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Le acrobazie a motore spento di Bob Hoover

 

Chi è Bob Hoover?

Tratto da “Vivere per volare” di Chuck Yeager

“Bob è semplicemente una leggenda vivente..
Pilota da guerra prima e poi assegnato alla sezione collaudi caccia alla base Wright.
Sopravvissuto a 20 incidenti gravi, tutti per guasti tecnici.
Una volta riuscì a tornare a Wright con motore fermo, rimbalzando con carrello sul tetto di un autocarro in movimento per riguadagnare quota e scavalcare lo steccato.
Gli piacevano gli scherzi..
Una volta si recò in un piccolo aeroclub di Dayton e si iscrisse ad un corso di lezioni di volo, tenuto da una bionda che non finiva più.
Quando venne il momento del decollo da solista, molti di noi andarono ad assistere alla scena.
Decollò, si levò sul campo, e poi picchiò dritto giù, fece un tonneau, mancando di un pelo gli hangar, si esibì in vari looping e viti, insomma ne combinò di tutti i colori.
La sua istruttrice nascose la faccia tra le mani e fu per svenire, ma quando ci vide li , tutti in divisa che ridevamo come matti, capì di essere stata presa in giro.”

“Nell’autunno del 1945 Hoover ed io cominciammo ad organizzare esibizioni aeree con i P80- shooting star.
Il pubblico non aveva mai visto un aviogetto.
La gente veniva a guardare l’aereo chiedendoci come facesse a volare senza elica.
Io facevo mettere un volontario dietro l’ugello con un foglio di giornale in fiamme.
Poi giravo l’accensione ed il motore s’accendeva.
La folla credeva veramente che fosse stato il volontario ad avviare il motore….”

“Un giorno decollai sull’aviogetto Bell P-59.
Era il mio secondo volo su quell’aereo e conoscevo appena le apparecchiature di bordo.
Improvvisamente un caccia ad elica P-38 venne in picchiata su di me.
Non potevo crederci!!.
Nessuno dei piloti collaudatori aveva mai ingaggiato un duello aereo, ma questo tipo sembrava ben deciso a battermi.
Frustai l’aviogetto e richiamai in una cabrata verticale, non mi rendevo conto di quello che stavo facendo, ragion per cui andai in stallo.
Io stavo cadendo in vite mentre quel maledetto P-38 s’avvitava verso l’alto; entrambi gli aerei erano senza controllo e passammo a non più di tre metri l’uno dall’altro.
Precipitammo entrambi , finchè a bassa quota, riprendemmo il controllo degli aerei.
I motori fumavano ed erano al massimo.
Finalmente lui disse: ‘Senti, è meglio che la piantiamo prima di romperci le chiappe’
Non sapevo chi fosse.
Atterrammo e mi avvicinai per conoscere quel tenente alto e smilzo.
Si chiamava Bob Hoover….”

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