operati dagli Eurofighter di Grosseto, Gioia del Colle e Trapani. Non penso che i Tornado siano stati “dirottati” ad eseguire una missione di tipo SAT anche perchè l’addestramento dell’equipaggio e le prestazioni delle macchine non consentirebbero una missione di questo tipo.

      Inoltre aggiungo una precisazione sulle mappe: la prima immagine indica i flussi di bassa quota, ovvero nei giorni pari gli aerei militari impegnati in voli BQ seguono le direzioni indicate dalle frecce nere, nei giorni dispari seguono le frecce rosse, ciò serve a garantire una corretta gestione del traffico militare. I velivoli militari (ad ala fissa) possono sorvolare la penisola ad una quota di 1000 ft, al di fuori degli spazi aerei di classe “A”, “C”, “D” ed “E”, delle TMA, delle ATZ e dei circuiti di traffico di aeroporto. Gli sconfinamenti devono essere autorizzati.

      La seconda immagine invece mostra le zone denominate “Aree Tattiche” dove è consentito volare ad una quota di 500 ft.

      3) see and avoid:
      tutti i voli BOAT vengono eseguiti in base alle regole del “volo a vista” VFR, quindi in base al protocollo “see and avoid”, ovvero vedi ed evita il traffico a rischio di collisione. Gli equipaggi sono comunque assistiti dal servizio del traffico aereo. Sempre riprendendo il manuale Traffico Aereo Operativo: ” l’onere di fornire i Servizi del Traffico Aereo, spetta, all’amministrazione (AM o ENAV) cui è attribuita la responsabilità dello spazio aereo in cui il volo OAT opera. […] Il Servizio di Controllo del Traffico Aereo, con l’inclusione della “Traffic Information” e della “Traffic Avoidance Advice”, viene fornito ai voli OAT per assolvere gli stessi obiettivi formulati per il Traffico Aereo Generale riportati nell’Annesso 11 dell’ICAO.
      Alle forme di controllo tradizionale si affiancano le operazioni svolte dal COFA/CO a livello strategico (adozione di criteri di separazione tra attività OAT, definizione di procedure e precedenze) ed a livello pre-tattico (sequenziamento missioni, ecc…) che pure sono una forma di controllo aerotattico.”

      Prima di andare in volo gli equipaggi consegnano i piani di volo al COA, che ha il compito di valutare e approvare ciascuna missione BOAT. Le rotte vengono esaminate e autorizzate.

      4) doppi comandi:
      i Tornado non hanno i doppi comandi. Solo il pilota, seduto nel posto anteriore, può condurre il mezzo, sia perchè solo lui ha a disposizione i comandi di volo sia perchè solo lui è abilitato a farlo. Se, per assurdo, un navigatore si sedesse sul posto anteriore del Tornado non potrebbe pilotarlo perchè non abilitato ne autorizzato (ne ha studiato per farlo).
      C’è una versione del Tornado a doppi comandi, la versione “trainer”, utilizzata per addestrare i neo-piloti di Tornado. Nel posto posteriore sono presenti i comandi di volo. Solo l’istruttore è autorizzato a utilizzare i comandi di volo dal posto posteriore del Tornado “trainer”.

      Spero di aver risposto a tutte le tue domande, soprattutto spero di averlo fatto nella maniera corretta. Comunque, se sei interessato ad ulteriori approfondimenti, ti consiglio di leggere il manuale Traffico Aereo Operativo, trovi molti dettagli interessanti.

  18. Gent Sig Rosangela
    Io sono uno di quelli che a Gioiacolle cè stato sette anni,quando la Brigata Missili fu smantellata,la popolazione Gioiese protestò per la mancanza improvvisa di molte persone che abitando e spendendo i loro stipendi in loco contribuivano all’economia locale efficacemente in quanto a quei tempi le risorse economiche della zona erano in maggioranza agricole.Fui tra i primi che arrivarono trasferito con il XII°Gruppo Caccia da Grosseto (Settembre 1962) nella Sua cittadina con la mia famiglia,e ovviamente vivevo a “Sciò” come simpaticamente dite in dialetto.Poi arrivò il 156°Gruppo da Ghedi.Pertanto la questione economica per la zona continuò fino ad oggi.Ricordo con piacere quel periodo,noi avevamo gli F-86 K e gli F-84 F che di rumore ne facevano anzichenò,oltretutto si volava molto giorno e notte.Non mi risulta che la popolazione si lamentasse per il rumore o fastidi di vario genere;molti dei nostri ragazzi si sono “accasati” a Gioia integrandosi perfettamente.Pertanto spenda un ricordo memore per quattro Splendidi Ragazzi che stavano facendo il loro dovere di Cittadini Italiani in un mestiere serio,non stavano giocando,e lasci stare il rumore,anche mio figlio lo sentiva,ma ci era abituato,abitavamo dalle parti di Piazza Pinto,la Base è vicinissima.Con assoluto rispetto………un vecchio aviatore nostalgico e rattistito che esprime alle Famiglie dei ragazzi caduti tanta vicinanza.

  19. io lavoro a 5 km di distanza dal luogo dello scontro, in pieno centro abitato di Ascoli. abbiamo sentito il botto dal nostro negozio.
    I tornado volavano secondo le regole? ok. evidentemente queste regole sono SBAGLIATE.
    io so solo che quella esercitazione è stata un attentato alla vita di un intera città. 5 km li avrebbero percorsi in meno di un secondo, e per qualsiasi altro problema o avaria, i 2 aerei potevano schiantarsi in pieno centro e fare una strage. bello sapere che hanno il permesso di esercitarsi sopra le nostre teste e di farci rischiare la vita

    • Lei afferma che:
      – 5 km li avrebbero percorsi in meno di un secondo…lei per caso è al corrente a che velocità stessero volando in quel momento? per percorrere 1 km in un secondo bisogna viaggiare a 3600 km/h, per percorrenre 5 come afferma lei i tornado avrebbero dovuto volare a 3600 km/h x 5….18000 km/h….!!!!!!!!

      – i due aere potevano schiantarsi sulla città-
      perchè lei per caso è in possesso dei piani di volo per cui è a conoscenza delle traiettorie che avrebbero percorso due aerei?

      Non ha pensato che magari non sono caduti sulla città proprio perchè volavano nella zona prevista…nel momento sbagliato ma comunque nela zona loro dedicata per quei voli, e quella zona lo è glielo assicuro!
      Lei ha la vaga idea di quan ti aerei civili volano sopra la sua testa anche in questo momento e se uno di essi cadesse sopra la città? Ah già però quelli fanno comodo per andare in vacanza…

      Capisco la vosta paura però cercate di non scrivere cose non vere e sopratutto coerenti e veritiere, il vostro pensero verrà sicuramnete rispettato di più. premesso che lo sia ugualmente.

      • Salve a tutti,
        ci sono aggiornamenti sulle cause dell’incidente ?

        • Infatti dal giorno del funerale non si è ne saputo ne letto nulla,,,

          • Non ci sono aggiornamenti, ed è “normale” che non se ne sappia nulla fino a quando non termineranno le indagini.

            Vi riporto queste dichiarazioni dell’ex capo di stato maggiore Leonardo Tricarico che sono state pubblicate sul Corriere della Sera (2 ottobre), penso si tratti di una sua ipotesi personale sull’incidente, nulla di ufficiale

            http://www.corriere.it/cronache/14_ottobre_02/stessa-missione-identico-obiettivo-tornado-volarono-la-morte-7a353e00-4a5a-11e4-9fe4-a545a65e6beb.shtml

            “Il pilota di uno dei due Tornado che si scontrarono in volo il 19 agosto scorso nei cieli di Ascoli Piceno era concentrato sull’obiettivo da colpire. Non si accorse che stava arrivando l’altro velivolo. Lo schianto fu inevitabile”

            “Il primo velivolo – spiega il generale Tricarico – raggiunse l’area prestabilita, colpì il target a lui assegnato, poi virò con l’intenzione di tornare indietro e puntare di nuovo contro lo stesso obiettivo. Il pilota teneva l’occhio fisso proprio sul punto da colpire e non si accorse che stava arrivando alla stessa quota il secondo velivolo concentrato anch’esso sul medesimo obiettivo”

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