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Gli Eurofighter dell’Aeronautica Militare impegnati nella Typhoon Flag 2026

Si è conclusa il 27 febbraio, presso l’Aeroporto di Trapani-Birgi, sede del 37° Stormo ”Cesare Toschi” , l’edizione 2026 della Typhoon Flag, principale esercitazione annuale della linea Eurofighter dell’Aeronautica Militare. L’attività ha riunito equipaggi, specialisti e staff provenienti dal 4° Stormo, 36° Stormo, 37° Stormo e 51° Stormo, i Reparti che assicurano la difesa dello spazio aereo nazionale e NATO con l’ Eurofighter F-2000. Grazie al personale dell’aeronautica Militare abbiamo potuto partecipare allo spotters day il 26 febbraio, di seguito il nostro resoconto.

Arrivati davanti all’aeroporto di buon mattino ritroviamo diversi amici e spotters, qualcuno anche da Malta, e ci imbarchiamo sul pullman che ci porta al briefing tenuto dal Generale Maurizio De Angelis.

L’esercitazione “Typhoon Flag” nasce per mettere a fattor comune assetti e personale e per sostenere il processo di standardizzazione operativa e manutentiva della linea Eurofighter. Pur operando lo stesso tipo di velivolo, ogni Stormo apporta procedure, esperienze, e soluzioni uniche sviluppate nell’attività quotidiana di sorveglianza e prontezza; l’esercitazione ha tra gli obiettivi la selezione delle best practices a livello di Stormo e il loro consolidamento in uno standard condiviso attraverso l’analisi delle lessons identified.

L’edizione 2026 ha avuto dimensioni più ampie rispetto al passato, con una struttura da Large Force Employment e scenari complessi, pianificati secondo metodologie aggiornate. Le missioni hanno incluso profili Defensive Counter Air (DCA) e Offensive Counter Air (OCA), Infiltration e No Fly Zone in con particolare attenzione alla gestione del dato tattico e allo scambio informativo via Link 16 (TADIL-J), che rappresenta il data link tattico standard NATO per lo scambio di tracce, identità, ordini e informazioni di targeting. In ambienti dove la superiorità aerea non è garantita, la qualità della pianificazione e la coerenza tra i pacchetti risultano determinanti. I partecipanti sono stati divisi in quattro teams, ed il Gen. De Angelis ricorda come il lavoro dei piloti non sia limitato allo svolgimento della missione di volo, ma includa mezza la mezza giornata precedente di briefing e la mezza giornata successiva di debriefing.

L’integrazione con la quinta generazione è stata assicurata dagli F-35 del 6° Stormo e del 32° Stormo, impiegati in chiave pienamente omnirole. La componente di comando e controllo ha visto il coinvolgimento del 14° Stormo con un G-550 CAEW e un KC-767 per il rifornimento in volo. Hanno inoltre partecipato la 46ª Brigata Aerea, il 41° Stormo, il 61° Stormo, il 15° Stormo e la componente AWACS della NATO.

Grazie al supporto del Poligono Interforze del Salto di Quirra è stato possibile addestrarsi contro minacce rappresentative degli scenari attuali: missili cruise, UAS ed guerra elettronica. L’impiego di droni bersaglio Mirach ha consentito di lavorare su profili realistici, mentre gli AACMI pods hanno garantito la ricostruzione oggettiva dei parametri di missione. Il Reparto Supporto Tecnico Operativo Guerra Elettronica (RESTOGE) ha svolto attività di analisi degli spettri elettromagnetici, e il 22° Gruppo Difesa Aerea e Missilistica Integrata (DAMI) ha operato come Control Unit attraverso la propria sala operativa.

Come evidenziato dal Colonnello Daniele Mastroberti, Comandante del 37° Stormo, la Typhoon Flag, si conferma quale momento addestrativo fondamentale per la ‘Comunità Eurofighter’, in quanto attraverso la condivisione delle conoscenze e delle esperienze, si incrementa il livello di preparazione della linea F-2000 e si consolidano le capacità di prontezza operativa, proiettabilità e deterrenza della Forza Armata.”

La scelta di mantenere l’attività su base esclusivamente nazionale ha favorito maggiore flessibilità nell’applicazione delle procedure e nella sperimentazione, con ricadute dirette sulla coerenza dottrinale della linea.

Terminato il briefing veniamo posizionati su un raccordo che ci consente di prendere i velivoli sia in rullaggio che in decollo. Assistiamo alle partenze di una missione di No Fly Zone, con quattro coppie di Eurofighter, e in attesa del ritorno visitiamo lo shop del 18°Gruppo, ricco di gadget e souvenir imperdibili. Veniamo riportati alla realtà dal rombo di una coppia di Eurofighter sull’aeroporto, invece che scapicollarci fino alla pista li attendiamo rullare, ottenendo scatti piuttosto suggestivi. Una volta rientrati in pista uno degli Eurofighter esegue una energica riattaccata, e assistiamo anche all’atterraggio del Gulfstream G550 CAEW.

 

Typhoon Flag 2026 conferma quindi un percorso già avviato: integrazione strutturata tra quarta e quinta generazione, centralità della pianificazione e della standardizzazione, tutti elementi che incidono direttamente sulla capacità di risposta e sulla prontezza operativa complessiva della linea F-2000.

Desideriamo ringraziare Aeronautica Militare per l’ospitalità, in particolare il Generale De Angelis, il Colonnello Mastroberti, e il Tenente Capuano.

Testo: Antonio Di Trapani

Foto: Antonio Di Trapani e Dario Cricchio

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