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A bordo della portaerei USS Ford per l’esercitazione Neptune Strike 2025

Abbiamo visitato la portaerei più avanzata del mondo durante una delle più importanti esercitazioni NATO

Neptune Strike 2025 è una delle attività di sorveglianza marittima avanzata (Enhanced Vigilance Activities) condotte dalla NATO nel corso di quest’anno.

Le “Enhanced Vigilance Activities” (eVA) sono una serie di attività addestrative finalizzate ad accrescere la prontezza e la capacità di risposta delle forze alleate in scenari di crisi, oltre rafforzare la deterrenza dell’Alleanza in determinate regioni. Attraverso pattugliamenti aerei, sorveglianza marittima ed esercitazioni terrestri, queste attività servono a migliorare l’integrazione tra le difese degli Stati membri e favorirne l’interoperabilità. L’anno scorso avevamo documentato la precedente edizione di questa esercitazione.

All’esercitazione hanno partecipato 15 paesi: Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lituania, Norvegia, Polonia, Romania, Spagna, Slovacchia, Regno Unito e Stati Uniti, più contributi di altre nazioni. Impiegate 8 unità navali di superficie (Spagna, USA) e numerosi velivoli di 4ª/5ª generazione nel Baltico, Mediterraneo e Mar Nero.

Gli obiettivi principali di questa esercitazione sono:

  • Mantenere la libertà di navigazione e manovra nelle aree operative della NATO
  • Proteggere i nodi marittimi strategici
  • Condurre deterrenza e vigilanza avanzata
  • Accrescere l’interoperabilità multi-dominio
  • Dimostrare capacità di operazioni multi-dominio su scala europea

L’esercitazione è comandata da STRIKFORNATO (Naval Striking and Support Forces NATO), con sede a Oeiras (Portogallo), sotto il comando del Vice Ammiraglio Jeffrey T. Anderson dell’US Navy, anche Comandante della Sesta Flotta con quartier generale a Napoli.

La prima fase della Neptune Strike 25-2, iniziata il 26 giugno, ha visto la partecipazione dello Spanish Expeditionary Combat Group (ECG) con la portaelicotteri d’assalto anfibio (LHD) Juan Carlos I, la nave ammiraglia della Armada Española. Grazie alle sue capacità anfibie e di aviazione navale, l’ECG è in grado di dispiegarsi in tutto il mondo per lunghi periodi, condurre attacchi a lungo raggio e dimostrare le sue capacità di guerra integrate. L’ECG ha condotto attacchi a lungo raggio dal Mar Mediterraneo centrale su poligoni di addestramento in Croazia, Slovacchia e Romania.

La seconda fase, iniziata 24 luglio e terminata il 1° agosto, ha visto la partecipazione del Carrier Strike Group 12 statunitense guidato dalla portaerei USS Gerald R. Ford (CVN 78) con USS Bainbridge (DDG 96), USS Mahan (DDG 72) e USS Churchill (DDG 81) ed ha condotto operazioni con navi e velivoli di sette differenti nazioni per dimostrare capacità avanzate di attacco marittimo.

The world’s largest aircraft carrier, USS Gerald R. Ford (CVN 78), sails in the Ionian Sea, July 29, 2025. Gerald R. Ford is participating in NATO’s Neptune Strike enhanced vigilance activity that facilitates combined maritime integration and demonstrates the force’s resolve and readiness to defend and protect Allied nations’ security and peace using Allied high-end capability assets. (U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 2nd Class Maxwell Orlosky)
  1. La portaerei USS Gerald R. Ford (CVN-78)

La USS Gerald R. Ford (CVN-78) è passata sotto comando NATO il 24 luglio 2025.  Martedì 29 luglio abbiamo avuto l’opportunità di salire a bordo della USS Ford per scoprire da vicino la portaerei più avanzata del mondo e documentare le attività durante la Neptune Strike.

I “numeri” della USS Ford: con una lunghezza di 337 metri e un dislocamento di oltre 100.000 tonnellate a pieno carico, la Ford è attualmente la portaerei più grande mai costruita. L’unità è spinta da due reattori nucleari A1B di nuova generazione che producono oltre tre volte la potenza elettrica rispetto alle precedenti classi Nimitz, generando più di 200 MW di elettricità. Con un equipaggio di circa 4.500 persone, la Ford può ospitare fino a 75-90 aeromobili e raggiungere velocità di navigazione superiori ai 30 nodi. E’ equipaggiata con il sistema di lancio elettromagnetico per aerei (EMALS) e il sistema di arresto avanzato (AAG), che le consentono di generare il 25% in più di sortite aeree rispetto alle portaerei classe Nimitz. Grazie a questo sistema, la Ford può supportare fino a 160 sortite aeree al giorno con picchi di 220 sortite in situazioni di alta intensità, ha dimostrato durante Neptune Strike 25-2 la capacità di mantenere operazioni aeree sostenute. Il ponte di volo ridisegnato e l’isola spostata in posizione più arretrata permettono una gestione più efficiente delle operazioni di volo.

 

  1. Il Carrier Strike Group 12 partecipa alla Neptune Strike 2025

Decollati dal Naval Support Activity di Napoli a bordo di un Grumman C-2 Greyhound, dopo circa 1 ora di volo siamo appontati sulla portaerei USS Ford dispiegata nel mar Ionio. Al nostro arrivo ad attenderci lo staff US Navy tra cui il Capitano di Corvetta Willis del nucleo Media, il Capitano di Vascello David Skarosi, Commanding Officer della USS Ford, con al suo fianco il Capitano di Vascello Christopher S. Williams, Executive Officer della USS Ford.

Abbiamo avuto un transito molto positivo facendo rotta verso il Mar Ionio e l’Adriatico per condurre operazioni di volo con i nostri alleati. È sempre fantastico lavorare con la NATO e costruire partnership e rapporti duraturi”. Queste le parole di Skarosi nel presentare le attività in corso. Riguardo la piena operatività e efficienza dei sistemi di lancio della Ford, Skarosi ha poi confermato: “Abbiamo avuto quattro catapulte e tre cavi d’arresto operativi per tutto il tempo. Siamo quindi pienamente in grado di portare a termine qualsiasi missione in qualunque momento e in qualunque luogo. Ad oggi stiamo procedendo molto bene.”

Ci spostiamo nell’Hangar Bay 2 dove vengono ricoverati gli F/A-18 i quali, all’occorrenza, vengono trasferiti sul ponte di volo tramite degli appositi ascensori.

Qui ritroviamo il Capt. Skarosi con il Contrammiraglio Isidro Carrara della Marina Spagnola del JFC Napoli e il comandante del Carrier Strike Group 12, il Contrammiraglio Paul Lanzilotta.

Queste le parole del C.A Lanzilotta: “È un privilegio partecipare al Neptune Strike della NATO. Il fondamento della nostra alleanza sono i valori condivisi NATO: libertà di navigazione, sicurezza e prosperità nella regione. Il Carrier Strike Group 12 è il pacchetto navale più adattabile e capace al mondo. E quando la nostra forza si aggiunge a quella dei nostri alleati qui nella regione, rappresentiamo proprio una forza straordinaria. Abbiamo lavorato con forze di Finlandia, Grecia, Italia e Francia. La nostra forza maggiore come NATO è lavorare insieme con massima interoperabilità e fiducia reciproca.”

Una delle attività interforze cui faceva riferimento il C.A. Lanzillotta ha riguardato anche Nave Spartaco Schergat della Marina Militare italiana che il 20 luglio, integrata con le unità del Carrier Strike Group 12, ha scortato la portaerei USS Ford in transito nel Mediterraneo. In particolare nave Schergat è stata impiegata nella difesa antisommergibile, potendo contare su una suite antisom all’avanguardia e sulla presenza a bordo di un elicottero SH-90 in configurazione ASW.

Riguardo le operazioni svolte nella regione e la prontezza del CSG12, il C.A. Lanzillotta ha poi aggiunto: “Ci prepariamo a scoraggiare qualsiasi minaccia all’alleanza NATO. È ciò che facciamo quando operiamo in mare. Nella quotidianità, invece, ci concentriamo sull’addestramento e sulla capacità di essere pronti a tutto: dalle condizioni meteo spesso insidiose, alle situazioni che richiedono assistenza umanitaria a chi si trovi in difficoltà in mare. Durante questa missione siamo intervenuti più volte a favore di chi aveva bisogno del nostro aiuto. E se scoppia una crisi nella regione, siamo in grado di rispondere anche a quella. Perciò, ogni giorno dedichiamo il massimo all’addestramento: è così che affrontiamo il nostro compito

Operiamo sempre di più con i nostri alleati NATO. Oggi stiamo facendo diverse operazioni simultaneamente, e finiremo con una foto straordinaria di noi insieme. Ma evidenzierei che non è solo una foto quello che cerchiamo, è l’operare insieme.” (ndr: trovate la foto alla quale si riferiva il C.A. Lanzilotta in fondo all’articolo).

A seguire, l’intervento del C.A. Isidro Carrara, che ricopre il ruolo di Assistant Chief of Staff (ACOS) J5 presso il Comando delle Forze Congiunte NATO di Napoli (JFC Naples). La divisione J5 si occupa di elaborare piani operativi per esercitazioni e missioni. Queste le sue parole riguardo la fase Bravo dell’esercitazione Neptune Strike: “Alla NATO lavoriamo insieme per costruire la fiducia che è cruciale, l’esercitazione serve a mantenere l’interoperabilità. Stiamo potenziando l’integrazione di capacità di attacco marittimo di alto livello e offriamo a tutte le nazioni alleate l’opportunità di addestrarsi, esercitarsi e perfezionarsi nelle operazioni multidominio. Dissuadiamo ogni forma di pressione sulla NATO e siamo pronti a rispondere qualora dovesse succedere qualcosa. Quello che stiamo facendo qui è lavorare, addestrarci e migliorare il più possibile l’interoperabilità”.

 

  1. Il Carrier Air Wing 8 (CVW-8)

La portaerei USS Gerald R. Ford (CVN-78) ospita il Carrier Air Wing Eight (CVW-8), il gruppo aereo incaricato di garantire proiezione di attacco, copertura difensiva, supporto antisommergibile e supporto per la guerra elettronica al Carrier Strike Group. Il CVW-8, noto come “Eightball”, comprende nove squadroni che forniscono capacità multi-dominio, queste le unità imbarcate al 24 giugno, quando le unità sono salpate dalla Naval Station di Norfolk e dalla Naval Weapons Station di Yorktown:

Squadroni Caccia

  • VFA-31 “Tomcatters” – Strike Fighter Squadron – F/A-18E Super Hornet
  • VFA-37 “Ragin’ Bulls” – Strike Fighter Squadron – F/A-18E Super Hornet
  • VFA-87 “Golden Warriors” – Strike Fighter Squadron – F/A-18E Super Hornet
  • VFA-213 “Black Lions” – Strike Fighter Squadron – F/A-18F Super Hornet

Supporto Specializzato

  • VAW-124 “Bear Aces” – Airborne Early Warning Squadron – E-2D Advanced Hawkeye
  • VAQ-142 “Gray Wolves” – Electronic Attack Squadron – EA-18G Growler
  • HSC-9 “Tridents” – Helicopter Sea Combat Squadron – MH-60S Seahawk
  • HSM-70 “Spartans” – Helicopter Maritime Strike Squadron – MH-60R Seahawk
  • VRC-40 Det. 2 “Rawhides” – Fleet Logistics Support Squadron – C-2A Greyhound

Il ruolo caccia (strike fighter) è affidato agli Strike Fighter Squadron (VFA) 31, 37, 87 e 213, equipaggiati con F/A-18E ed F/A-18F “Super Hornet”. Il ruolo command and control sono di competenza dell’Airborne Command & Control Squadron (VAW) 124, dotato del velivolo multiruolo E-2D “Hawkeye”. I ruoli di antisubmarine, anti-surface warfare e combat search sono affidati all’ Helicopter Sea Combat Squadron (HSC) 9 e all’Helicopter Maritime Strike Squadron (HSM) 70, che operano con gli elicotteri MH-60S e MH-60R “Seahawk”. Il compito di trasportare personale e rifornimenti da e verso la nave spetta ai “Rawhides”, con il distaccamento di C-2A Greyhound appartenente al Fleet Logistics Support Squadron (VRC) 40.

 

  1. Ospiti dei “Tomcatters”

La nostra visita prosegue nella “Ready Room 7″, ovvero il cuore operativo della squadriglia VFA-31 “Tomcatters”, l’ambiente in cui i piloti e gli ufficiali di volo effettuano briefing e debriefing ad ogni missione.

Questa è la nostra casa quando siamo lontano da casa”, così ci accoglie il Capitano di Corvetta Robert W. Mize, Commanding Officer dello Strike Fighter Squadron (VFA) 31. “Quello che non avete visto prima di arrivare qui è stato un processo di preparazione durato un anno, in cui abbiamo adottato un approccio graduale a blocchi per prepararci al dispiegamento… fino ad arrivare all’addestramento su scala molto più ampia. E cosa include tutto ciò? Tantissima preparazione tattica, tante esercitazioni e simulazioni di appontaggio sulla portaerei, proprio per costruire tutto ciò che avete avuto modo di vedere oggi. Inclusa la spettacolare coreografia, una sorta di ‘balletto’ sul ponte di volo, con gli aerei che si muovono in sincronia insieme al personale. È davvero un’impresa incredibile.”

Riguardo il tipo di missioni condotte dal VFA-31 in occasione della Neptune Strike 2025, il Capitano di Corvetta Mize sottolinea che “Abbiamo integrato le nostre capacità per svolgere missioni di supporto aereo ravvicinato a lungo raggio, fino al Baltico e fin nel Mar Nero. Abbiamo inoltre rafforzato la cooperazione con partner locali, come Italia e Grecia, per condurre profili difensivi controaerei ed esercitazioni di difesa aerea”.

Alcune delle attività svolte con i partner locali, cui faceva riferimento il Capitano di Corvetta Mize, sono state:

Nella “Ready Room 7” abbiamo incontrato anche il Tenente Lewis Phillips e il Tenente Matthew Nightingale entrambi piloti della Royal Navy britannica. Si trovano a bordo della USS Ford nell’ambito di un programma di “Squadron (or Personnel) Exchange Programme” (PEP), si tratta di un accordo bilaterale che permette a piloti, navigatori, controllori e tecnici di servirsi per uno o due anni presso un’unità operativa di una forza aerea alleata, svolgendo lo stesso incarico, con le stesse qualifiche e responsabilità dei colleghi del Paese ospitante. Lo scopo del programma è migliorare l’interoperabilità, favorire la condivisione di procedure operative e tecniche di volo.

 

  1. La cabina di comando della USS Ford

Dopo aver visitato l’Hangar Bay 2 e la Ready Room 7, ci spostiamo nella cabina di comando, nota anche come “isola”, situata in posizione rialzata sul lato destro della nave. Qui si trovano i sistemi di controllo per la navigazione e le comunicazioni.

Qui incontriamo il Tenente di vascello Luke Stanley, ANAV (Assistant Navigator) della USS Ford. Il suo ruolo è quello di garantire una navigazione sicura e prevenire eventuali collisioni, e ci presenta le altre figure presenti nella timoneria: “Dietro di voi abbiamo il quartiermastro di guardia, responsabile della nostra posizione attuale, si assicura che stiamo seguendo la rotta. Poi abbiamo il TAO (Tactical Action Officer), responsabile delle comunicazioni con le altre navi, si assicura di avere il quadro della situazione intorno a noi. Il timoniere e il timoniere capo sono dietro la console centrale, sono coloro che effettivamente dirigono la nave e muovono il timone. L’ufficiale di rotta con il cappello bordeaux dà l’ordine al timoniere e al capo timoniere di condurre la nave. E con il cappello giallo, l’ufficiale di coperta, responsabile del funzionamento complessivo del ponte di comando e della nave, incaricato di eseguire gli ordini del giorno del comandante e di assicurarsi che ci troviamo esattamente dove dobbiamo essere.”

 

  1. Sul ponte di volo

Ora è arrivato il momento di salire sul ponte di volo, dove gli F/A-18 dell’US Navy sono pronti al decollo. Riprendendo le parole del Capitano di Corvetta Mize del VFA-31 “Tomcatters”, ciò a cui assistiamo è un autentico “balletto”: una serie di movimenti e comandi sincronizzati che permettono il decollo alternato di altrettanti velivoli dalle quattro catapulte.

Ogni addetto presente sul ponte di volo indossa una divisa colorata che lo identifica in base al ruolo preposto:

  • Rosso: squadra di emergenza e recupero, e personale addetto agli armamenti
  • Verde: personale addetto alle catapulte e ai cavi di arresto, squadra di manutenzione, media (riprese video/foto)
  • Viola: addetti al rifornimento di carburante, soprannominati “grapes” (dal colore degli acini di uva)
  • Giallo: gli “handler”, responsabili della movimentazione degli aeromobili sul ponte di volo e nell’hangar, nonchè supervisori dell’azionamento di catapulta e cavo di arresto
  • Bianco: personale del controllo qualità del gruppo aereo, addetti alla sicurezza (safety), personale medico
  • Blu: personale addetto alla movimentazione sotto indicazione dei supervisori (i “gialli”), si occupano anche dei “chocks and chains” ovvero ai cunei e catene utilizzati per ancorare gli aeromobili sul ponte di volo
  • Marrone: sono i capovelivolo,  tecnici qualificati responsabili della preparazione operativa di uno specifico aeromobile, nonchè autorizzati alla movimentazione degli aeromobili sul ponte di volo

Dopo che il personale viola ha rifornito l’aereo, quello rosso ha verificato gli armamenti, il personale marrone ha controllato l’efficienza del velivolo e quello blu ha rimosso catene e cunei, il pilota avvia i motori e si dirige verso la catapulta di lancio, seguendo le indicazioni degli “handler” in uniforme gialla.

Una volta in posizione, il pilota dispiega le ali del suo Super Hornet ed effettua i controlli pre-volo, mentre dietro l’F/A-18 viene azionata la paratia denominata “Jet Blast Deflector” (JBD) per proteggere il personale e gli altri aeromobili dal flusso d’aria calda generato dai due turbofan. Nel frattempo il personale verde si avvicina al carrello anteriore dell’ F/A-18 per fissare la “launch bar”. La barra di lancio è a sua volta inserita nel binario del sistema di lancio EMALS che, una volta azionato, spingerà l’F/A-18 per 91 metri consentendogli di raggiungere i circa 150 nodi di velocità necessari per il decollo.

Assistere dal vivo, a distanza ravvicinata, al decollo degli F/A-18 da questa immensa portaerei è qualcosa di unico ed emozionante, che cerchiamo di farvi rivivere attraverso le nostre foto e filmati.

Al termine della sequenza di lanci (detta “wave”), la portaerei viene sorvolata da una formazione di 3 F/A-18 di rientro da una missione nell’ambito dell’esercitazione Neptune Strike. Assistiamo così all’appontaggio dei velivoli in rientro.

Per arrestare la loro corsa in maniera efficace, i piloti degli F/A-18 devono avvicinarsi al ponte di volo mantenendo un sentiero di discesa (“glideslope”) controllato, aiutati dal sistema “Fresnel Lens Optical Landing System (FLOLS)”. Questo sistema, composto da una serie di luci verdi e rosse, offre al pilota riferimenti visivi per mantenere il sentiero di discesa ottimale durante l’avvicinamento, affiancando il supporto radar e il controllo del Landing Signal Officer (LSO).  LSO è un pilota esperto incaricato di assistere e guidare gli aerei in fase di atterraggio sulla portaerei.

Seguendo il sentiero ottimale, il pilota ha più probabilità di agganciare uno dei 3 cavi di arresto presenti sul ponte. Il sistema di cavi di arresto prende il nome di Advanced Arresting Gear (AAG) ed è installato a partire dal 2017 sulla USS Gerald R. Ford (CVN-78). Sostituisce il sistema idraulico Mk 7 in uso sulle portaerei di classe Nimitz, introducendo un’architettura modulare con assorbitori di energia rotanti e controllo digitale per gestire forze di arresto variabili e ridurre i carichi di manutenzione.

 

Video: Operazioni sul ponte di volo, con decolli e appontaggi degli F/A-18

 

  1. Significato strategico

La visita sulla USS Ford in concomitanza dell’esercitazione Neptune Strike 2025 ci ha dato modo di capire il ruolo cruciale rappresentato dall’aviazione navale in ambito NATO. Le esercitazioni condotte hanno dimostrato:

  • Capacità di attacco a lungo raggio dal Mediterraneo al Baltico, basti pensare ai 1500 Km percorsi dagli F/A-18 decollati dalla USS Ford dispiegata nel Mar Mediterraneo e giunti al poligono di tiro in Lituania
  • Interoperabilità avanzata con sistemi di rifornimento alleati, come citato prima, con l’impiego di aerocisterne A330-MRT e KC-135R
  • Integrazione multi-dominio tra operazioni aeree, navali e terrestri, come ad esempio le operazioni condotte tra F/A-18 statunitensi e  F-16 greci o F/A-18 statunitensi e F/A-18 finlandesi, o quelle condotte in mare tra nave Schergat della Marina Militare italiana e CSG12.

L’esercitazione conferma l’importanza dell’aviazione navale nella strategia di deterrenza e difesa della NATO, dimostrando come le capacità del Carrier Strike Group 12 forniscano all’Alleanza uno strumento strategico per la sicurezza euro-atlantica.

E come aveva preannunciato il C.A. Lanzilotta durante l’intervista nell’Hangar Bay 2, la foto finale realizzata al termine di questa giornata non vuole essere solo fine a se stessa, ma è rappresentativa di ciò che vuol dire “operare insieme“.

Lo scatto, del 29 luglio, ritrae velivoli italiani (F-35 ed Eurofighter Typhoon) e statunitensi (F/A-18 e E-2D Advanced Hawkeye) mentre sorvolano in formazione la portaerei statunitense USS Gerald R. Ford, accompagnata dalla nave italiana ITS Rimini, dalla turca TCG Gelibolu e dai cacciatorpediniere statunitensi USS Bainbridge, USS Winston S. Churchill e USS Mahan.

Italian and U.S. aircraft overfly the world’s largest aircraft carrier, USS Gerald R. Ford (CVN 78), front center, Italian Navy ITS Rimini (M 5561), back center, Turkish Navy TCG Gelibolu (F-493), second from the left, and Arleigh Burke-class guided-missile destroyers USS Bainbridge (DDG 96), back left, USS Winston S. Churchill (DDG 81), second from the right, and USS Mahan (DDG 72), while sailing in formation, July 29, 2025. Gerald R. Ford is participating in NATO’s Neptune Strike enhanced vigilance activity that facilitates combined maritime integration and demonstrates the force’s resolve and readiness to defend and protect Allied nations’ security and peace using Allied high-end capability assets. (U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 2nd Class Maxwell Orlosky)

 

Testo: Valerio De Cecco

Foto: Valerio De Cecco e Andrea Bellandi

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