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Saluto al Breguet P-1150 Atlantic e presentazione del P-72A

Breguet BR-1150 Atlantic

Approfondimento: Breguet BR-1150 Atlantic

27 giugno 2017: il Velivolo “Breguet BR-1150 Atlantic (P-1150A)” del 41° Stormo Antisom dell’Aeronautica Militare (AM) compie 45 anni. Seppur datato e vicino alla dismissione, l’Atlantic – il velivolo più “anziano” dell’AM – con le sue ben oltre 250 mila ore di volo alle spalle, continua a rappresentare un binomio di operatività ed efficacia e, per chi su esso ed attorno ad esso ha volato e lavorato, straordinario fascino, ammirazione e gratitudine. Sentimenti intensi per un velivolo che lascia un segno indelebile perché campione di affidabilità e di sicurezza in primis, primatista riconosciuto di capacità operatività ed efficacia, tuttora senza rivali in grado di scalfirne il titolo di primo e unico velivolo concepito, progettato ed impiegato esclusivamente per l’attività “Antisom”.

Un velivolo che opera con un equipaggio molto numeroso di ben 13 unità, con la peculiarità unica di essere formato da ufficiali piloti e sottufficiali operatori di bordo appartenenti sia all’Aeronautica che alla Marina Militare, dove il concetto stesso di equipaggio è stato portato alle estreme conseguenze in termini di operatività, capacità, sicurezza, cameratismo, spirito di gruppo, amicizia e rispetto reciproco grazie all’esclusiva formula degli “equipaggi fissi” dove si vola stabilmente insieme operando in un ambiente sostanzialmente analogico. Requisiti, questi, tutti necessari ad ottimizzare l’autonomia e la durata delle missioni più lunghe di ogni altro velivolo del genere, solitamente di circa 12 ore. Il record di permanenza in volo dell’Atlantic è stato di 19 ore e 20 minuti ininterrotti e senza alcun tipo rifornimento.

45 anni di attività caratterizzata non solo dal continuo incedere lento e pacifico sulle acque del mediterraneo a difesa dei nostri confini nazionali ma anche da tantissime missioni internazionali svolge puntualmente lì dove ne è stata richiesta la presenza. Così la coccarda Tricolore è stata portata soventemente in tutte le edizioni delle maggiori esercitazioni internazionali NATO e non: dalla Dawn Patrol del 1973 alla Dynamic Manta dei giorni nostri, passando per le varie Display Determination, Dog Fish, Vento Caldo, Daily Double, Mare Aperto, Tridente, Deterrent Force, Passex, Storm Two, Fleetex, Sharp Guard, Destined Glory, Tapoon e tantissime altre. Ha toccato metà prestigiose quali il Polo Nord nel 1997, tutti principali Aeroporti militari Europei fino all’Islanda e ancora suggestive mete transoceaniche e mondiali in generale (India, Marocco, Canada, Egitto, USA, Libano, Emirati Arabi, etc).

Non ultima, l’attività che ha assicurato il supporto SAR oceanico al velivolo F-35, durante il volo di trasferimento al Pilot Training Center di Luke-Arizona negli USA. Nell’occasione, l’Atlantic, decollato il giorno 20 settembre 2016 dall’Aeroporto siciliano alla volta di Portsmouth (USA), ha percorso circa 8000 miglia e volato per più di 30 ore totali.

Da qualche anno è già iniziata per il 41° Stormo la fase di transizione al nuovo sistema d’arma: il velivolo ATR-72 nella versione militarizzata “maritime patrol” P-72A, giunto a Sigonella il 25 novembre 2016. Al “Giardini Naxos Air Show 2017”, la prima occasione ufficiale che ha visto volare insieme i due velivoli. Il primo, l’Atlantic, esempio di affidabilità per i suoi ben 45 anni di attività lungo le coste mediterranee, che entro la fine dell’anno in corso passerà il testimone al moderno P-72A.

Il 41° Stormo è l’unico Reparto dell’Aeronautica Militare dotato di “Atlantic”.

L’Atlantic è un biturboelica da pattugliamento “ognitempo” prodotto in Europa e destinato principalmente alla scoperta, al tracciamento e alla distruzione dei sottomarini e secondariamente alla ricognizione marittima in generale. E’ in grado di svolgere sia le missioni legate alla lotta antisommergibile sia quelle relative alla sorveglianza di superficie. Ulteriori impieghi sono la ricerca e il soccorso, la sorveglianza marittima di superficie, la ricognizione fotografica ed elettronica, la posa di mine ed il trasporto. Fu scelto dopo un’attenta e prolungata selezione di diversi aeromobili della stessa specialità, in virtù della sua larga dotazione di strumenti di navigazione, di scoperta e localizzazione di sommergibili naviganti in immersione, il velivolo si dimostrò subito all’optimum delle tecniche più moderne in materia ed il suo armamento il più efficace fra quelli disponibili perché in grado di condurre autonomamente ricerche sistematiche su tutta l’area del Mediterraneo.

L’attitudine dell’Atlantic ad operare autonomamente o in supporto a Forze aeronavali complesse ha consentito – in modo naturale – di adattarsi e rendersi disponibile a diverse tipologie di impiego al variare dello scenario internazionale. Così, pur mantenendo tutte le proprie peculiarità e capacità, nel tempo, è passato da un’attività prevalentemente antisommergibili e antinave, tipica della “guerra fredda”, ad un’attività di controllo del traffico mercantile, di pattugliamento e di ricognizione ottica ed elettronica delle aree d’interesse, anche nell’ambito delle operazioni contro il terrorismo internazionale, nonché anche ad un’attività volta al controllo dei flussi d’immigrazione clandestina dai quadranti meridionali del mediterraneo, garantendo giornalmente la copertura di ampie zone di mare d’interesse, consentendo la tempestiva localizzazione dei profughi in mare e l’allertamento degli organi preposti e garantendo al contempo un costante e pronto intervento SAR (ricerca e soccorso) in caso di sinistro marittimo e naufragio degli stessi. Tutto questo è da ascriversi unicamente alle capacità peculiari del velivolo Atlantic in termini di autonomia, attitudine al volo a bassissima quota e disponibilità di molteplici sensori e apparati di comunicazione che gli permettono di pattugliare agevolmente aree molto vaste altrimenti non esplorabili se non con l’impiego di numerosi altri mezzi navali ed aerei.

Il primo dei 18 “Atlantic” destinati ai Reparti Antisom fu consegnato all’88° Gruppo Volo del 41° Stormo, a Tolosa in Francia, il 28 giugno 1972. Lo stesso giorno, dopo una tappa a Nimes sempre in Francia, volò a Sigonella dove, esattamente alle ore 16,25 tocco per la prima volta la pista dell’Aeroporto siciliano. Di questi 18 velivoli, 9 andarono in dotazione al 41° Stormo e 9 al 30° Stormo di Cagliari Elmas. Il 1° agosto 2002, con lo scioglimento del 30° Stormo, la Componente è stata accorpata nell’ambito del 41° Stormo.

Grazie all’attività svolta a mezzo dell’Atlantic, il 28 marzo 2007, il Presidente della Repubblica ha appuntato sulla Bandiera di Guerra del 41° Stormo Antisom la Medaglia d’Argento al Merito Civile quale riconoscimento per la meritoria ed incessante opera a protezione dei traffici marittimi e della ricerca e soccorso di profughi e naufraghi nell’area mediterranea. Quest’ultima Medaglia si è aggiunta alle precedenti due al Valor Militare (del 1940 e 1940-41) facendo diventare la Bandiera del 41° Stormo una delle più decorate dell’AM ed unica nel suo genere ad aver ricevuto onorificenze nelle sue tre diverse specialità di Bombardiere, Intercettore ed Antisom.

Il velivolo Atlantic, che lascia la linea volo dell’Aeronautica dopo 45 anni di servizio e oltre 250.000 ore di volo,  ha preso parte a tutte le recenti operazioni di sorveglianza marittima nazionale nel Mar Mediterraneo, quali “Mare Nostrum” e “Mare Sicuro” grazie al quotidiano lavoro di equipaggi di volo misti composti da appartenenti alla Marina Militare e all’Aeronautica Militare.

 

P-72A

 

Approfondimento: P-72A

Il “P-72A” del 41° Stormo Antisom dell’Aeronautica Militare di Sigonella nasce come soluzione ad interim nel campo del pattugliamento marittimo a lungo raggio. Il velivolo, con caratteristiche “ognitempo” e capacità “multiruolo”, grazie ad un’avanzatissima suite di sensori, è in grado di assolvere molteplici tipologie di missioni: dal pattugliamento marittimo, alla ricerca e soccorso in mare (SAR), alla ricognizione elettronica, alle attività d’intelligence con sensori radar-ottici e al supporto aereo a truppe di terra. Il velivolo è basato sulla cellula dell’aereo civile ATR 72-600, noto turboelica prodotto da Leonardo, ex Finmeccanica e Alenia. Alla fine del 2012 la Marina ha richiesto un totale aggiornamento dei sistemi di comunicazione del velivolo per garantirne la compatibilità con l’architettura C4S di della Difesa.

L’equipaggio è formato da ufficiali piloti e sottufficiali operatori di bordo che appartengono all’Aeronautica Militare e alla Marina Militare. Questa è una caratteristica tipica del 41° Stormo che mantiene, quindi, una veste tipicamente interforze attraverso un connubio tra due Componenti (AM e MM) perfettamente integrate, che nei 45 anni di storia del velivolo Atlantic ha dato risultati eccellenti. Il sistema d’arma può essere impiegato per la difesa degli interessi nazionali in missioni di nel pattugliamento marittimo, di ricerca e soccorso in mare (SAR), di ricognizione elettronica e di attività d’intelligence.

Il velivolo è in grado di effettuare la ricerca, l’acquisizione di informazioni (obiettivi, situazione geografica, meteorologica, posizione di contatti) sia mediante l’osservazione diretta, sia attraverso sistemi elettronici per la scoperta, la localizzazione, il riconoscimento, la classificazione, il tracciamento e l’identificazione di contatti di superficie. A gestire queste funzioni è il sistema ATOS che integra i diversi sensori di bordo, gestiti da 4 consolle multifunzionali, attraverso: – un radar a scansione elettronica, per la localizzazione ed il tracciamento di contatti di superficie ed aerei, anche di piccole dimensioni;
– una torretta elettro-ottica, con capacità ognitempo di scoperta e tracciamento di contatti;
– capacità per l’identificazione e l’analisi in tempo reale a bordo del velivolo stesso delle emissioni elettromagnetiche presenti nell’area di operazioni;
– capacità di trasmettere informazioni in tempo reale a mezzo di un sistema di comunicazioni satellitari;
– elevata capacità di comunicazione e trasmissione dei dati anche attraverso i propri sistemi integrati.

Il velivolo è, altresì, dotato di una suite di auto-protezione con la possibilità di impiego anche in territorio ostile.

L’assetto prevede, oltre al personale navigante, l’impiego di figure di altissima specializzazione in grado di gestire sia il sistema di missione che la suite di sensori legati all’autodifesa ed allo sgancio dei dispositivi di ricerca e soccorso SAR.

In conclusione, il P-72A è un velivolo multiruolo, in grado di svolgere un’elevata tipologia di missioni. Le caratteristiche principali sono, dunque, la versatilità, la rapidità d’intervento, la possibilità di rischieramento, la capacità di condivisione in tempo reale dei dati acquisiti e l’affidabilità, che ne fanno un Sistema d’Arma all’avanguardia in grado di svolgere efficacemente tutte le missioni assegnate. E’ in grado di operare efficacemente sul mare a bassa e media quota, anche in vicinanza della costa, a varie latitudini, con fattori climatici anche considerevolmente differenti, indipendentemente dalle condizioni di luce (H24) ed in condizioni meteorologiche marginali nell’assolvimento delle funzioni capacitive di sorveglianza marittima ed elettronica, di concorso con altre Istituzioni dello Stato e alla ricerca e soccorso per la salvaguardia della vita umana.

Il velivolo P-72A è giunto a Sigonella il 25 novembre 2016. Durante il recente G7 di Taormina è stato impiegato nella sua prima missione operativa in supporto ad altri assetti della Difesa a salvaguarda della sicurezza della collettività e dei partecipanti all’evento. Il 41° Stormo di Sigonella è l’unico Reparto dell’Aeronautica Militare dotato di P-72A.

Il P-72A, realizzato da Leonardo, è un pattugliatore marittimo ognitempo, sviluppato dall’ATR72-600 per il mercato civile e poi modificato con apparati e sensori specifici per assolvere i suoi compiti in ambito militare e rappresenta una soluzione ad interim finalizzata a coprire il gap capacitivo fino al momento in cui ci si potrà dotare di un Long Range Maritime Patrol Aircarft che abbia anche capacità ASW (Anti-Submarine Warfare).  Il nuovo assetto è già stato messo alla prova, fornendo il proprio contributo in occasione del G7 di Taormina a maggio. Come il suo predecessore, è assegnato all’Aeronautica Militare ed impiegato dalla Marina Militare: a bordo equipaggi misti delle due Forze Armate operano in piena sintonia interforze, consolidata in quasi cinquant’anni di attività operativa sull’Atlantic. Le potenziate capacità di scoperta, l’autonomia prolungata e l’attitudine al volo a bassissima quota del nuovo assetto lo rendono fondamentale per il pattugliamento e la sorveglianza dei teatri operativi e per la sicurezza del territorio nazionale, così come per le missioni di ricerca e soccorso per la salvaguardia della vita umana in mare. La capacità net-centrica del P-72A contribuisce, infine, a creare una capacità di sorveglianza persistente a supporto delle esigenze di sicurezza e difesa del Paese.

Questa specificità rappresenta, sin dal 1965, un esempio di sinergia e cooperazione interforze tanto da ricevere il 28 marzo 2007, dal Presidente della Repubblica, la Medaglia d’Argento al Merito Civile quale riconoscimento per la meritoria ed incessante opera svolta dal Reparto nel periodo dal 1990 al 2005 a protezione dei traffici marittimi e della ricerca e soccorso di profughi e naufraghi nell’area mediterranea.

Testo: Ufficio Pubblica Informazione dell’Aeronautica Militare
Foto: @ItalianAirForce@AleniaAermacchi@ItalianNavy

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